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Xbox One supera PlayStation 4 nelle vendite per la prima volta dal lancio

Written By Unknown on Minggu, 14 Desember 2014 | 19.03

Per la prima volta dal lancio Xbox One è nella vetta delle vendite di console negli Stati Uniti. A confermare il successo di Microsoft Mike Nichols, Corporate Vice President della divisione marketing di Xbox: "La risposta alla line-up di Xbox One proposta per la stagione natalizia è stata incredibile", ha dichiarato il dirigente di Microsoft. Nel mese di novembre sono state vendute circa 1,2 milioni di Xbox One nei soli Stati Uniti.

Xbox One

Nichols ha poi continuato: "Nel mese di novembre, sono stati venduti più giochi per Xbox One rispetto a qualsiasi altra piattaforma di pari generazione negli Stati Uniti, e i nostri clienti hanno giocato per oltre 357 milioni di ore in tutto il mondo". I risultati arrivano dopo una serie di successi inanellati mese dopo mese dalla controparte di Sony, la PS4 regina delle vendite negli scorsi mesi nel mercato gaming, seguita però a breve distanza dalla console di Microsoft.

I risultati riflettono una strategia di mercato più che aggressiva operata dal colosso di Redmond per Xbox One. Per la stagione natalizia e per il Black Friday la società ha offerto la console di ultima generazione con un taglio di 50$ sul prezzo di listino, mentre Sony ufficialmente ha lasciato la sua PlayStation 4 al solito listino di 399$. Non si tratta del primo taglio di prezzi per Xbox One: se con il primo, ottenuto con l'eliminazione di Kinect dal bundle originale, Microsoft si era avvicinata alla prima posizione, con il secondo è riuscita ad ottenere il sorpasso su Sony.

Sarà interessante vedere la reazione dei giapponesi nei prossimi mesi, e se siano di fatto interessati a riavere la leadership con un'eventuale risposta alla strategia combattiva del rivale. Fra i concorrenti, naturalmente, non manca Nintendo che, nonostante non riesca a contrastare Microsoft e Sony dal punto di vista dei numeri, ha incassato alcuni risultati positivi: Super Smash Bros per Wii U, ad esempio, ha venduto quasi 710.000 copie nei 9 giorni di novembre in cui è stato proposto sul mercato; anche gli AmiiBo hanno riscosso un evidente successo commerciale, con numeri molto vicini a quelli ottenuti da Super Smash Bros secondo le parole della stessa Nintendo.


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Zuckerberg: al vaglio il 'Non mi piace' su Facebook

In una nuova sessione di Q&A, Zuckerberg in persona ha rivelato che la società sta considerando l'implementazione di una forma di disapprovazione sul servizio social. Facebook è a conoscenza del fatto che la community richiede a gran voce un'opzione per manifestare dissenso su uno specifico post o argomento e ha spesso dichiarato che a tal proposito è possibile effettuare una segnalazione alla moderazione del sito (privatamente).

Mark Zuckerberg
Fonte: VentureBeat

In risposta a uno studente di legge della UC Davis, Zuckerberg ha detto testualmente che la società sta vagliando l'introduzione di un'opzione aggiuntiva, in modo che si possa esprimere un sentimento negativo "per riuscire ad ottenere qualcosa di buono". Il CEO di Facebook è però del tutto contrario all'implementazione del tasto "Non mi piace" perché non sarebbe "un valore aggiunto per la community".

"Alcuni utenti hanno fatto domande su un ipotetico tasto di dissenso anche in passato", ha dichiarato Zuckerberg. "Vogliono che sia possibile dire che una cosa non piace e non è qualcosa che pensiamo sia positiva per il mondo. È per questo che non implementeremo il tasto 'Non mi piace'. Non credo ci sia la necessità di un meccanismo di voto su Facebook, per indicare un post come bello o brutto. Non credo che abbia un valore dal punto di vista sociale, né che sia un valore aggiunto per la community".

Ma questo non vuol dire che gli utenti non potranno mai esprimere il loro dissenso su un post: "Credo che dare alla gente il potere di manifestare dissenso in più modi sarebbe più efficace. Ma dobbiamo capire come farlo nel modo giusto, in modo che il dissenso sia visto come un qualcosa di buono, e non come il tentativo di sminuire i post che la gente pubblica sul servizio".

Il motivo di una tale scelta potrebbe essere relativo al sistema di priorità del social network: Facebook dà priorità ai contenuti con più interazioni e l'implementazione a livello strutturale di un tasto di disapprovazione così specifico potrebbe dare la possibilità ai vari amministratori di diffamare le pagine concorrenti. In altre parole: il tasto "Non mi piace" non ci sarà mai, tuttavia la società sta vagliando la possibilità di implementare opzioni per esprimere dissenso.


