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Dyson investe in una startup per batterie Li-Ion ad elevata autonomia

Written By Unknown on Kamis, 19 Maret 2015 | 19.04

Il produttore di aspirapolveri Dyson ha siglato un accordo di sviluppo congiunto con una startup, Sakti3, che si occupa dello sviluppo di batterie ed ha stanziato un investimento di 15 milioni di dollari con l'obiettivo di arrivare alla produzione commerciale di batterie agli ioni di litio in grado di stoccare il doppio dell'energia rispetto alle versioni attualmente in commercio.

Sakti3 è già riuscita a realizzare prototipi di batterie impiegando elettrodi di litio solido, evitando quindi l'impiego di elettroliti liquidi che sono tradizionalmente impiegati dai produttori di batterie e, con essi, riducendo sensibilmente i pericoli legati all'elevato rischio di infiammabilità. Le batterie sono così più economiche da produrre, sono più sostenibili per l'ambiente e hanno una autonomia superiore alle alternative esistenti: la tecnologia a stato solido impiegata permette infatti di ottenere oltre 1000 wattora per litro, rispetto all'attuale limite di 620 wattora per litro.

L'impegno e l'interesse di Dyson va ovviamente visto nell'ottica di migliorare la propria proposta di aspirapolveri cordless e robot per la pulizia della casa, ma è verosimile supporre che la tecnologia possa diventare di interesse anche per altri campi. Tra gli altri investitori di Sakti3 vi è infatti General Motors, realtà che potrebbe facilmente capitalizzare gli investimenti sulla tecnologia per incrementare l'autonomia delle auto elettriche.

Non è poi da escludere uno sviluppo della tecnologia anche per impieghi più vicini all'elettronica di tutti i giorni, ad esempio per la realizzazione di batterie di lunga durata per smartphone e smartwatch. I presupposti, insomma, sono incoraggianti: ora non resta da sperare che la traduzione dei prototipi in prodotti commerciali facilmente realizzabili possa essere portata termine con successo e senza ostacoli.


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Windows 10 gratis anche per chi usa adesso una versione pirata

Windows 10 sarà proposto come aggiornamento gratuito per tutti gli utenti di Windows 7 e Windows 8. Lo ha confermato per l'ennesima volta la società nei giorni scorsi, in cui ha specificato che la prossima versione sarà disponibile commercialmente a partire da quest'estate. Durante un'intervista con Reuters, inoltre, Terry Myerson, responsabile di Microsoft della divisione Windows, ha specificato un'altra novità, a tratti incredibile.

Windows 10, nuovo Start Menu

"Windows 10 verrà aggiornato su tutti i PC idonei con una versione precedente autentica o non autentica", sono state le parole del dirigente del colosso di Redmond, che ha sottolineato che anche i sistemi che ad oggi utilizzano una versione "non genuina" di Windows riceveranno l'aggiornamento gratuito alla nuova versione. Si tratta di un'apertura che non ha precedenti nella storia di Microsoft, che potrebbe aprire una morsa, quella contro la pirateria, chiusa da anni.

Microsoft fronteggia il problema in un modo inedito, ovvero proponendo anche ai "pirati" la loro copia gratuita, senza che di fatto questi se la siano in qualche modo meritata in passato. Un cambio di vedute decisamente importante, soprattutto in vista del fatto che gli storici e "genuini" clienti della società di Redmond non avranno di fatto alcun vantaggio rispetto a chi per anni non ha fatto altro che contraffare il sistema operativo di Microsoft e usarlo in maniera illecita.

"Tutti coloro che dispongono di un dispositivo qualificato potranno aggiornare a Windows 10, anche chi usa oggi copie pirata", ha continuato Myerson. "Crediamo che i clienti capiranno nel corso del tempo il valore di Windows con opportuna licenza, e permetteremo loro un più semplice passaggio alle copie legittime". Una speranza forse vana quella di Microsoft, che comunque punta a sconfiggere la pirateria "facendo il suo gioco".

