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Galaxy S6 privo di bloatware e con app native di Microsoft

Written By Unknown on Sabtu, 14 Februari 2015 | 19.04

SamMobile ha rilasciato ulteriori informazioni sul prossimo Galaxy S6, il top di gamma sudcoreano che farà da riferimento sul mercato Android, almeno sul piano commerciale. Secondo le indiscrezioni, Samsung avrebbe prestato attenzione ad uno degli aspetti meno riusciti dei suoi top di gamma: il bloatware.

Con questo nome vengono riconosciute tutte quelle applicazioni sostanzialmente inutili ai più che vengono preinstallate su un dispositivo, e che non possono venire eliminate in un secondo momento da parte dell'utente. Stando al nuovo report, queste scompariranno su Galaxy S6 e saranno installabili in un secondo momento accedendo allo store specifico per dispositivi Galaxy a totale discrezione dello stesso utente.

SamMobile ritiene che fra le app non disponibili al primo avvio potremmo trovare S Voice, S Health, S Note o Scrapbook, la cui installazione verrà effettuata solo se richiesta esplicitamente dall'utente. È inoltre probabile l'implementazione nativa di software sviluppato da Microsoft, secondo la fonte citata dalla pubblicazione, probabilmente come frutto degli accordi maturati fra le due società negli scorsi giorni.

Galaxy S6 potrebbe in sostanza disporre già dal primo avvio di alcune fra le app mobile più note di Redmond, fra cui OneNote, OneDrive, Office Mobile e Skype. La TouchWiz sarà inoltre notevolmente migliorata rispetto al passato, sia sul piano estetico che su quello dell'ottimizzazione software. Si è preso in prestito molto dalla versione stock di Lollipop, fra cui l'ampio novero di animazioni di cui dispone la più recente release di Android.

Sono previste inoltre molte novità sul piano estetico: cambierà la tastiera e saranno disponibili più opzioni per i temi o per la personalizzazione del launcher, mentre le applicazioni native saranno molto più colorate rispetto al passato.

Ricordiamo che Galaxy S6 sarà annunciato ufficialmente il prossimo 1 marzo all'interno di un evento di presentazione al Mobile World Congress. Noi ci saremo, e naturalmente non mancheremo di aggiornarvi a riguardo di tutte le novità che ci attenderanno durante l'importante settimana spagnola.


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NPD gennaio 2015: PS4 e Dying Light in cima alle vendite

Xbox One aveva battuto PS4 nelle vendte in Nord America nei mesi di novembre e di dicembre. Era successo grazie anche a uno sconto di 50 dollari sul prezzo della console, praticato da Microsoft per il solo periodo natalizio, perlomeno nelle intenzioni iniziali. Ma a gennaio 2015 PS4 torna in cima alle vendite.

Dying Light

Nonostante questo, Microsoft registra risultati significativi con la sua console, con una crescita del 22% nelle vendite dell'hardware rispetto al corrispondente mese dello scorso anno. I giochi per Xbox One, inoltre, rimangono i più venduti. Sulla base di questi risultati, Microsoft potrebbe continuare con il price tag di $349, anche in vista delle importanti uscite di Halo 5: Guardians, Forza Motorsport 6, Fable Legends, Evole e The Witcher 3: Wild Hunt.

Le vendite di videogiochi nel Nord America a gennaio ammontano a 625,7 milioni di dollari, trainate soprattutto da Dying Light, che è il gioco più venduto nel mese. Le vendite di software diminuiscono del 5% rispetto al corrispondente periodo del 2014, mentre il calo per l'hardware è più significativo: da 239 a 185 milioni di dollari. Questo dipende dal fatto che a gennaio 2014 le due nuove console erano state appena lanciate, e molti appassionati si sono fiondati subito all'acquisto. Il mercato dei videogiochi ha oggi un valore di 15 miliardi di dollari nei soli Stati Uniti.

Nella classifica dei giochi più venduti, dopo Dying Light, troviamo Call of Duty Advanced Warfare, Grand Theft Auto V, Minecraft, NBA 2K15, Super Smash Bros., Far Cry 4, Madden NFL 15, Destiny e Fifa 15.

"Nessuna nuova IP aveva avuto un impatto sul mercato così positivo. Dying Light ha, infatti, superato anche The Evil Within, che l'anno scorso aveva fatto segnare il record di vendite per una nuova IP al debutto", ha commentato Liam Callahan, analista di NPD.

