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Facebook: preparatevi ad una pagine Notizie piena di Sticker

Written By Unknown on Selasa, 14 Oktober 2014 | 19.03

È con grande entusiasmo che Bob Baldwin di Facebook annuncia l'introduzione degli Sticker anche nei commenti alle notizie e agli aggiornamenti di stato degli amici sul social network. La novità, per cui noi non ci sentiamo di esprimere lo stesso entusiasmo, verrà implementata su scala globale nei prossimi giorni.

Facebook, Sticker sui commenti

Gli Sticker sono particolari immagini statiche o animate di grandi dimensioni, sino ad oggi disponibili esclusivamente nei messaggi privati, sia da pagina web che dalle applicazioni native per dispositivi mobile. Allo stesso modo queste funzioneranno nei commenti, e saranno visibili pertanto anche nella consultazione della News Feed, la pagina Notizie.

Nei commenti, così come nei messaggi, gli Sticker avranno lo stesso funzionamento: gli utenti avranno a disposizione solamente pochi contenuti inizialmente, ma potranno scaricarne di nuovi dallo stesso Sticker Store disponibile nell'applicazione o nella pagina web. Questi sono raggruppati per tematica e tipologia, e non mancano i contenuti relativi ai film d'animazione più recenti.

"Credo che gli sticker permettano alla gente di rispondere ad una serie di post diversi in modo più divertente rispetto a quanto possibile fare con le sole parole", sono state le parole di Bob Baldwin. "Adesso puoi mostrare il tuo entusiasmo per un post con buone notizie, incoraggiare un amico che si sente giù di morale, esprimere una grande varietà di sfumature per emozioni diverse".

Gli sticker sono stati introdotti la scorsa estate su Facebook e, al momento in cui scriviamo, tutti i contenuti presenti nello Store sono proposti in forma gratuita. Alcune applicazioni di messaggistica basano i propri proventi sulla vendita di emoticon o sticker vari e, proprio per questo, non sembra improbabile che possano essere presentati pacchetti a pagamento anche su Facebook nel prossimo futuro, soprattutto quando le società esterne capiranno il potenziale mercato alla loro base.


19.03 | 0 komentar | Read More

3DMark

Ultima evoluzione della popolare serie di benchmark della famiglia 3DMark, in questa release compatibile con la sola installazione in sistemi PC. Questo benchmark è stato svilippato per avere compatibilità multipiattaforma, permettendo quindi di eseguire analisi comparative tra dispositivi basati sui sistemi operativi Windows, Windows RT, Android e iOS.

Ice Storm, il primo test, è stato sviluppato specificamente per dispositivi mobile come smartphone, tablet e PC di fascia entry level. Questo test utilizza le funzionalità Direct3D level 9 in ambiente Windows e OpenGL ES 2.0 con i dispositivi mobile.

Cloud Gate, il secondo test, è rivolto all'utilizzo in sistemi notebook e con PC desktop di fascia media: in questo caso troviamo compatibilità in ambiente Windows con le funzionalità Direct3D level 10, scelta che rende questo test adatto a valutare le prestazioni di hardware compatibile con le API DirectX 10.

Fire Strike è l'ultimo test, sviluppato per le soluzioni hardware più potenti: in questo caso la compatibilità è con componenti DirectX 11. Tanto Cloud Gate come Fire Strike sono compatibili con la sola versione di 3DMark per sistemi Windows, mentre Ice Storm è adatto all'utilizzo con tutti i sistemi operativi supportati dal benchmark.

Fire Strike Ultra esegue il test 3DMark alla risoluzione di3840x2160 pixel, scalando l'output video alla risoluzione del display utilizzato nel prprio sistema. Non è quindi necessario utilizzare uno schermo 4KUltra HD per eseguire questo test, mentre è necessaria una GPU dotata di almeno 3 Gbytes di memoria video.

Queste le note fornite con l'ultima versione del benchmark:

This is a major update that adds Sky Diver, a new DirectX 11 benchmark for gaming laptops and mid-range PCs. Sky Diver is ideal for testing systems with mainstream graphics cards, mobile GPUs, integrated graphics and other DirectX 11 hardware that cannot achieve double-digit frame rates in Fire Strike.

Improved

You can now run benchmarks individually in 3DMark Basic Edition.

SystemInfo module updated to 4.29 for improved hardware detection.

Compatibility

On Windows 7, Service Pack 1 is required for 3DMark version 1.3.XXX onwards.