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Instagram raggiunge i 300 milioni di utenti e supera anche Twitter

Instagram è più che mai sulla cresta dell'onda. Il social network legato al mondo della fotografia, ormai da qualche tempo parte dell'impero Facebook, ha infatti dublicato il proprio numero di utenti rispetto al Settembre dello scorso anno. In poco più di un anno gli iscritti alla community sono così passati da 150 a 300 milioni circa. In accordo con quanto dichiarato da Nomura Securities, questo incremento starebbe a significare che, allo stato attuale, Instagram avrebbe superato anche Twitter, che allo stato attuale conta 284 milioni di subscribers.

Gli analisti hanno dichiarato che la base utenti di Instagram sta crescendo molto più velocemente di quella di Twitter. Su scala annuale, il numero di nuovi utenti Instagram nel terzo trimestre di questo 2014 è cresciuto del 22%. Un dato destinato a calare nel corso dei prossimi mesi fino ad assestarsi il prossimo anno intorno al 14,8%.

Instagram ha poi dichiarato che oltre il 70% del traffico giunge da oltre i confini degli Stati Uniti; questo significherebbe che ben 210 milioni di utenti non sono collocati negli USA. Un numero molto simile a quello degli utenti Twitter extra-US, che dovrebbe essere di circa 220 milioni.

Insomma, un vero affare quello di Facebook, che nel corso dell'aprile del 2012 ha pagato ben 1 miliardo di dollari per comprare Instagram.


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Zuckerberg: al vaglio il 'Non mi piace' su Facebook

Written By Unknown on Sabtu, 13 Desember 2014 | 19.03

In una nuova sessione di Q&A, Zuckerberg in persona ha rivelato che la società sta considerando l'implementazione di una forma di disapprovazione sul servizio social. Facebook è a conoscenza del fatto che la community richiede a gran voce un'opzione per manifestare dissenso su uno specifico post o argomento e ha spesso dichiarato che a tal proposito è possibile effettuare una segnalazione alla moderazione del sito (privatamente).

Mark Zuckerberg
Fonte: VentureBeat

In risposta a uno studente di legge della UC Davis, Zuckerberg ha detto testualmente che la società sta vagliando l'introduzione di un'opzione aggiuntiva, in modo che si possa esprimere un sentimento negativo "per riuscire ad ottenere qualcosa di buono". Il CEO di Facebook è però del tutto contrario all'implementazione del tasto "Non mi piace" perché non sarebbe "un valore aggiunto per la community".

"Alcuni utenti hanno fatto domande su un ipotetico tasto di dissenso anche in passato", ha dichiarato Zuckerberg. "Vogliono che sia possibile dire che una cosa non piace e non è qualcosa che pensiamo sia positiva per il mondo. È per questo che non implementeremo il tasto 'Non mi piace'. Non credo ci sia la necessità di un meccanismo di voto su Facebook, per indicare un post come bello o brutto. Non credo che abbia un valore dal punto di vista sociale, né che sia un valore aggiunto per la community".

Ma questo non vuol dire che gli utenti non potranno mai esprimere il loro dissenso su un post: "Credo che dare alla gente il potere di manifestare dissenso in più modi sarebbe più efficace. Ma dobbiamo capire come farlo nel modo giusto, in modo che il dissenso sia visto come un qualcosa di buono, e non come il tentativo di sminuire i post che la gente pubblica sul servizio".

Il motivo di una tale scelta potrebbe essere relativo al sistema di priorità del social network: Facebook dà priorità ai contenuti con più interazioni e l'implementazione a livello strutturale di un tasto di disapprovazione così specifico potrebbe dare la possibilità ai vari amministratori di diffamare le pagine concorrenti. In altre parole: il tasto "Non mi piace" non ci sarà mai, tuttavia la società sta vagliando la possibilità di implementare opzioni per esprimere dissenso.


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Instagram raggiunge i 300 milioni di utenti e supera anche Twitter

Instagram è più che mai sulla cresta dell'onda. Il social network legato al mondo della fotografia, ormai da qualche tempo parte dell'impero Facebook, ha infatti dublicato il proprio numero di utenti rispetto al Settembre dello scorso anno. In poco più di un anno gli iscritti alla community sono così passati da 150 a 300 milioni circa. In accordo con quanto dichiarato da Nomura Securities, questo incremento starebbe a significare che, allo stato attuale, Instagram avrebbe superato anche Twitter, che allo stato attuale conta 284 milioni di subscribers.

Gli analisti hanno dichiarato che la base utenti di Instagram sta crescendo molto più velocemente di quella di Twitter. Su scala annuale, il numero di nuovi utenti Instagram nel terzo trimestre di questo 2014 è cresciuto del 22%. Un dato destinato a calare nel corso dei prossimi mesi fino ad assestarsi il prossimo anno intorno al 14,8%.

