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Windows 8 tenta il sorpasso su Windows XP superando il 15% delle quote di mercato

Written By Unknown on Senin, 03 November 2014 | 19.04

Windows 8 non ha ottenuto un grande successo di pubblico ed ancora oggi fatica a superare le quote di mercato delle versioni più vecchie del sistema operativo di Redmond. In base agli ultimi dati del mercato rilasciati da Net Applications, Windows 8 è ancora dietro ad XP, ma il sorpasso potrebbe essere imminente.

Windows 8 e Windows 8.1 combinati detengono, secondo le ultime stime di mercato, il 16,80% delle quote complessive, con un aumento di oltre 4 punti percentuali su base mensile. Dobbiamo gran parte della crescita a Windows 8.1, che matura un +4,25% rispetto al mese scorso, ma è in crescita anche Windows 8 (0,8%). L'aumento nelle quote è sicuramente una notizia positiva, tuttavia i numeri di Windows 8.1 non sono complessivamente molto incoraggianti, dal momento che è ormai sul mercato da oltre un anno.

Il guadagno è avvenuto, durante lo scorso mese, soprattutto nei confronti di Windows XP. La vecchia versione del sistema operativo di Redmond è ancora oggi installata sul 17,18% ed è pertanto estremamente probabile che durante il mese di novembre avvenga il sorpasso definitivo. Sembra ancora decisamente improbabile un ipotetico sorpasso nei confronti di Windows 7. Ad oggi quest'ultimo vanta il 53,05% delle quote di mercato, ed è ancora in crescita (+0,34% durante il mese scorso).

Sistemi operativi, quote di mercato ottobre 2014

Microsoft ha cessato nei giorni scorsi la vendita di licenze di Windows 7 agli OEM, pertanto è decisamente probabile che a livello percentuale ci sia un declino nelle quote di mercato per la specifica versione del sistema operativo. Ci sembra tuttavia difficile che Windows 8 possa superare la precedente release, soprattutto in vista del rilascio di Windows 10 previsto per la prima metà del 2015. Anche in questo caso, come quanto avvenuto per il mercato dei browser web, la consistente crescita di Windows 8 e l'altrettanto evidente declino di XP sono stati influenzati dalle promozioni "Back to School" del mese di settembre.

Si tratta della prima volta in assoluto in cui Windows XP mostra un calo così massiccio nelle quote di mercato, con la versione che scende sotto il 20% per la prima volta nell'ultima decade. Ha sicuramente giocato un ruolo importante la cessione del supporto ufficiale da parte di Microsoft avvenuto nello scorso mese d'aprile, che ha finalmente convinto aziende e privati a passare alle più recenti versioni della piattaforma operativa di Redmond.

Complessivamente, una qualsiasi versione di Windows si trova installata su oltre il 91% dei sistemi in circolazione, con Mac OS presente nel 7,05% di questi. Fanalino di coda Linux, che per via della propria natura non commerciale occupa solamente l'1,41% delle quote. I dati provengono dalle stime di mercato di Net Applications, condotte monitorando 160 milioni di visitatori unici mensili appartenenti ai 40.000 siti web clienti della società.


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Gmail 5 per Android con supporto Exchange

Sono disponibili online nuove informazioni in merito alla futura release 5.0 di Gmail per Android. L'aggiornamento porterà sugli smartphone Android una nuova grafica, più semplice e lineare con la visualizzazione dei messaggi in thread e l'utilizzo di piccoli avatar per identificare il mittente. Si tratta di un layout che in parte abbiamo già incontrato in Inbox, la nuova app sviluppata da Google per offrire un differente modo di utilizzare le email.

Oltre a queste novità grafiche la nuova app Gmail offrirà anche supporto a Exchange server estendendo così ulteriormente le possibilità di impiego. Con la nuova versione sarà infatti possibile gestire da Gmail anche account aziendali, di Outlook.com o di altri provider. Al momento attuale è disponibile il nuovo APK per effettuare manualmente l'installazione di Gmail 5.