Professional Edition only

The filenames of the .3dmdef definition files used for running 3DMark from the command line have changed with this release. You may need to update your existing scripts if using automation.


19.03 | 0 komentar | Read More

Apple: penalità fortissime in caso di leak, nei contratti con i fornitori

La documentazione rilasciata da GT Advanced in occasione della richiesta di bancarotta ha rivelato particolari interessanti circa i rapporti fra il fornitore di zaffiro e Apple. Gli accordi fra le due società prevedono un indennizzo pari a 50 milioni di dollari nel caso trapelino informazioni sugli ultimi prodotti della Mela dagli stabilimenti del fornitore.

Stando a quanto riportato dal Financial Times, GT Advanced avrebbe rivelato i particolari degli accordi contrattuali perché di interesse per creditori ed azionisti della società, e si prepara a rilasciarne altri per l'audizione di mercoledì. Secondo la pubblicazione americana, è molto probabile che Apple costringa alla pesante "multa" anche le altre società con cui matura accordi di natura commerciale.

Il fenomeno dei "leak", ovvero informazioni anticipate (spesso comprovate da immagini) sui prodotti non ancora ufficializzati, è decisamente esteso nel settore della tecnologia di consumo e non coinvolge solamente Apple. La Mela ha cercato di giocare spesso sul fattore sorpresa, strategia non proprio riuscita negli ultimi anni. Nel caso di iPhone 6, le prime foto e i primi render delle scocche apparivano sul web già nella prima metà dell'anno, mentre sono già noti parecchi elementi dei prossimi iPad, attesi per giovedì.

La bancarotta di GTAT sembrerebbe apparentemente legata ad un negato pagamento di 139 milioni di dollari da parte di Apple. Secondo alcune indiscrezioni, il fornitore non sarebbe riuscito a consegnare il quantitativo di zaffiro necessario per l'introduzione sui recenti iPhone 6 e iPhone 6 Plus, non ottenendo pertanto la riscossione degli oneri discussi negli accordi. La compagnia sta anche affrontando una class action con gli azionisti, che la accusano di aver "alterato e/o nascosto" le informazioni sui problemi nelle forniture.


19.03 | 0 komentar | Read More

Google Now supera Siri e Cortana in una comparativa a tre

Written By Unknown on Senin, 13 Oktober 2014 | 19.04

Una vittoria schiacciante quella di Google Now nella nuova comparativa a tre realizzata dal sito Stone Temple Consulting. Per una volta, il paragone non si basa sulla mera velocità d'esecuzione delle richieste, ma sull'effettiva capacità di analisi e risposta dei tre assistenti vocali più diffusi su dispositivi mobile, Siri, Cortana e, appunto, Google Now.

Alle tre entità virtuali sono state poste 3086 domande ben precise, per verificare l'attendibilità delle risposte e la base di informazioni alla quale i tre assistenti possono attingere. Google può basarsi sull'enorme database di informazioni del motore di ricerca proprietario, che la società continua ad integrare in maniera sempre più capillare all'interno dell'assistente virtuale.

Google Now, Siri, Cortana, comparativa assistenti virtuali

Fra i tre, infatti, Google Now è quello che si espande più velocemente in funzioni e caratteristiche, superando agevolmente Siri che lo aveva preceduto cronologicamente con il suo rilascio nel 2011 negli Stati Uniti. Fanalino di coda Cortana, ancora in fase embrionale rispetto ai concorrenti, disponibile solo in pochi mercati e in fase di beta.

Sia Cortana che Siri si basano su Bing per le ricerche di informazioni e immagini, tuttavia l'assistente di Cupertino risulta sensibilmente più attendibile rispetto alla proposta di Microsoft. Ai vertici delle classifiche, con il 58% delle richieste esaudite, troviamo Google Now, mentre Siri e Cortana rispondono correttamente solamente nel 29 e 20% dei casi considerati nell'analisi.

"Ad oggi, Google ha un chiaro vantaggio in termini di query affrontate positivamente, con risposte più precise rispetto sia Siri che Cortana", riportano le conclusioni della comparativa. "Le tre società continuano ad investire su questo tipo di tecnologia, ma è evidente che Google si evolve più rapidamente su tutti i fronti."

È possibile approfondire l'argomento in questa pagina, sul sito di Stone Temple Consulting.