È da decenni che Microsoft si contrappone alle contraffazioni di Windows. Con XP aveva introdotto un servizio di attivazione per la verifica di chiavi di licenza, debellato facilmente dalla pirateria con alcuni codici corporate che si trovavano facilmente sul web. Nel corso degli anni la società ha evoluto i sistemi di attivazione, senza però mai riuscire a impedire fattivamente l'installazione di versioni illecite del proprio sistema operativo.

Se da una parte è vero che le novità su Windows 10 sembrano avvantaggiare i "pirati", dall'altra bisogna considerare che studi hanno dimostrato che spesso, in alcune nazioni, copie illecite di Windows vengono installate sui sistemi a totale insaputa del possessore. In questi casi Microsoft ha cercato di spingere gli utenti coinvolti a passare ad una versione genuina, ma si tratta di un fenomeno che Microsoft vuole arginare e gestire in maniera del tutto differente con Windows 10.

Quella di Satya Nadella è una nuova Microsoft, questo è indubbio, decisamente più attenta alle esigenze dell'utente, che siano legittime o meno. Lo stesso sviluppo del sistema operativo passa prima dai feedback ricevuti dagli "Insider", con Nadella che vuole accontentare a tutti i costi gli stessi clienti che mantengono in vita la sua Microsoft. Sebbene le nuove pratiche "anti-pirateria" siano rivolte soprattutto alla Cina, in cui solo una copia di Windows su dieci è autentica, Windows 10 sarà gratis per il primo anno in tutto il mondo, e anche per i pirati.


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Da E4 due nuovi HPC con processori ARM con achitettura a 64 bit

Mentre la precedente generazione di prodotti basati sulla tecnologia ARM era limitata a 32 bit e veniva usata solamente da early adopter e da sviluppatori, la serie ARKA di E4 oggi è la prima piattaforma basata su ARM Architecture+GPU+IB capace di offrire un ecosistema software completo: Linux OS, librerie, compilatori e applicazioni. Ce lo ha spiegato Simone Tinti, HPC Team Leader di E4 al GTC che si sta svolgendo a San Jose.

Gli HPC della serie Arka possono essere usati per l'elaborazione dei fenomeni sismici o delle immagini, così come piattaforma di sviluppo software o come piattaforma per vari tipi di servizi. Gli HPC Arka, inoltre, sono particolarmente indicati per quei laboratori che fanno uso di dispositivi CUDA.

Le nuove soluzioni, Arka RK003 e Arka RK004, che potete vedere nel filmato, presentano lo stesso form factor 2U. Nel primo caso abbiamo una CPU ARM X-Gene a 8 core, fino a due NVIDIA Tesla K80, fino a 128 GB di RAM DDR3, due porte 10 GbE, una FDR, due SATA 3.0 e due slot PCI-E 3.0. La capacità di calcolo massima teorica può raggiungere i 3,74 TFlops.

Quanto ad Arka RK004, abbiamo invece una CPU Cavium Thunder-X a 48 core, una GPU NVIDIA Tesla K80, fino a 256 GB di RAM DDR4, due porte 10 GbE, una 40 GbE, una IB FDR, due porte SATA 3.0 e uno slot PCI-E 3.0 x16 e uno PCI-E 3.0 x8. La potenza massima di questo sistema può toccare i 2 TFlops.

Nel video, Simone spiega nel dettaglio la differenza tra le due piattaforme. Che vengono consegnate con OS Ubuntu o Fedora Linux e con gli strumenti di sviluppo NVIDIA CUDA 6.5, librerie MPI e compilatori GNU.


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Windows 10 supporterà la scansione biometrica di volto, impronte e iride per il log-in

Written By Unknown on Rabu, 18 Maret 2015 | 19.04

Anche Microsoft abbraccia la scansione biometrica come strumento di sicurezza per l'imminente Windows 10. Il gigante di Redmond ha ufficializzato la novità nel corso della giornata di ieri, dopo aver annunciato un nuovo algoritmo per la compressione dei file di sistemi e l'eliminazione dell'immagine di ripristino per ridurre le dimensioni su disco dell'installazione completa del sistema operativo.

