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Nessun Nikkor 50mm tiene il passo di Nikon D800E

Written By Unknown on Kamis, 09 Mei 2013 | 19.04

Nessun Nikkor 50mm tiene il passo di Nikon D800E

"Nella lista degli obiettivi consigliati per sfruttare al meglio la risoluzione di Nikon D800E non compare nemmeno una delle ottiche con focale 50mm"

La reflex full frame Nikon D800 è stato un prodotto molto importante per Nikon, una vera e propria pietra miliare: non solo ha visto una reflex 35mm avvicinarsi molto alle risoluzioni delle medio formato, ma è stata presentata anche in versione D800E, priva del filtro anti aliasing, una versione pensata per massimizzare la risoluzione (qui trovate un approfondimento sulla tecnologia che equipaggia la macchina).

Per sfruttare al meglio la risoluzione messa a disposizione da Nikon D800E è necessario dotarla di occhi altrettanto buoni e Nikon ha stilato una lista di obiettivi consigliati per accompagnare al meglio la pieno formato priva di filtro low pass:

  • AF-S NIKKOR 14-24mm f/2.8G ED
  • AF-S NIKKOR 24-70mm f/2.8G ED
  • AF-S NIKKOR 70-200mm f/2.8G ED VR II
  • AF-S NIKKOR 70-200mm f/4G ED VR
  • AF-S NIKKOR 16-35mm f/4G ED VR
  • AF-S NIKKOR 24-85mm f/3.5-4.5G ED VR
  • AF-S NIKKOR 24-120mm f/4G ED VR
  • AF-S NIKKOR 200-400mm f/4G ED VR II
  • AF-S NIKKOR 24mm f/1.4G ED
  • AF-S NIKKOR 28mm f/1.8G
  • AF-S NIKKOR 35mm f/1.4G
  • AF-S NIKKOR 85mm f/1.4G
  • AF-S NIKKOR 85mm f/1.8G
  • AF-S NIKKOR 200mm f/2G ED VR II
  • AF-S NIKKOR 300mm f/2.8G ED VR II
  • AF-S NIKKOR 400mm f/2.8G ED VR
  • AF-S NIKKOR 500mm f/4G ED VR
  • AF-S NIKKOR 600mm f/4G ED VR
  • AF-S Micro NIKKOR 60mm f/2.8G ED
  • AF-S VR Micro-Nikkor 105mm f/2.8G IF-ED
  • PC-E NIKKOR 24mm f/3.5D ED
  • PC-E Micro NIKKOR 45mm f/2.8D ED
  • PC-E Micro NIKKOR 85mm f/2.8D

Si fa notare l'assenza di tutti i 50mm della casa, anche del più recente Nikkor 50mm f/1.8G: nessuno dei 'normali' riesce a tenere il passo delle prestazioni 'straordinarie' di Nikon D800E. La lista comunque include una ampia gamma di focali con zoom, fissi e ottiche con controllo della prospettiva, da 14mm a 600mm, con prezzi a partire dai $496.95 del più economico AF-S NIKKOR 85mm f/1.8G, fino ad arrivare al costo dell'obiettivo AF-S NIKKOR 600mm f/4G ED VR pari a quello di un'utilitaria: $9,799.00.


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WinZip

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Famosissima utility la cui funzione principale è quella di comprimere il più possibile un file o un insieme di essi (creando un cosidetto "archivio"). L'utilizzo di un software di compressione è estremamente consigliabile per ottimizzare lo spazio su disco e per ridurre i tempi di trasmissione via internet. Oltre a queste funzioni base, winzip è in grado di gestire alcune opzioni avanzate, quali ad esempio: password, crittografia, diversi formati di compressione.

Questa release introduce la funzione ZipSend per l'invio di file di grandi dimensioni attraverso un servizio web-based.

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Diablo 3: casa d'aste offline a causa di un bug che duplica l'oro

Il mondo di Diablo III è in fermento a causa di un bug che ha fatto arricchire alcuni, ma che ha inevitabilmente alterato gli equlibri del famoso action rpg. In seguito al rilascio della patch 1.0.8 si è verificato un problema di conteggio dell'oro posseduto da alcuni utenti, che ovviamente si è subito riversato nella casa d'aste interna al gioco. Il problema riguarda esclusivamente i server americani di Diablo III.