Instagram ha poi dichiarato che oltre il 70% del traffico giunge da oltre i confini degli Stati Uniti; questo significherebbe che ben 210 milioni di utenti non sono collocati negli USA. Un numero molto simile a quello degli utenti Twitter extra-US, che dovrebbe essere di circa 220 milioni.

Insomma, un vero affare quello di Facebook, che nel corso dell'aprile del 2012 ha pagato ben 1 miliardo di dollari per comprare Instagram.


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Xbox One supera PlayStation 4 nelle vendite per la prima volta dal lancio

Per la prima volta dal lancio Xbox One è nella vetta delle vendite di console negli Stati Uniti. A confermare il successo di Microsoft Mike Nichols, Corporate Vice President della divisione marketing di Xbox: "La risposta alla line-up di Xbox One proposta per la stagione natalizia è stata incredibile", ha dichiarato il dirigente di Microsoft. Nel mese di novembre sono state vendute circa 1,2 milioni di Xbox One nei soli Stati Uniti.

Xbox One

Nichols ha poi continuato: "Nel mese di novembre, sono stati venduti più giochi per Xbox One rispetto a qualsiasi altra piattaforma di pari generazione negli Stati Uniti, e i nostri clienti hanno giocato per oltre 357 milioni di ore in tutto il mondo". I risultati arrivano dopo una serie di successi inanellati mese dopo mese dalla controparte di Sony, la PS4 regina delle vendite negli scorsi mesi nel mercato gaming, seguita però a breve distanza dalla console di Microsoft.

I risultati riflettono una strategia di mercato più che aggressiva operata dal colosso di Redmond per Xbox One. Per la stagione natalizia e per il Black Friday la società ha offerto la console di ultima generazione con un taglio di 50$ sul prezzo di listino, mentre Sony ufficialmente ha lasciato la sua PlayStation 4 al solito listino di 399$. Non si tratta del primo taglio di prezzi per Xbox One: se con il primo, ottenuto con l'eliminazione di Kinect dal bundle originale, Microsoft si era avvicinata alla prima posizione, con il secondo è riuscita ad ottenere il sorpasso su Sony.

Sarà interessante vedere la reazione dei giapponesi nei prossimi mesi, e se siano di fatto interessati a riavere la leadership con un'eventuale risposta alla strategia combattiva del rivale. Fra i concorrenti, naturalmente, non manca Nintendo che, nonostante non riesca a contrastare Microsoft e Sony dal punto di vista dei numeri, ha incassato alcuni risultati positivi: Super Smash Bros per Wii U, ad esempio, ha venduto quasi 710.000 copie nei 9 giorni di novembre in cui è stato proposto sul mercato; anche gli AmiiBo hanno riscosso un evidente successo commerciale, con numeri molto vicini a quelli ottenuti da Super Smash Bros secondo le parole della stessa Nintendo.


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Il prossimo evento su Windows 10 previsto per il 21 Gennaio 2015

Written By Unknown on Jumat, 12 Desember 2014 | 19.04

Microsoft sta organizzando un nuovo evento durante il quale verranno anticipate nuove caratteristiche tecniche del sistema operativo Windows 10. Intitolato "Windows 10: The next chapter" l'evento è previsto per il 21 Gennaio; si tratterà, secondo le informazioni al momento disponibili, dell'occasione per Microsoft di mostrare aspetti e caratteristiche del sistema operativo maggiormente orientate al pubblico consumer.

Chi si attendeva novità da Windows 10, in previsione del lancio ufficiale che dovrebbe avvenire nel corso dell'autunno 2015, verrà quindi a breve soddisfatto. Significativo evidenziare, ma la cosa assume pieno senso, come Microsoft abbia scelto di non utilizzare il prossimo CES di Las Vegas a inizio Gennaio quale cornice per questo annuncio. Del resto usare il CES implica il condividere la visibilità data al proprio annuncio con quella richiesta dalle altre tantissime aziende che partecipano a questo evento e che giustamente reclamano l'attenzione del pubblico.

Microsoft ha già avuto occasione, lo scorso mese di Settembre, di mostrare i primi dettagli su Windows 10 alla stampa; in quell'evento l'attenzione era stata rivolta principalmente alle applicazioni di taglio professionale e ad alcuni tipici scenari d'uso che coinvolgono l'OS e i clienti business.

Windows 10 si candida a rappresentare un quantomeno parziale punto di rottura e contrapposizione rispetto a quanto introdotto da Microsoft con Windows 8. Avremo il ritorno del menu Start, a lungo reclamato dagli utilizzatori delle precedenti versioni di sistema operativo Microsoft, oltre ad una serie di novità che faciliteranno il lavoro di chi utilizza la modalità desktop del sistema operativo.