Altri dettagli su Dying Light si trovano nella nostra recensione.


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Wiko annuncia ufficialmente Ridge 4G e Ridge FAB

Wiko, azienda francese produttrice di smartphone al numero due in Francia nel 2014 ha ufficialmente annunciato nel corso della giornata di ieri i nuovi Wiko Ridge 4G e Wiko Ridge FAB. Il primo è uno smartphone che fa della leggerezza e della connettività 4G il proprio punto di forza mentre il secondo si distingue per un display particolarmente ampio.

Wiko Ridge 4G offre un display da 5 pollici a risoluzione HD che offre una densità di pixerl pari a 295 ppi, non certamente un record ma comunque un risultato discreto. All'interno della scocca troviamo un processore Qualcomm Snapdragon 410 operante alla massima frequenza di 1,2GHz. Incastonata nella cover posteriore troviamo poi la fotocamera principale dotata di un sensore da 13 megapixel di risoluzione. Il sistema operativo è ovviamente Android nella sua versione 4.4.4 KitKat. La memoria interna ammonta a 16 GB, espandibili tramite schede di memoria microSD nel caso in cui si decida di non utilizzare il secondo slot per la scheda SIM secondaria.

Come detto in apertura la caratteristica principale di questo Ridge 4G è proprio il supporto alle reti LTE, oltre che lo spessore e il peso molto contenuti, rispettivamente 7,5 mm e 125 grammi.

La versione FAB del nuovo Wiko Ridge si differenzia invece per delle dimensioni complessivamente maggiori. Il display di questo smartphone offre infatti una diagonale di 5,5 pollici che condiziona pesantemente l'ingombro complessivo del terminale. Anche in questo caso abbiamo una risoluzione HD che porta a una densità di pixel pari a 269 ppi. Il processore è lo stesso di Ridge 4G, cosi come è la medesima anche la versione del software. Anche in questo caso non manca la connettività 4G e la possibilità di espandere la memoria con schede micro SD.

I prezzi consigliati al pubblico per le due soluzioni sono di 229 euro per Wiko Ridge 4G e 249 euro per Wiko Ridge FAB.


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Windows 10 Technical Preview for Phones disponibile in versione d'anteprima

Written By Unknown on Jumat, 13 Februari 2015 | 19.04

Come preannunciato nelle scorse settimane, Windows 10 Technical Preview for Phones è finalmente disponibile a tutti gli iscritti al programma Insider di Microsoft, sia sviluppatori che utenti esperti. La nuova build presenta un notevole numero di novità sia di natura estetica che funzionale, ma al momento è disponibile solo per un numero ristretto di dispositivi per via di alcuni limiti di natura tecnica.

Windows 10 for Phones

Windows 10 TP può essere installato al momento solo su Lumia 630, Lumia 635, Lumia 636, Lumia 638, Lumia 730 e Lumia 830, ed al momento dovrebbe essere compatibile con le configurazioni di "quasi tutti" gli operatori mobile al mondo, ad eccezione dei modelli cinesi che al momento non sono supportati. Il programma nasce per testare le build più recenti e, soprattutto, per fornire le nuove API agli sviluppatori in modo che possano aggiornare le proprie app prima del debutto pubblico della nuova versione.

Tuttavia, il programma Insider è del tutto gratuito ed aperto anche a chi non intende sviluppare sulla piattaforma. Basta iscriversi, infatti, ed eseguire alcune basilari procedure per avere pieno accesso alle versioni preliminari di Windows for Phone. Naturalmente si tratta di un'opzione in più offerta all'utente esperto che vuole saggiare in anteprima le novità delle nuove versioni del sistema operativo. È tuttavia probabile riscontrare bug gravi o vulnerabilità di sistema potenzialmente pericolose, pertanto se ne sconsiglia l'uso su base quotidiana.

Microsoft ha stilato una lista delle novità più significative della prima build di Windows 10 for Phone: qui troveremo la possibilità di personalizzare la schermata principale con uno sfondo a pieno schermo e live tile trasparenti, aspetto che rende particolarmente più gradevole l'altresì asettica interfaccia della piattaforma. Su Action Center, inoltre, saranno impostabili parecchi pulsanti per le azioni rapide: dalle 4 di Windows Phone 8.1 si arriva alle tre file di Windows 10 che possono accogliere un più elevato numero di toggle in base alle dimensioni dello schermo.