19.04 | 0 komentar | Read More

VirtualBox

scheda aggiornata 2 ore fa

VirtualBox è un sistema di virtualizzazione per sistemi con architettura x86. VirtualBox è inoltre uno strumento altamente flessibile e può essere utilizzato sia in ambienti server, sia in quelli desktop. Attualmente si tratta di una delle poche soluzioni per la virtualizzazione di livello professionale ad essere disponibile come software open source.

Ecco l'elenco delle novità di questa nuova release:

  • VMM: fixed a potential misbehavior after restoring the A20 state from a saved state
  • GUI: fixed full-screen mode mini-toolbar related regressions for different platforms and window managers (bug #13369)
  • GUI: X11: fixed full-screen mode Unity panels quirk caused by mini-toolbar code changes in last release (bug #13365)
  • GUI: X11: added possibility to use legacy full-screen mode as the new one can cause multi-screen issues under Unity, see the manual for more information (bug #13365)
  • GUI: Mac OS X: fixed full-screen mode artifact causing black screen when 3D acceleration was enabled on 10.10 Yosemite hosts (bug #13448)
  • GUI: Mac OS X: fixed regression in user-space swiping from/to VBox in full-screen mode
  • GUI: Mac OS X: fixed issue with switching to VBox in full-screen mode through Alt+Tab and Mission Control
  • Storage: fixed data corruption when resizing huge VHD images under certain circumstances (bug #11960)
  • Storage: fixed a rare hang during startup when the BIOS enumerates the storage devices attached to the SATA controller
  • Storage: follow the spec with AHCI interrupt acknowledge (bug #13474)
  • Storage: fixed broken iSCSI authentication (4.3.14 regression, bugs #13386, #13435)
  • NAT Network: properly parse port forwarding rules to allow UDP rules
  • USB: fixed a crash on Linux hosts with older Linux kernels (bug #13400) and several other fixes
  • ACPI: fixed ACPI timer anomalies (bug #12076)
  • Guest Control: fixed a memory leak (bug #13434)
  • Main: when removing a VM, do also remove the VBoxStartup.log file which might exist on Windows hosts (bug #13478)
  • Windows hosts: fixed more startup problems on certain Windows hosts due to conflicts with anti-virus software; better error reporting (4.3.14 regression; bug #13187)
  • Windows hosts: propagate the process startup information to the child process (4.3.14 regression; bug #13243)
  • Mac OS X hosts: don't force using the discrete GPU (bug #11111)
  • Windows Additions: some Windows 10 tweaks
  • X11 guests: fix a bug handling video driver display properties which prevented GNOME Shell on Fedora 21 from starting
  • Linux hosts / guests: fixed a few remaining warnings in the kernel log if memory allocation fails (bug #11171)

19.04 | 0 komentar | Read More

Raspberry Pi è un grande successo: 3,8 milioni di unità vendute dal lancio

Un successo che Raspberry Pi Foundation non si sarebbe mai attesa al rilascio del primo modello. Il microcomputer ha superato quota 3,8 milioni di unità vendute dal lancio, cifra che non è destinata a fermarsi in tempi brevi. Al lancio, i creatori di Raspberry Pi si aspettavano di produrne circa 10.000 unità nell'intero ciclo vitale del prodotto.

Raspberry Pi B+

Raspberry Pi ha rappresentato per molti utenti l'approccio più appetibile sul fronte dei mini PC, soprattutto per il prezzo estremamente aggressivo e per la sua versatilità. Lanciato nei primi mesi del 2012, viene venduto attualmente in due versioni da 25 e 35 dollari americani. Alla sua base troviamo un SoC ARM a 700MHz con 256 o 512 MB di RAM e GPU VideoCore IV.

Non sono previste unità di storage, né dischi meccanici, né SSD: il boot è garantito attraverso una scheda SD da acquistare separatamente, su cui è possibile installare una distribuzione Linux o RISC OS. Nato principalmente per spingere l'insegnamento di programmazione e informatica nelle scuole, Raspberry Pi ha subito suscitato interesse nella community dei progetti DIY (Do-It-Yourself).

Il microcomputer ha superato il milione di unità vendute già nel primo anno di vendite e dopo 2 anni e mezzo l'inatteso risultato si è quasi quadruplicato. La scorsa estate è stata svelata una nuova revisione della scheda logica, Raspberry Pi B+, che allo stesso prezzo migliora alcuni aspetti del design, introduce nuove porte USB ed aumenta il numero di pin GPIO.