Come riporta questa fonte l'APK disponibile dovrebbe offrire ampi margini di garanzia in merito alla veridicità del pacchetto e alla provenienza. Per chi però intende attendere l'ufficialità e la comodità dell'aggiornamento automatico sarà necessario ancora qualche giorno si pazienza.


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Internet Explorer 11 supera IE8 e diventa il browser più utilizzato sul web

Per la prima volta dal lancio avvenuto nel mese di ottobre 2013, Internet Explorer 11 ha superato IE8, fino ad oggi la release del browser web di Redmond più diffusa su scala globale. Lo storico sorpasso è stato specificato dalle nuove stime di mercato condotte da Net Applications, che vede un aumento del 6,92% nelle quote di mercato per la versione più aggiornata di IE.

Complessivamente, il browser di Microsoft detiene il 58,4% dell'intero mercato, seguito da Chrome (21,25%) e Firefox (13,91%). Sulla base delle singole versioni, Internet Explorer 11 è installato nel 24,05% dei sistemi presi in esame dalla società di analisi, mentre IE8 sul 17,31%, seguito da IE9 e IE10, rispettivamente con l'8,68% e il 6,09%. Ma a cosa dobbiamo la crescità così sostanziale dell'ultima release di Internet Explorer?

Quote di mercato browser web ottobre 2014
Fonte: VentureBeat

Questa è spiegata non tanto con una scelta ponderata da parte dell'utente medio, ma dal boom di adozioni di Windows 8.1 avvenuto nello scorso mese ai danni di Windows XP. Internet Explorer 11 è il browser web installato nativamente sui sistemi desktop, portatili ed ultra-portatili, le cui vendite hanno influenzato drasticamente anche le percentuali d'uso dei vari web browser. Ad aver giocato un ruolo sostanziale, anche le iniziative "Back to School" di settembre, che hanno alimentato il mercato dei PC.

Appare leggermente diversa la situazione per Chrome: poco meno di un terzo degli utenti utilizza l'ultima versione del browser di Mountain View, mentre sono ancora in molti ad utilizzare versioni definite "vecchie" dalla società d'analisi. Il dato è comunque estremamente incoraggiante e dimostra come il sistema di aggiornamenti automatizzato del browser di Google abbia impatti positivi sull'adozione delle ultime versioni. Chrome 38 è stato rilasciato ad inizio ottobre, ed è stato installato nel 6,51% dei sistemi in meno di un mese dal suo lancio al pubblico.

Situazione leggermente differente per Firefox, la cui versione più utilizzata è la 32 (la penultima), con l'ultima versione che viene utilizzata dal 2,19% (delle quote di mercato complessive) degli utenti. Anche in questo caso, Firefox 32 è disponibile pubblicamente solo da poche settimane. Rispetto al mese precedente, Chrome non ha vissuto un considerevole aumento nelle quote di mercato occupate, mentre di contro Firefox è ancora in caduta libera. Le analisi di Net Applications si fermano al novembre 2007, in cui Firefox aveva il 15% del mercato, ed il 13,91% registrato dal browser di Mozilla non ha precedenti da 14 anni ad oggi.

Le analisi di Net Applications vengono condotte monitorando i dati di 160 milioni di visitatori unici mensili appartenenti ai 40.000 siti web clienti della società, misurando così le statistiche di mercato sulla base del numero di utenti, e non dell'utilizzo reale dei vari browser presi in esame.


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Amazon ammette: Fire Phone è stato un insuccesso per il prezzo elevato

Written By Unknown on Minggu, 02 November 2014 | 19.03

Se dovessimo stabilire quale sia lo smartphone più fallimentare degli ultimi anni, probabilmente il nostro dito sarebbe puntato su Fire Phone. Annunciato come dispositivo estremamente innovativo, lo smartphone a sei fotocamere di Amazon si è rivelato un tremendo flop commerciale. E la società di Bezos non fa fatica ad ammetterlo.