Windows Hello

Chiamato Windows Hello, il nuovo strumento per la scansione biometrica consentirà di effettuare il log-in al sistema utilizzando una procedura a scelta fra le opzioni offerte, in relazione naturalmente all'hardware installato sul dispositivo in uso. Fra queste non mancherà la scansione dell'impronta digitale, così come già presente ormai su molti smartphone, mentre la società ha menzionato anche il supporto alla scansione del volto e dell'iride.

L'identità della persona verrà rilevata grazie alla "combinazione di proprietà hardware e software", con il supporto della tecnologia ad infrarossi per consentire una buona affidabilità anche in condizioni di luminosità meno favorevoli. Microsoft garantisce anche la privacy dei dati utilizzati per eseguire il riconoscimento, argomento decisamente sentito negli ultimi periodi.

Stando a quanto rilasciato dalla società, tutti i dati vengono salvati in locale ed utilizzati esclusivamente per la funzionalità di sblocco, con le firme biometriche che non vengono trasferite in cloud o su internet. Grazie a Windows Passport, il supporto alla scansione biometrica consentirà di rimuovere l'uso di password per effettuare l'accesso alle app e ai servizi del web, elemento che ormai molte società stanno considerando con vari sistemi alternativi e, apparentemente, più sicuri.


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Al GTC un robot capace di esplorare ambienti sconosciuti

Raffaello Bonghi e Walter Lucetti ci hanno mostrato sullo showfloor del GTC la loro nuova tecnologia che ricostruisce una mappa grazie al sensore Xtion di cui è dotato e usa le informazioni così acquisite per evitare ostacoli o aiutare altre persone nella navigazione di ambienti sconosciuti.

Il robot che vedete nel filmato è basato sul supercomputer embedded NVIDIA Jetson, il quale consente di sfruttare la potenza delle GPU per le applicazioni embedded. Jetson è una piattaforma NVIDIA Cuda perfettamente funzionale che permette di sviluppare e implementare rapidamente sistemi impegnativi dal punto di vista del calcolo per computer vision, robotica, medicina e altro ancora. Jetson è basato sul processore Tegra K1 e ha un costo di circa 200 euro. I due giovani ricercatori responsabili del progetto ci hanno detto di aver speso circa 700 per mettere in funzione i prototipi.

Raffaello e Walter sono stati scelti specificamente da NVIDIA rispetto a un alto numero di candidati per il livello avanzato delle loro sperimentazioni nella robotica, all'interno del nuovo piano di Deep Learning e Self-Driving su cui si sta concentrando questo GTC.

Il robot si chiama 4UDE, acronimo di "For Unnamed Discovering of Environments". Oltre alle informazioni che lo stesso Raffaello ci dà nel video potete consultare il suo blog per altri dettagli tecnici.


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EIZO ColorEdge CG248-4K, nuovo display 4K per i professionisti

Written By Unknown on Selasa, 17 Maret 2015 | 19.03

Techpowerup ci informa della presentazione da parte di EIZO di un nuovo display professionale per i creativi dell'immagine, il modello ColorEdge CG248-4K. La sigla mette in chiaro un paio di caratteristiche chiave, ovvero la diagonale di 24 pollici (23,8 per essere precisi) e la risoluzione 4K, 3180x2160 pixel.

EIZO

La diagonale per certi versi ridotta, abbinata alla risoluzione molto elevata, porta la densità dei pixel a ben 185 ppi, un valore notevole considerando che siamo di fronte a un display desktop e non a uno smartphone. La tecnologia utilizzata è quella IPS con retroilluminzione a LED, mentre da citare è il sensore interno per l'autocalibrazione del colore. Rimanendo in tema, EIZO dichiara una copertura dello spazio colore Adobe RGB del 99%, 100% Rec. 709 (standard per la TV ad alta risoluzione), EBU e SMPTE-C, 77% Rec. 2020 e del 93% per quello DCI.