Diablo III

In seguito al diffondersi delle notizie sulla duplicazione dell'oro presso alcuni account, Blizzard ha deciso di sospendere momentaneamente la casa d'aste. Aggiunge, inoltre, che il problema riguarda solamente "pochi" giocatori di Diablo III.

"In questo momento (e dopo attenta valutazione), abbiamo deciso di non procedere con il rollback dei server", si legge in un comunicato ufficiale di Blizzard. "Riteniamo che questa sia la migliore linea d'azione, data la natura del problema, visto che pochi giocatori sono stati colpiti e che i suoi effetti sono stati piuttosto limitati nella regione dove il problema si è verificato".

"Siamo stati in grado di identificare con successo i giocatori che hanno decuplicato l'oro utilizzando questo bug, e stiamo lavorando su questi conti per apportare le correzioni del caso. Visto che si tratta di un processo che richiede tempo e molta attenzione, crediamo che sia la scelta più appropriata date le circostanze".

"Sappiamo che alcuni di voi potrebbero non essere d'accordo, ma riteniamo che riportare indietro i server avrebbe un impatto ancora maggiore sulla community, in quanto richiederebbe tempi di inattività significativi e priverebbe molti giocatori dei progressi fatti dal momento in cui è stata lanciata la patch 1.0.8".

Quello che è effettivamente successo è che qualcuno è diventato improvvisamente molto ricco grazie al bug e ha quindi cominciato a comprare gemme e altri oggetti dalla casa d'aste, incurante del prezzo. La gente che ha notato che le gemme si vendevano a qualsiasi prezzo ha cominciato a vendere tutto ciò che aveva. Questo ha provocato un abbattimento nel prezzo delle gemme, perché sul mercato virtuale si è verificata una sovrabbondanza di oggetti che prima erano considerati preziosi. Secondo alcuni utenti di Diablo III, quindi, anche se Blizzard riuscisse a risolvere i problemi che si sono creati nei conti, non sarebbe più in grado di ristabilire gli equilibri di mercato precedenti.

Ricordiamo che la casa d'aste è basata su valuta sia virtuale che reale, visto che è un nuovo strumento introdotto da Blizzard per monetizzare con Diablo III. Inoltre, lo sviluppatore della California ha voluto così bloccare altri tipi di economie che si sarebbero potute creare esternamente al gioco. Jay Wilson, ex-direttore di Diablo III, ha recentemente ammesso che la Casa d'Aste ha penalizzato Diablo III.

La patch 1.0.8 è adesso live anche in Europa anche se, lo ripetiamo, non ci sono segnalazioni di problematiche del genere nel nostro territorio. Apporta diversi miglioramenti soprattutto all'esperienza co-op di Diablo III, con l'introduzione di bonus e notifiche, che migliorano la condivisione dell'esperienza di gioco. Tutti i dettagli su questa patch si trovano qui.


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Pixel Press: come creare il proprio videogioco disegnando

Written By Unknown on Rabu, 08 Mei 2013 | 19.04

I giocatori devono semplicemente disegnare su carta ciò che vogliono e il software trasforma gli schizzi in livelli da videogame. È questo il principio che sta alla base di Pixel Press, il nuovo strumento di programmazione rivolto a chiunque della software house del Missouri, Roundthird.

Pixel Press

Pixel Press, infatti, è strutturato intorno a un sistema di riconoscimento proprietario che sfrutta la telecamera dell'iPad o dell'iPhone. Basta inquadrare i disegni, quindi, per avere immediatamente la trasposizione all'interno del videogioco in quelle che possono essere nuove trappole o ostacoli. Il personaggio virtuale, poi, deve scalare cinque piani all'interno di una stanza, che può essere così personalizzata dagli utenti, per raggiungere l'uscita dal livello di gioco.

Gli utenti possono personalizzare ulteriormente i livelli modificandone le skin, raffinandoli e, infine, testandoli in prima persona. L'autore di Pixel Press, Robin Rath, ha detto che si è ispirato ai videogiochi della sua infanzia, principalmente a Super Mario Bros e Metroid, in cui i giocatori dovevano attraversare lunghi livelli di gioco per procedere nell'avventura.

Rath dice che il suo obiettivo con Pixel Press è di insegnare ai bambini come si progetta un livello di gioco e di aumentare l'interesse verso il coding presso i più giovani. "Mi piace l'idea di avvicinare i più giovani al mondo della programmazione, perché normalmente potrebbero pensare che sia un mondo troppo difficile", dice Rath a Mashable.