Amazon Fire Phone

"Non abbiamo scelto un prezzo adeguato", ha dichiarato David Limp, Senior Vice President of Devices di Amazon. "Penso che i nostri utenti si aspettassero un dispositivo più conveniente, e abbiamo tradito le loro aspettative. Credevamo di aver ragione sul prezzo da top di gamma. Ma dobbiamo ammettere che ci siamo sbagliati, ma siamo corsi ai ripari".

L'affermazione di Limp è in parte vera. Il prezzo di lancio di Amazon Fire Phone era ai limiti dell'assurdo: 200 dollari sotto contratto, diventati dopo pochi mesi 99 centesimi. Fire Phone era proposto come top di gamma, al pari di soluzioni estremamente consolidate sul mercato, come la serie Galaxy S o gli iPhone, senza di fatto offrire molto di più oltre ad una suggestiva (quanto poco utile) interfaccia tridimensionale.

Sullo stesso e-store della società, gran parte delle recensioni di Fire Phone sono estremamente negative, con una percentuale consistente che non va oltre la prima stella. Nonostante molti utenti indichino il prezzo come motivo principale del proprio disappunto, altrettanti citano la durata della batteria, il surriscaldamento dopo uso prolungato, l'interfaccia utente poco pratica, e la mancanza di app (fra cui quelle di Google, Fire Phone usa un fork di Android).

Insomma, Fire Phone è stato un grosso insuccesso nei primi mesi per via del prezzo, è vero, ma quello è stato solo uno dei tanti problemi, dovuti probabilmente alla presunzione di Amazon di voler competere ad armi pari in un settore estremamente difficile come quello degli smartphone, con una proposta non all'altezza della concorrenza.


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PlayStation 4 forte nelle vendite, ma Sony è in perdita negli ultimi tre mesi

Negli ultimi tre mesi, Sony ha venduto 3,3 milioni di PlayStation 4, portando il fatturato della divisione Game & Network della società ad un invidiabile +84%. Gli ottimi risultati della nuova console giapponese, e le vendite ancora forti di PlayStation 3, non sono riuscite ad arrestare le perdite operative della società, comunque meno gravi rispetto alle previsioni degli analisti.

Sony PlayStation 4

Sony ha totalizzato un fatturato di 17 miliardi di dollari negli ultimi tre mesi, con utili pari a 122 milioni per la divisione gaming. In paragone, durante lo stesso periodo dello scorso anno la divisione faceva registrare perdite pari a 23 milioni di dollari. I risultati derivano non solo dagli ottimi risultati commerciali maturati da PS4, ma anche dalle 800 mila unità di PlayStation 3 vendute nello stesso periodo e dalle 700 mila PS Vita, PlayStation TV e PSP distribuite in commercio.

In generale, relativamente all'ambito gaming Sony non ha problemi dal punto di vista economico, e risulta in buona salute anche la divisione relativa alla produzione di sensori di immagine. Del resto non è una novità: Sony PlayStation 4 è la regina dell'attuale generazione di console da un punto di vista squisitamente commerciale, con oltre 12 milioni di unità vendute dal suo lancio ufficiale.

Mostra una perdita più che significativa la divisione smartphone, con perdite pari a 961 milioni di dollari. Sony ha venduto 9,9 milioni di unità negli ultimi tre mesi, cifra leggermente in declino rispetto all'anno scorso (10 milioni). La società ha rivisto verso il basso le previsioni di unità vendute per l'intero 2014, da 43 a 41 milioni di unità, valore ancora superiore rispetto ai 39 milioni di smartphone distribuiti nel 2013.

Complessivamente, Sony dichiara una perdita operativa di 785 milioni di dollari, laddove nello stesso periodo dell'anno scorso faceva registrare utili per 124 milioni. La perdita è pari a circa la metà rispetto a quanto preventivato dagli analisti (1,6 miliardi di dollari) ed è dovuta principalmente alla rimodulazione del nuovo segmento Mobile Communications, nato dalla cessione della divisione PC Vaio.