Confermando sia la natura professionale del prodotto, sia la nota attenzione per la qualità del colore offerto dai propri dispositivi, EIZO fornisce con ColorEdge CG248-4K il servizio cloud ColorNavigator Network, per avere a disposizione un ulteriore strumento per la calibrazione del monitor, a patto di avere installato sul ColorNavigator NX.

EIZO ColorEdge CG248-4K può essere utilizzato anche con l'orientamento portrait e vanta una visione ottimale fino a 178° su entrambi gli assi. A livello di connessioni troviamo 2 DisplayPort (ver. 1.2), 2 HDMI e 3 USB 3.0, mentre la garanzia è di 5 anni. Si troverà in vendita a partire da aprile ad un prezzo ancora da definire.


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Il direttore di Xbox spiega il disinteresse di Microsoft per la realtà virtuale

La realtà virtuale è stato uno dei trending topic più importanti al GDC: HTC e Valve hanno portato Vive, Sony aveva Morpheus e Oculus ha mostrato Rift. Microsoft, invece, non ha battuto colpo sul tema.

Phil Spencer

Phil Spencer, direttore della divisione gaming, ha detto a Eurogamer che, sebbene Microsoft sia al momento concentrata sulla realtà aumentata con HoloLens, non è escluso che in futuro possa pensare a una soluzione specifica di realtà virtuale.

"Non credo che siamo rimasti chiusi fuori", ha detto Spencer. "Abbiamo preferito puntare su una soluzione più ibrida, ma non è escluso che in futuro entreremo nel mondo della realtà virtuale con una soluzione proprietaria o affidandoci a un produttore di terze parti".

Spencer ha espresso entusiasmo per la realtà virtuale, ma è preoccupato della resa dei primi dispositivi che, probabilmente, non sono ancora pronti per andare nelle mani del grande pubblico. Gli è stata poi fatta una domanda a proposito di Valve: ritiene che Valve e Steam siano oggi un rivale per Xbox One? Secondo Spencer, le cose non stanno così. Applaude il lavoro fatto da Valve nell'ecosistema PC negli ultimi 20 anni e ammette che Microsoft "è stata un po' assente in questo settore".

"Penso che nel mondo del gaming ci sia abbastanza spazio per l'innovazione e la modernizzazione", ha detto il dirigente Microsoft. "Ho un account Steam e non credo che lo cancellerò. Uno dei nostri giochi di punta di questo momento, Ori and the Blind Forest, è disponibile anche su Steam. Fra cinque anni tutti i giochi che adesso trovate su Steam saranno presenti anche sul Windows Store. Abbiamo un dialogo continuo con Valve: sono un'ottima software house indipendente e sono molto aperti al feedback. Credo che ci sia abbastanza spazio sia per noi che per loro".


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Il dominio .com compie 30 anni

Il dominio più diffuso sul web nasceva il 15 marzo 1985, con l'anniversario caduto proprio durante lo scorso fine settimana. Noto agli anglofoni come "dot com", il dominio .com veniva registrato per la prima volta dalla società produttrice di computer Symbolics su una rete non disponibile a tutti chiamata Arpanet. Nonostante la compagnia sia ormai defunta, symbolics.com è stato acquistato dal gruppo di investimenti XF.com, ed è il più vecchio dominio .com della storia di internet.


Clicca per vedere l'intera infografica

Nonostante ad oggi .com sia quasi sinonimo della stessa internet e il suo uso sia diffuso lungo una serie smisurata di siti del web delle tipologie più disparate, il dominio ha impiegato alcuni anni prima di "decollare". Nel 1987 erano solo 100 i domini .com registrati, anche se fra questi trovavamo nomi del calibro di Xerox (9 gennaio 1986), HP (3 marzo 1986), IBM (19 marzo 1986), Intel (25 marzo 1986), Adobe (17 novembre 1986) ed Apple (19 febbraio 1987).

Ma l'anno chiave per la diffusione di internet è stato il 1990, anno in cui veniva sviluppato il World Wide Web nei laboratori del CERN in Svizzera. Sino ad allora i siti web contenevano solamente del testo, ma con la nascita del web poteva essere creata un'esperienza d'uso più accattivante con suoni, immagini e una cosiddetta interfaccia utente. Dopo 30 anni, le tre lettere "com" fanno parte di un business stimato di circa 1,3 mila miliardi di dollari l'anno.