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Dying Light: dare la caccia ai cacciatori

Written By Unknown on Minggu, 12 Oktober 2014 | 19.03

Gli zombie stanno rivivendo un nuovo rinascimento, era dai tempi dei primi film di Romero che non erano così popolari come in questi ultimi anni. Film e videogame basati sui morti viventi imperversano da tempo, con alterne fortune, aggiungiamo noi.

Dying Light è un nuovo titolo che ci metterà nei panni di sopravvissuti ad un'apocalisse Zombie, e oggi vi riportiamo nuovi dettagli sulla modalità multiplayer on-line "Be the Zombie".

Caratteristica principale di questa modalità (intuibile dal nome) è la possibilità per un parte di giocatori di impersonare un Night Hunter, un particolare tipo di zombie, veloce e forte, in grado di vedere al buio e capace di viaggiare sui tetti con un rampino incorporato nel predatore. Naturalmente, il suo obiettivo è far sì che i giocatori umani non vedano la luce del mattino.

Certo, a giudicare da questi dettagli, qualcuno potrebbe lamentare che non c'è nulla di nuovo sotto la luna rispetto al classico Left4Dead, ma lasciamo a voi la parola e vi invitiamo alla visione del nuovo trailer di gioco, che illustra proprio la modalità Be the Zombie:

Dying Light è previsto per il 27 gennaio 2015, sulle piattaforme PC, Xbox One, Xbox 360, PlayStation 4 e PlayStation 3.


19.03 | 0 komentar | Read More

Possibile fine delle vendite di Surface Pro: Microsoft smentisce

Nelle scorse ore si sono diffuse online alcune indiscrezioni per cui Microsoft starebbe considerando la fine delle vendite di Surface Pro 3. Ad aver portato alla luce la presunta novità è stato DigiTimes, che cita fonti interne alle aziende di fornitura per il tablet. Il gigante di Redmond è stato però prontissimo a smentire il tutto.

Microsoft Surface Pro 3

Secondo quanto riportato da DigiTimes, nello specifico, Microsoft non riterrebbe soddisfacenti le vendite dell'ultimo modello di tablet della serie Surface Pro, con una domanda inferiore alle aspettative, e con evidenti difficoltà nel superare il traguardo del milione di unità vendute. Il motivo dell'insuccesso è semplice: la crescente domanda su smartphone di grandi dimensioni avrebbe influenzato in negativo il mercato dei tablet.

Microsoft si trova, inoltre, in una posizione difficile con la propria line-up di tablet, dovendo affrontare perdite pari a 1,7 miliardi di dollari causate dallo scarso successo delle prime due generazioni di Surface Pro. Microsoft ha provveduto a rispondere alle accuse nella stessa giornata, smentendo quanto sostenuto da DigiTimes e dalle sue fonti anonime.

"Le aziende possono acquistare con fiducia. Resteremo nel mercato", ha scritto Microsoft. "Crediamo nel futuro del mobile computing, e con Surface abbiamo portato una visione unica che soddisfa le esigenze di molti professionisti in movimento, aziende, istituzioni educative ed organizzazioni governative". Nello stesso post Microsoft dichiara che le vendite iniziali di Surface Pro 3 procedono bene, annunciando alcune novità per le aziende e per gli utenti.

Windows 10 sarà installabile sin dal rilascio sul tablet, mentre tutti gli accessori dell'attuale generazione saranno compatibili anche con il futuro modello. Insomma, Microsoft crede molto nella sua famiglia Surface Pro, anche se le vendite non sembrerebbero paragonabili a quelle dei restanti competitor sul mercato.

Il prezzo più elevato, la percezione nell'utenza di Windows 8 e la mancanza di app ottimizzate per il nuovo ecosistema, non hanno di certo aiutato prodotti che per molti versi sono superiori rispetto a quanto offerto dalla concorrenza che vince sul mercato. Microsoft ha puntato tutto sulla qualità, con dispositivi ben costruiti e magistralmente curati sul piano software, tuttavia per "vincere il successo" la sola qualità spesso non basta.


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The Evil Within: su PC raccomandati 4 GB di VRAM per giocare a 1080p

"Sia PS4 che Xbox One dispongono di 8 GB di memoria RAM unificata, la quale può essere utilizzata sia come memoria di sistema che come memoria video. Visto che la versione PC del nostro gioco è funzionalmente identica a quelle Xbox One e PS4, si consigliano 4 GB di memoria di sistema e 4 GB di memoria video per la migliore esperienza", si legge sul forum del produttore Bethesda.