19.03 | 0 komentar | Read More

Zuckerberg risponderà alle tue domande nella prima Q&A pubblica di Facebook

Ogni venerdì, negli uffici di Facebook viene indetta una sessione di domande e risposte interna in cui qualsiasi impiegato può esternare la propria idea su un qualsivoglia argomento legato alla società, o porre domande generiche allo stesso CEO, Mark Zuckerberg. Facebook sta organizzando una tipologia di incontro simile, ma in scala molto più grande.

"La gente pone domande profonde sul motivo per cui la società intraprende certe direzioni, su quello che penso riguardo a quanto accade nel mondo, su come migliorare i servizi offerti agli utenti", scrive lo stesso Zuckerberg all'interno di un post nella sua bacheca personale sul social network. "Apprendo molto da quelle sessioni Q&A, e le domande che mi vengono poste ci aiutano a costruire un servizio migliore".

Il fondatore di Facebook vuole spingersi molto oltre con una prima sessione pubblica di "domande e risposte", in cui saranno proprio gli utenti a porre le domande al miliardario di White Plains. Si può già iniziare a scrivere la propria domanda, o le proprie domande in questa pagina, e mettere Mi piace su quelle poste dagli altri utenti di cui vorreste sentire la risposta di Zuckerberg il prossimo giovedì.

Al momento le domande più gettonate sono anche le più ovvie, per non dire banali, relative alla birra preferita ai tempi della fondazione di Facebook, o al motivo per cui Messenger è diventata un'app a parte. Tuttavia da oggi a giovedì c'è ancora tempo per sfornare qualcosa di più interessante e pertinente, soprattutto considerando le tante categorie ormai abbracciate dal colosso di Menlo Park.


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Amazon ammette: Fire Phone è stato un insuccesso per il prezzo elevato

Written By Unknown on Sabtu, 01 November 2014 | 19.04

Se dovessimo stabilire quale sia lo smartphone più fallimentare degli ultimi anni, probabilmente il nostro dito sarebbe puntato su Fire Phone. Annunciato come dispositivo estremamente innovativo, lo smartphone a sei fotocamere di Amazon si è rivelato un tremendo flop commerciale. E la società di Bezos non fa fatica ad ammetterlo.

Amazon Fire Phone

"Non abbiamo scelto un prezzo adeguato", ha dichiarato David Limp, Senior Vice President of Devices di Amazon. "Penso che i nostri utenti si aspettassero un dispositivo più conveniente, e abbiamo tradito le loro aspettative. Credevamo di aver ragione sul prezzo da top di gamma. Ma dobbiamo ammettere che ci siamo sbagliati, ma siamo corsi ai ripari".

L'affermazione di Limp è in parte vera. Il prezzo di lancio di Amazon Fire Phone era ai limiti dell'assurdo: 200 dollari sotto contratto, diventati dopo pochi mesi 99 centesimi. Fire Phone era proposto come top di gamma, al pari di soluzioni estremamente consolidate sul mercato, come la serie Galaxy S o gli iPhone, senza di fatto offrire molto di più oltre ad una suggestiva (quanto poco utile) interfaccia tridimensionale.

Sullo stesso e-store della società, gran parte delle recensioni di Fire Phone sono estremamente negative, con una percentuale consistente che non va oltre la prima stella. Nonostante molti utenti indichino il prezzo come motivo principale del proprio disappunto, altrettanti citano la durata della batteria, il surriscaldamento dopo uso prolungato, l'interfaccia utente poco pratica, e la mancanza di app (fra cui quelle di Google, Fire Phone usa un fork di Android).

Insomma, Fire Phone è stato un grosso insuccesso nei primi mesi per via del prezzo, è vero, ma quello è stato solo uno dei tanti problemi, dovuti probabilmente alla presunzione di Amazon di voler competere ad armi pari in un settore estremamente difficile come quello degli smartphone, con una proposta non all'altezza della concorrenza.