Una volta completate le proprie creazioni, queste possono essere condivise in modo da poter essere valutate dagli altri utenti. In questo, Rath dice di essersi ispirato principalmente da Minecraft.

Al momento Pixel Press è solamente un prototipo. Rath e il suo team di sviluppo hanno avviato una campagna su Kickstarter con l'obiettivo di reperire 100 mila dollari per finanziare il progetto. Al momento gli sviluppatori di Pixel Press stanno ancora affinando il motore di riconoscimento dei disegni in modo che possa adattarsi anche alle capacità di disegno più deboli e ai disegni che non hanno senso.

Il modello di business di Pixel Press poggia sugli acquisti in-app, visto che dopo il rilascio verranno messe a disposizione nuove skin a pagamento o nuovi elementi artistici per decorare i livelli creati.


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Piccure: Camera Shake Reduction per tutti con un plugin in Photoshop

Piccure: Camera Shake Reduction per tutti con un plugin in Photoshop

"La nuova funzionalità di Photoshop Camera Shake Reduction sarà resa disponibile da Adobe solo agli utenti in abbonamento, ma un plugin promette prestazioni simili per tutti a partire da CS4"

Adobe ha scelto di rendere disponibili le nuove funzioni di Photoshop solo per chi utilizza la versione Photoshop CC, inclusa nell'offerta Adobe Creative Cloud con approccio Software as a Service. Tra le funzioni presentati all'ultimo Adobe MAX che in molti avrebbero voluto provare sulla propria copia di Photoshop installata in locale c'è sicuramente il filtro Camera Shake Reduction, che promette piccoli miracoli nel salvare le immagini dal micromosso.

La mancanza di supporto diretto di Adobe per le nuove funzionalità nelle versioni installate in locale dei suoi programmi apre ora il campo alle terze parti e i produttori di plugin non si sono lasciati scappare l'occasione. Piccure, ad esempio, ha sfruttato la grande attenzione generata da Photoshop per la riduzione del mosso delle immagini in post produzione per mettere sul piatto il suo plugin, al momento in beta gratuita (14 giorni di utilizzo). I requisiti di sistema sono Adobe Photoshop CS4 o successivi, Microsoft Windows 7 o Mac OS X 10.6 o successivi, 2GB di RAM e un processore dual-core da almeno 1,7 GHz.

Il sistema tenta di riconoscere il tipo di mosso che ha danneggiato l'immagine e prova ad applicare delle modifiche per compensare il movimento che ha portato all'apparizione del micro mosso, tramite complessi calcoli matematici. Messo alla prova su immagini reali, con un mosso abbastanza evidente, il plugin mostra un funzionamento perfettibile, anche se potrebbe comunque risultare utile per salvare delle foto mosse per stampe di formato non troppo grosso ed essere gradito quindi a una buona fetta di utenti consumer.


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Avira AntiVir Rescue System

scheda aggiornata 1 ora fa

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Avira AntiVir Rescue System è un'applicazione basata su sistema operativo Linux che permette di accedere ad un PC che viceversa non potrebbe completare la fase di boot con il sistema operativo installato. Questo permette, quantomeno in teoria, di riparare il sistema danneggiato, ricuperare i dati o eseguire una scansione completa per rilevare eventuali infezioni da virus.


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LG al lavoro su Optimus G2, ecco le prime immagini

Written By Unknown on Selasa, 07 Mei 2013 | 19.04

Il produttore coreano LG sta sempre più acquistando importanza nel panorama del mondo degli smartphone. Proprio in occasione dell'ultimo trimestre, ovvero quello iniziato lo scorso gennaio e conclusosi alla fine del mese di marzo, LG ha fatto segnare il proprio record per quanto riguarda gli smartphone distribuiti in soli tre mesi, raggiungendo quota 10,3 milioni di soluzioni vendute.

Un risultato che, a nostro parere, potrebbe tranquillamente continuare a crescere nel corso di queste settimane a causa dell'inizio della commercializzazione del nuovo LG Optimus G Pro e della nuova serie di soluzioni di fascia media e medio bassa detta L II Series.

Proprio nelle ultime ore, inoltre, sono apparse online le prime immagini di un terminale che potrebbe rivelarsi certamente molto interessante. Si tratta, secondo le supposizioni diffuse, del nuovo Optimus G2, ovvero il successore dell'attuale Optimus G e nuovo possibile top di gamma della compagnia.