"Negli ultimi 30 anni, Internet si è evoluta da fenomeno sconosciuto utilizzato soprattutto da accademici e ricercatori, ad un sistema di comunicazione e commercio globale e canale di condivisione di informazioni di cui pochi possono fare a meno", ha dichiarato il venditore di domini Verisign in occasione dell'anniversario. "Infatti, ad oggi tre miliardi di persone in tutto il mondo sono online, e oltre 1,3 mila miliardi di dollari di vendite globali sui canali di e-commerce si basano su internet".

Ancora oggi il dominio .com è fra i più diffusi globalmente, con circa 80 mila nuovi siti "dot com" che vengono registrati su base giornaliera, circa uno al secondo. La sua popolarità potrebbe essere compromessa, ma non più di tanto, per via della divulgazione dei nuovi domini aperti e più specifici, come .food, .video, .goo, o anche i domini più assurdi, come .rocks o .sucks. Ma in realtà, secondo Verisign, non ne abbiamo di fatto bisogno e .com potrebbe avere una vita decisamente più lunga di quanto prevedibile.

Secondo la società, se tutti i 2,5 miliardi di utenti internet registrassero un dominio .com ogni secondo per i prossimi 30 milioni di anni, questi riuscirebbero ad occupare solo una minima frazione - di molto inferiore all'1% - dei nomi di dominio disponibili ad oggi.


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Standard codecs per Windows 7 e Windows 8

Written By Unknown on Senin, 16 Maret 2015 | 19.03

scheda aggiornata 1 ora fa

Noto in precedenza con il nome di Windows 8 Codecs, questo pacchetto che comprende codec audio e video specifici per l'utilizzo con sistemi operativi Windows 8 e Windows 7. Queste le novità implementate nell'ultima versione:

- update LAV filters
- update Icaros
- support Dolby Atmos audio
- improved HEVC decoding
- Allow HEVC hardware acceleration
- improved subtitle support

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Online le prime avvisaglie delle GPU AMD Radeon R M300 per notebook

E' Lenovo ad anticipare indirettamente il prossimo debutto di nuove schede video AMD di prossima generazione destinate all'utilizzo in sistemi notebook. Questa famiglia di GPU mobile penderà il nome di Radeon R9 M300 e comprenderà versioni capaci di differenti livelli di performance.

Il notebook Lenovo Y14, stando alle informazioni pubblicate dal sito wccftech.com, è indicato come abbinato alla scheda AMD Radeon R9 M375 ma è possibile anche averne una versione dotata di GPU Radeon R5 M330 posizionata nel segmento entry level del mercato.

Per il notebook Lenovo G50-80 troviamo sempre una GPU Radeon R5 M330, abbinata al pari del precedente modello a processori Intel Core di quarta e di quinta generazione a seconda delle versioni.

Non si conoscono le caratteristiche tecniche di questi modelli, ma è facile prevedere architettura del sottosistema memoria con interfaccia a 64bit di ampiezza, abbinata a 1 oppure 2 Gbytes di memoria di tipo DDR3 per le soluzioni Radeon R5 e quelle Radeon R7 di fascia entry level. Spostandosi più in alto nella gamma di prodotti troveremo memorie DDR3 oppure GDDR5 con bus da 64bit oppure 128bit, e quantitativi sempre di 1 oppure 2 Gbytes. Spostandosi verso le soluzioni top di gamma è lecito attendersi fame buffers che aumenteranno sino a 4 oppure 8 Gbytes, in abbinamento a bus da 128 oppure 256bit e prestazioni velocistiche ben superiori.

Vedremo nel corso dei prossimi mesi quando i vari partner AMD produttori di notebook renderanno disponibili le proprie proposte sul mercato. Ci attendiamo il debutto commerciale di queste soluzioni a partire dal secondo trimestre dell'anno.


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