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Zuckerberg risponderà alle tue domande nella prima Q&A pubblica di Facebook

Ogni venerdì, negli uffici di Facebook viene indetta una sessione di domande e risposte interna in cui qualsiasi impiegato può esternare la propria idea su un qualsivoglia argomento legato alla società, o porre domande generiche allo stesso CEO, Mark Zuckerberg. Facebook sta organizzando una tipologia di incontro simile, ma in scala molto più grande.

"La gente pone domande profonde sul motivo per cui la società intraprende certe direzioni, su quello che penso riguardo a quanto accade nel mondo, su come migliorare i servizi offerti agli utenti", scrive lo stesso Zuckerberg all'interno di un post nella sua bacheca personale sul social network. "Apprendo molto da quelle sessioni Q&A, e le domande che mi vengono poste ci aiutano a costruire un servizio migliore".

Il fondatore di Facebook vuole spingersi molto oltre con una prima sessione pubblica di "domande e risposte", in cui saranno proprio gli utenti a porre le domande al miliardario di White Plains. Si può già iniziare a scrivere la propria domanda, o le proprie domande in questa pagina, e mettere Mi piace su quelle poste dagli altri utenti di cui vorreste sentire la risposta di Zuckerberg il prossimo giovedì.

Al momento le domande più gettonate sono anche le più ovvie, per non dire banali, relative alla birra preferita ai tempi della fondazione di Facebook, o al motivo per cui Messenger è diventata un'app a parte. Tuttavia da oggi a giovedì c'è ancora tempo per sfornare qualcosa di più interessante e pertinente, soprattutto considerando le tante categorie ormai abbracciate dal colosso di Menlo Park.


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PlayStation 4 forte nelle vendite, ma Sony è in perdita negli ultimi tre mesi

Negli ultimi tre mesi, Sony ha venduto 3,3 milioni di PlayStation 4, portando il fatturato della divisione Game & Network della società ad un invidiabile +84%. Gli ottimi risultati della nuova console giapponese, e le vendite ancora forti di PlayStation 3, non sono riuscite ad arrestare le perdite operative della società, comunque meno gravi rispetto alle previsioni degli analisti.

Sony PlayStation 4

Sony ha totalizzato un fatturato di 17 miliardi di dollari negli ultimi tre mesi, con utili pari a 122 milioni per la divisione gaming. In paragone, durante lo stesso periodo dello scorso anno la divisione faceva registrare perdite pari a 23 milioni di dollari. I risultati derivano non solo dagli ottimi risultati commerciali maturati da PS4, ma anche dalle 800 mila unità di PlayStation 3 vendute nello stesso periodo e dalle 700 mila PS Vita, PlayStation TV e PSP distribuite in commercio.

In generale, relativamente all'ambito gaming Sony non ha problemi dal punto di vista economico, e risulta in buona salute anche la divisione relativa alla produzione di sensori di immagine. Del resto non è una novità: Sony PlayStation 4 è la regina dell'attuale generazione di console da un punto di vista squisitamente commerciale, con oltre 12 milioni di unità vendute dal suo lancio ufficiale.

Mostra una perdita più che significativa la divisione smartphone, con perdite pari a 961 milioni di dollari. Sony ha venduto 9,9 milioni di unità negli ultimi tre mesi, cifra leggermente in declino rispetto all'anno scorso (10 milioni). La società ha rivisto verso il basso le previsioni di unità vendute per l'intero 2014, da 43 a 41 milioni di unità, valore ancora superiore rispetto ai 39 milioni di smartphone distribuiti nel 2013.

Complessivamente, Sony dichiara una perdita operativa di 785 milioni di dollari, laddove nello stesso periodo dell'anno scorso faceva registrare utili per 124 milioni. La perdita è pari a circa la metà rispetto a quanto preventivato dagli analisti (1,6 miliardi di dollari) ed è dovuta principalmente alla rimodulazione del nuovo segmento Mobile Communications, nato dalla cessione della divisione PC Vaio.