Molteplici rumors parlano poi di alcune possibili caratteristiche tecniche del terminale che potrebbe essere dotato di un processore Qualcomm Snapdragon 800 a 2GHz di frequenza, 2 GB di memoria RAM, display da 5 pollici e risoluzione 1920x1080 pixel.

LG potrebbe annunciare il nuovo terminale alla fine del terzo trimestre di quest'anno, magari poco prima del prossimo IFA di Berlino.


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SmartFTP

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Ottimo software per la navigazione e gestione degli FTP, caratterizzato da un'interfaccia grafica semplice ed estremamente intuitiva.


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Microsoft Windows 8 supera il traguardo dei 100 milioni di licenze vendute

Nel mese di gennaio Microsoft aveva comunicato di aver venduto 60 milioni di licenze relative a Windows 8, ma da allora non sono più stati rilasciati dettagli. Questo silenzio viene interrotto da Tami Reller - da poco CFO per Microsoft Windows - che ha annunciato il superamento del traguardo di 100 milioni di licenze vendute.

Questo importante numero non significa certo che oggi esistano sul mercato 100 milioni di sistemi basati su Windows 8. Il dato indicato da Microsoft fa riferimento anche alle licenze vendute ai vari OEM per i prodotti di futura introduzione sul mercato. La casa di Redmond non intende entrare in ulteriori dettagli: impossibile sapere quante licenze vendute siano relative a Windows 8 e quante alla versione RT.

Anche il numero di tablet Surface venduti da Microsoft non viene fornitori: stando a IDC Microsoft avrebbe venduto oltre 900.000 tablet nell'ultimo trimestre con un numero superiore di Surface in versione Pro. Ricordiamo che al momento nel nostro Paese è disponibile la sola versione Surface RT, basata su architettura ARM e dotata di Windows RT e solo tra poche settimane verrà commercializzato Surface Pro con Windows 8 e architettura x86.

Come riporta The Verge, Microsoft punta molto al periodo back to school: al momento e per stessa ammissione di Tami Reller in distribuzione sono ancora poche le soluzioni touch basate su Windows 8. La sfida i sposta quindi sui prossimi mesi e anche il preannunciato Windows 8.1 potrebbe incentivare alla diffusione di soluzioni più affini alle esigenze degli utenti.


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Google Glasses, presto pienamente accessibili anche da iPhone

Written By Unknown on Senin, 06 Mei 2013 | 19.04

Le funzionalità di geolocalizzazione e di messaggistica dei Google Glasses sono, per ora, dipendenti dal dispositivo ai quali gli occhiali di Google si collegano: per poterle sfruttare è infatti necessario abbinare i Glasses con uno smartphone Android ed installare la Glass Companion App.

Secondo quanto riportato dal sito TechCrunch, pare però che presto (o almeno sicuramente nella versione finale del dispositivo) le funzionalità dei Glasses saranno pienamente fruibili a prescindere dal dispositivo che verrà a loro abbinato e probabilmente indipendenti anche dalla Glass Companion App.

I Glasses sono ora in grado di collegarsi ad iPhone tramite Bluetooth o di connettersi in rete mediante la connessione WiFi, ma gli utenti di iPhone non possono disporre delle indicazioni geografiche turrn-by-turn tramite gli occhiali, una delle funzionalità attualmente più interessanti del dispositivo di Google dal momento che permette di esprimere il pieno potenziale delle applicazioni location-based.

E' opportuno osservare che uno dei "miti" che circonda Google Glass è la loro possibilità di connettersi in maniera indipendente ad internet. In realtà ciò non è vero, dal momento che gli utenti di Glass devono avere un piano di tethering sui loro cellulari per poter collegare Glass ad internet: i Google Glasses, nell'ottica dei gestori di telefonia, sono semplicemente un altro dispositivo che fa uso sulle funzioni di hotspot personale dello smartphone.

I Google Glass sono provvisti di una bussola integrata, ma non del ricevitore GPS e dipendono infatti dal telefono per le informazioni di geolocalizzazione. Sembra che tutto questo sia però dovuto allo stato di beta degli occhiali e che la versione commerciale definitiva del dispositivo sarà in grado di offrire tutte le funzionalità a prescindere dal dispositivo usato per collegarsi al web.


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