Le notifiche sono adesso interattive, l'utente potrà infatti gestirle dallo stesso Action Center in modo tale da spegnere una sveglia o rispondere a un messaggio sia testualmente che con la voce senza dover lanciare necessariamente l'app dedicata. Viene inoltre significativamente migliorata la funzione speech-to-text, ovvero la dettatura vocale: adesso il testo apparirà non appena verrà pronunciata la parola, senza dover attendere la fine della frase, mentre la punteggiatura apparirà automaticamente. Viene aggiornata anche l'applicazione nativa Foto.


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BurnAware Free

scheda aggiornata 1 ora fa

utility per la masterizzazione di supporti di tipo completamente gratuito; compatibile con supporti CD, DVD oppure Blu-ray con contenuti dati, immagini digitali, musica oppure video.

Di seguito una lista delle funzionalità implementate:

  • Create data, bootable and multisession CD/DVD/Blu-ray Discs
  • Create Audio CDs and MP3 CD/DVD/Blu-ray Discs
  • Create DVD-Video
  • Record boot disc images
  • Create and record disc images
  • Supports all current hardware interfaces (IDE/SCSI/USB/1394/SATA)
  • Supports UDF/ISO9660/Joliet Bridged file systems (any combination)
  • On-the-fly writing for all image types (no staging to hard drive first)
  • Auto-verification of written files
  • Supports CD-Text and unicode characters
  • Supports Windows NT/2000/XP/Vista/7 (32 and 64 Bit), no drivers required

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La software house di Candy Crush ancora oltre le stime sugli utili

Il fatturato per l'ultimo trimestre fiscale di King ammonta a 546 milioni di dollari, in crescita del 6% rispetto al precedente periodo. Questo ha aiutato King a far segnare utili per azione pari a 57 centesimi, superiori del 47% rispetto alle stime di Wall Street.

Candy Crush Soda Saga

Gli investitori hanno reagito in maniera euforica a questi dati, e il prezzo delle azioni è salito a circa 17 dollari nelle ore subito successive alla pubblicazione dei risultati finanziari. È il valore massimo nel 2015, in crescita del 14% rispetto al valore del giorno precedente. Il mercato azionario sta reagendo positivamente al lancio di Candy Crush Soda Saga, il nuovo gioco di King che consente al publisher britannico di diversificare la sua strategia e di puntare su due titoli invece che su uno solo.

King ha anche annunciato nuovi piani di riacquisto delle azioni e ha aumentato i dividendi per azione, il che ha contribuito a far crescere il prezzo delle azioni.

Prima della nuova versione Soda, Candy Crush ha visto un calo nel numero di giocatori attivi per giorno, ma con il nuovo capitolo il dato è cresciuto a 149 milioni di giocatori attivi quotidianamente, con un incremento del 20% rispetto all'anno precedente. I giocatori attivi per mese sono aumentati del 31% fino a 533 milioni, mentre i giocatori unici sono cresciuti del 17% fino a 356 milioni.

È cresciuta anche la percentuale dei giocatori che sono disposti a spendere valuta reale in acquisti in-app, precisamente del 32%. Questo vuol dire avere una spesa media per gli utenti paganti di $23.42 al mese. 324 dei 546 milioni del fatturato di King, infatti, dipendono dagli acquisti in-app fatti all'interno dei giochi della serie Candy Crush. Dati che, inoltre, consentono a King di stimare un fatturato tra 575 e 600 milioni di dollari per quanto riguarda il Q1 2015.

Nonostante una parte dell'utenza non consideri Candy Crush come un vero e proprio videogioco, per una consistente e crescente fetta del pubblico questa serie, come dimostrano i dati che stiamo riportando, è pressoché sinonimo di "videogioco". La strategia di diversificazione attuata da King con l'incarnazione Soda sembra riscontrare i favori del mercato azionario e degli utenti, e questo potrebbe ulteriormente consolidare il ruolo di King come produttore di riferimento nell'ambito mobile.


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ARM acquisisce Offspark per la sicurezza IoT

Written By Unknown on Kamis, 12 Februari 2015 | 19.04

ARM ha annunciato l'acquisizione di Offspark, una società olandese specializzata nella realizzazione di soluzioni di sicurezza per Internet of Things. L'operazione consentirà ad ARM di integrare le tecnologie Offspark all'interno del sistema operativo mbed annunciato lo scorso mese di ottobre.