The Evil Within

The Evil Within funziona anche con schede video dotate di un quantitativo di VRAM inferiore ai 4 GB, ma "non sarà possibile giocare a 1080p e probabilmente bisognerà disattivare alcune caratteristiche grafiche. Si potrà comunque avere un'ottima esperienza di gioco", si legge ancora in quel post.

"Shinji Mikami e il team di Tango Gameworks hanno progettato The Evil Within per essere giocato a 30fps a un aspect ratio di 2.35:1 per tutte le piattaforme. Il team di sviluppo ha lavorato negli ultimi quattro anni per perfezionare il gioco con queste impostazioni in mente. Per i giocatori PC forniremo dettagli sui comandi di debug che permettono di modificare frame rate e aspect ratio, ma ogni cambiamento in tal senso non è raccomandato o supportato. Suggeriamo a tutti di giocare a The Evil Within così come è stato originariamente pensato".

La versione PC supporterà anche tre tecniche di anti-aliasing: FXAA, MLAA, SMAA e consentirà ai giocatori di scegliere fra tre impostazioni di qualità per le ombre. Includerà anche opzioni su Motion Blur, SSAO e riflessioni.

Come abbiamo visto recentemente anche nei casi di altri giochi, gli sviluppatori sono sempre più interessati principalmente a far vivere ai giocatori un'esperienza il più possibile coinvolgente che non cambia in funzione della piattaforma. Sembra che stia prevalendo la tendenza a intendere il PC come se fosse un'altra console.

The Evil Within è il nuovo survival horror puro di Shinji Mikami, l'autore dell'originale Resident Evil. Si tratta di un'esperienza profonda e angosciante, con immagini e momenti di gioco letteralmente raccapriccianti. I giocatori dovranno affrontare degli zombi molto ostici, cercando il più possibile di aggirarli piuttosto che affrontarli direttamente.

Sarà disponibile dalla prossima settimana.


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The Evil Within: su PC raccomandati 4 GB di VRAM per giocare a 1080p

Written By Unknown on Sabtu, 11 Oktober 2014 | 19.04

"Sia PS4 che Xbox One dispongono di 8 GB di memoria RAM unificata, la quale può essere utilizzata sia come memoria di sistema che come memoria video. Visto che la versione PC del nostro gioco è funzionalmente identica a quelle Xbox One e PS4, si consigliano 4 GB di memoria di sistema e 4 GB di memoria video per la migliore esperienza", si legge sul forum del produttore Bethesda.

The Evil Within

The Evil Within funziona anche con schede video dotate di un quantitativo di VRAM inferiore ai 4 GB, ma "non sarà possibile giocare a 1080p e probabilmente bisognerà disattivare alcune caratteristiche grafiche. Si potrà comunque avere un'ottima esperienza di gioco", si legge ancora in quel post.

"Shinji Mikami e il team di Tango Gameworks hanno progettato The Evil Within per essere giocato a 30fps a un aspect ratio di 2.35:1 per tutte le piattaforme. Il team di sviluppo ha lavorato negli ultimi quattro anni per perfezionare il gioco con queste impostazioni in mente. Per i giocatori PC forniremo dettagli sui comandi di debug che permettono di modificare frame rate e aspect ratio, ma ogni cambiamento in tal senso non è raccomandato o supportato. Suggeriamo a tutti di giocare a The Evil Within così come è stato originariamente pensato".

La versione PC supporterà anche tre tecniche di anti-aliasing: FXAA, MLAA, SMAA e consentirà ai giocatori di scegliere fra tre impostazioni di qualità per le ombre. Includerà anche opzioni su Motion Blur, SSAO e riflessioni.

Come abbiamo visto recentemente anche nei casi di altri giochi, gli sviluppatori sono sempre più interessati principalmente a far vivere ai giocatori un'esperienza il più possibile coinvolgente che non cambia in funzione della piattaforma. Sembra che stia prevalendo la tendenza a intendere il PC come se fosse un'altra console.

The Evil Within è il nuovo survival horror puro di Shinji Mikami, l'autore dell'originale Resident Evil. Si tratta di un'esperienza profonda e angosciante, con immagini e momenti di gioco letteralmente raccapriccianti. I giocatori dovranno affrontare degli zombi molto ostici, cercando il più possibile di aggirarli piuttosto che affrontarli direttamente.

Sarà disponibile dalla prossima settimana.


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