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"Embeddare" video non infrange il diritto d'autore: lo dice la UE

Written By Unknown on Jumat, 31 Oktober 2014 | 19.04

La conclusione a cui la Corte Europea è giunta in tema di embed video e copyright potrebbe aprire nuovi scenari nel web, o quantomeno far nascere speranze che non tutti quelli che legiferano su questi temi siano degli incompetenti. Ma andiamo con ordine e cerchiamo di capire come si è arrivati, in sede UE, a dover trattare un argomento di questo tipo. Alcuni giudici tedeschi si sono rivolti alla Corte Europea per avere un parere su un caso di difficile soluzione: una società tedesca riteneva illecito che un suo video promozionale venisse  embeddato da due concorrenti senza che questi ne chiedessero il consenso, rivolgendosi di conseguenza agli organi giuridici.

Ricordiamo brevemente che "embeddare", termine orribile in italiano ma di uso sicuramente più comune che integrare, includere o del più corretto incorporare, consiste nel riportare all'interno di pagine web contenuti quasi sempre video, presi ad esempio da YouTube integrando un codice messo a disposizione da YouTube stessa. L'operazione vale anche, ovviamente, per altri siti che offrono le medesime possibilità.

Il parere della Corte UE, che sarà presto pubblicato, è destinato a far discutere e a causare qualche grattacapo: embeddare video non infrange il copyright e, nel caso specifico, le due aziende accusate di averlo fatto otterranno molto probabilmente un'assoluzione piena. La decisione non è stata presa tirando a testa o croce, ma basandosi su un ragionamento che ha il suo fondamento nel buonsenso: se il video in questione viene appunto embeddato e non  scaricato in locale, i "click" sono riconducibili comunque al sito dove risiede fisicamente il video, ovvero nella sua posizione originale. L'embedding, dunque, è stato equiparato all'inserimento di un semplice link.

La decisione è destinata a far discutere: i più informati infatti ricorderanno che verso la fine del 2011 la SIAE, insieme ad altri omologhi europei, ha di fatto imposto il pagamento di un compenso a chi embedda trailer cinematografici, proprio per rispettare il diritto d'autore in riferimento alla colonna sonora. Lo si legge chiaramente sul sito della SIAE stessa:

I magazine e i blog cinematografici on line e gli altri siti aumentano la loro attrattività verso gli utenti (e quindi verso gli inserzionisti pubblicitari) arricchendo con i trailer e con la musica in genere i loro contenuti. E' una bella opportunità offerta dal digitale con costi che, grazie alle soluzioni tecnologiche disponibili, come embedding e deep link, sono ormai alla portata di moltissimi siti e blog. In questo modo la rete è un vivaio di iniziative e di idee ed è anche un motore di sviluppo economico. Chi riesce ad azzeccare l'idea commercialmente più valida e a veicolarla ad un pubblico sempre più vasto, ha la possibilità di beneficiare economicamente della sua attività e del suo spirito imprenditoriale.

La musica è chiaramente tra le materie prime dei contenuti audiovisivi come i trailer. Dov'è la sorpresa se un'impresa deve pagare quando si procura le materie prime per fare business? Grazie ai produttori e ai distributori cinematografici i trailer arrivano pronti all'uso ai siti e alle riviste on line che trattano dell'argomento. L'unico diritto da pagare è quello per le colonne sonore. Chi le utilizza dovrebbe trovare tutti i titolari delle varie musiche, ma con la licenza della SIAE gli utenti risolvono il problema con un unico pagamento.

In pratica, chi ha un sito a fini di lucro (basta avere AdSense) è tenuto a pagare per integrare un trailer, poiché SIAE considera doveroso pagare per i diritti sulle colonne sonore ogni qual volta questa viene mandata in play, a prescindere dal chi come dove e perché. Inutile sottolineare il contrasto di questa linea con quella adottata dalla UE nei giorni scorsi (che ha anche un precedente simile del febbraio 2014), motivo per cui sarà interessante capire quali saranno gli sviluppi della vicenda.


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