In particolare sarà PolarSSL di Offspark, una apposita implementazione del protocollo Transport Layer Security destinata a sistemi embedded, che formerà il nucleo della strategia di sicurezza e crittografia di ARM. "Assieme, ARM e Offspark sono in grado di offrire sicurezza per qualsiasi sistema e non vediamo l'ora di lavorare con i nostri partner aiutandoli a consegnare nuovi progetti entusiasmanti" ha commetato Paul Bakker, CEO di Offspark.

Con l'operazione, PolarSSL cambierà nome in ARM mbed TLS e sarà fornito come codice open source sia standalone, sia come parte di mbed più avanti nel corso dell'anno: mbed OS sarà infatti rilasciato sotto licenza Apache 2.0 includendo mbed TLS, mbed Thread e altre tecnologie entro la fine del 2015. mbed TLS standalone 1.3.10 è già disponibile online sotto licenza GPL e disponibile per gli attuali utenti PolarSSL.

Il nuovo acquisto diventerà parte della tecnologia ARM Cryptobox di mbed OS che mira alla sicurezza dei dati e dell'esecuzione di codice e offrirà un qualche grado di compatibilità con la soluzione hardware di ARM conosciuta con il nome di TrustZone. ARM ha inoltre dichiarato di avere intenzione di espandere il codice di mbed TLS così da aggiungere una serie di funzionalità non prettamente destinate al mondo embedded.

"La tecnologia PolarSSL è già usata dalle principali realtà che operano nel campo IoT. Il fatto che queste stesse compagnie utilizzino anche i core Cortex e le tecnologie software di ARM significa che siamo ora capaci di fornire una soluzione completa per il settore come base di partenza per innovare" ha commentato Krisztian Flautner, general manager della divisione IoT di ARM.


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PassMark BurnInTest Professional

scheda aggiornata 1 ora fa

Utility per verificare la stabilità del sistema. Tutti i sosttosistemi del pc vengono testati e "stressati" pesantemente e contemporaneamente, ciò consente di verificare oltre alle performance generali, anche la compatibilità di tutti i componenti del sistema. I dispositivi interessati al test sono: cpu, dischi, schede audio e video, RAM, scheda di rete e stampante.


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Affinity Photo, una valida alternativa a Photoshop per ora solo su Mac

La software-house inglese Serif ha annunciato nei giorni scorsi la disponibilità della versione beta, per ora solo per sistemi operativi Mac OS X, di Affinity Photo: si tratta di un software di foto ritocco e postproduzione fotografica che si pone come diretto avversario dei colossi del settore quali Photoshop e Lightroom.

Serif ha infatti progettato e sviluppato da zero il programma, potendo così realizzare funzionalità capaci di sfruttare nello specifico le capacità dell'hardware moderno. Secondo la stessa azienda si tratta di un importante punto di differenziazione rispetto a Photoshop che, sebbene aggiornato nel corso degli anni, si porta dietro un'ingombrante architettura vecchia di 25 anni.

Questo ha permesso a Serif di realizzare una soluzione per l'editing e il fotoritocco particolarmente potente e reattiva nelle elaborazioni, capace di mostrare istantaneamente le modifiche apportate all'immagine. Affinity Photo supporta editing a 16-bit per canale, profilazione colore ICC, Lab color, end-to-end CMYK e supporto PSD e ai plug-in a 64-bit. Tra le funzionalità degne di nota vi sono strumenti per l'editing in separazione di frequenza, tool per l'aggiunta di punti luce, strumenti per la modifica della profondità di campo e soluzioni di inpainting.

Come detto poco sopra Affinity Photo è ora disponibile gratuitamente in versione beta per tutti gli utenti in possesso di un sistema Mac con processore Intel a 64-bit e sistema operativo OS X Lion 10.7.5 e successivi. Non sono ancora definiti con precisione i piani futuri (come la data di rilascio della versione definitiva così come una versione per Windows, ma Dale Cook, responsabile PR & Marketing per Affinity, ha commentato nel blog ufficiale di Serif:

"La versione Windows potrebbe arrivare nel 2016, Serif già dispone di sviluppatori Windows ma sta sviluppando questa novità interamente per Mac prima di volgersi verso altre piattaforme. La versione beta non ha alcuna limitazione rispetto ad una app a pagamento, non esiste ancora una versione a pagamento di Affinity Photo, ci vorranno mesi, quindi per ora la beta è Affinity Photo. Quando sarà infine disponibile su App Store, Affinity Photo avrà un costo di 49,99 dollari o l'equivalente locale sulla base dello schema di prezzi Apple".

Serif propone già due applicativi alternativi ad altre soluzioni di Adobe: Affinity Designer e Affinity Publisher, come alternativa rispettivamente ad Illustrator e InDesign, i quali si integreranno perfettamente con il nuovo Affinity Photo. Insomma, le premesse per infastidire un colosso come Adobe ci sono tutte. Del resto anche Photoshop, il 19 febbraio del 1990, debuttò come programma esclusivo per Mac approdando su Windows con la versione 2.5 solo nel novembre del 1992.


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RapidShare prossimo alla chiusura, restano ignote le cause

Written By Unknown on Rabu, 11 Februari 2015 | 19.03

Una delle icone del file-sharing, fra le prime piattaforme su internet ad offrire un servizio di siffatta natura, chiuderà il prossimo 31 marzo. Stiamo parlando di RapidShare, che cesserà ogni attività nella data specificata e consentirà l'estensione degli abbonamenti fino al prossimo 28 febbraio. A partire dal 31 marzo tutti gli account saranno cancellati, insieme ai dati in essi contenuti.

Fondato nel mese di maggio del 2002, RapidShare è stato (e sarà ancora per poche settimane) uno fra i più celebri servizi di file-hosting. Nel 2009 il sito vantava la presenza di 10 petabytes di file caricati all'interno dei server, mentre nel 2010 catturava le attenzioni di "centinaia di milioni di visitatori" su base mensile, cifra che lo poneva fra i primi 50 siti più popolari in tutto il mondo.

RapidShare messaggio di chiusura

RapidShare ha annunciato la chiusura attraverso un messaggio pubblicato sulla pagina principale del sito, senza tuttavia addentrarsi troppo nei dettagli e, soprattutto, senza specificarne le cause. Possiamo supporre che la società sia stata costretta da autorità di controllo non meglio specificate a compiere il gesto estremo, probabilmente per via della folta presenza di materiale protetto da diritti d'autore, nonché illecito.

Come già avevamo visto in precedenza con MegaUpload, si tratta di un esito che purtroppo coinvolgerà anche tutti quegli utenti (anche se probabilmente una minoranza) che utilizzavano il servizio entro i limiti imposti dalla legge. RapidShare ha maturato parte del suo successo anche grazie alla chiusura di MegaUpload, ed è stato proprio nei mesi immediatamente successivi che ha fatto registrare una corposa crescita nel traffico generato.

Tutti gli utenti sono invitati a "mettere al sicuro i propri dati" prima del 31 marzo, in quanto a partire da aprile non si potranno più riottenere in alcun modo. Ma la chiusura non è legata solo a questioni di natura più prettamente legale: la diffusione progressiva dei servizi di cloud storage ha probabilmente giocato un ruolo importante, rendendo un po' obsoleta la struttura di RapidShare in cui solo gli utenti Premium avevano diritto ad alcune funzionalità basilari per il download dei file.

Ma nel corso del tempo RapidShare aveva affrontato diverse battaglie legali, vincendole spesso grazie alla natura meno radicale rispetto ad altri servizi più aggressivi. Non forniva infatti strumenti di ricerca per materiale pirata specifico e, se colta con le mani nel sacco, la società provvedeva a rimuovere prontamente tutti i contenuti illeciti. Alcuni tribunali hanno tuttavia stabilito che RapidShare fosse responsabile del traffico di file illecito sulla piattaforma, ma non sappiamo, nello specifico, se questa sia stata la causa principale della chiusura.

Nonostante la società abbia cercato di cooperare con l'industria dell'intrattenimento e abbia cercato di riformarsi come servizio di cloud storage personale, RapidShare non è riuscita a contrastare l'avvento di concorrenti quali Dropbox, Google Drive o OneDrive di Microsoft, ottenendo come risultato una grossa perdita di utenti e, probabilmente, di profitti. La chiusura, in questo caso, avrebbe rappresentato l'unica via d'uscita praticabile, tutto a vantaggio dei servizi in cloud citati, che nelle prossime settimane potrebbero verificare un nuovo e corposo flusso d'utenti e file in upload.


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