Windows 10, tuttavia, rappresenterà anche un evidente passaggio da parte di Microsoft nell'operazione di sempre più forte legame con il sistema operativo Windows Phone. Anche in questo caso si tratta di un passaggio per molti versi dovuto, verso un approccio che punti sempre più all'integrazione tra sistemi operativo utilizzati su piattaforme hardware differenti.


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Microsoft supporta i Bitcoin, per ora solo negli USA

Microsoft è l'ultima di una serie di grandi compagnie del mondo tecnologico (dopo, tra le altre, PayPal, Newegg, Expedia e Dish) che decide di supportare i Bitcoin lasciando agli utenti la possibilità di usare la criptovaluta più diffusa per aggiungere fondi al proprio account.

Attualmente la criptovaluta è supportata solamente per il pubblico statunitense, appoggiandosi al servizio di cambio Bitpay. Microsoft precisa che attualmente non è possibile usare i Bitcoin per effettuare pagamenti diretti di beni o servizi, ma semplicemente come opzione per aggiungere fondi al proprio account.

Le transazioni sugli store Windows, Windows Phone, Xbox, così come i pagamenti per gli abbonamenti dei servizi Xbox Live e Xbox Music, avverranno quindi in dollari. Gli utenti possono trasferire fino a 1000 dollari al giorno nel loro account usando un wallet Bitcoin, e fino a 5000 dollari possono essere mantenuti in totale nell'account.

Eric Lockard, Universal Store Corporate Vice President per Microsoft, ha commentato: "Questo significa offrire opzioni alle persone ed aiutarle a far di più con i loro dispositivi e nel cloud. L'uso di valute digitali come i Bitcoin, sebbene non ancora di massa, sta crescendo oltre gli appassionati della prima ora. Ci aspettiamo che questa crescita prosegua, e permettere ora agli utenti usare Bitcoin per acquistare infine i nostri prodotti e servizi ci permette di essere in prima linea".


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Candy Crush Saga finalmente disponibile su Windows Phone

Il capolavoro di King.com è finalmente disponibile anche sulla piattaforma mobile di Redmond. Candy Crush Saga nasce su Facebook nel 2012 e supera l'anno successivo FarmVille come titolo più giocato sul social network. Nel suo apice vantava una media di quasi 50 milioni di giocatori attivi mensilmente, ed è stata l'app più scaricata su App Store del 2013. Dopo circa due anni dal debutto arriva anche su Windows Phone.

Candy Crush Saga su PC
Candy Crush Saga su PC

Microsoft sta cercando di recuperare l'enorme gap di cui soffre per quanto riguarda l'ecosistema di applicazioni terze sul suo Windows Phone rispetto ad iOS e Android. Gap che si fa ancora più evidente per quanto concerne i giochi su mobile: in questo ambito, App Store e Google Play sono ancora decisamente avanti. I videogiochi rappresentano una grossa parte del mercato delle app mobile, garantendo su base annua un fatturato di oltre 15 miliardi di dollari.

Candy Crush Saga è un'evoluzione del classico Bejeweled, un puzzle match-three la cui board di gioco è satura di caramelle e dolci di differenti colori. Man mano che si procede nei livelli aumentano le insidie e la difficoltà di gioco, e diventa necessario conoscere le dinamiche e le varie combinazioni possibili per creare le fondamentali reazioni a catena. Ogni livello deve essere ultimato in una serie di mosse prestabilite.

Su questa base King.com è riuscita a creare un impero attraverso la consueta formula degli acquisti in-app. Il gioco è proposto in forma del tutto gratuita e può essere portato a termine senza effettuare alcun pagamento, tuttavia attraverso valuta reale è possibile acquistare bonus e vantaggi che permettono di portare a compimento i vari livelli in maniera sensibilmente semplificata.

Candy Crush Saga è un'ottima aggiunta al portfolio di applicazioni di Windows Phone, e arriva a solo un giorno dal rilascio di Minecraft: Pocket Edition sulla piattaforma di Microsoft, la cui software house era stata di recente acquisita dal gigante dell'IT. Minecraft non è di certo un titolo recente, ma è evidente la volontà di Microsoft di mettersi al pari con i concorrenti più blasonati in un settore che, di anno in anno, garantisce fatturati miliardari.

Candy Crush Saga è disponibile gratis su Windows Phone Store a questo indirizzo, mentre potete trovare Minecraft: Pocket Edition a 5,99€ in questa pagina.


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IndaBox e Spedire.com, ritiri e spedizioni presso il bar più vicino

Written By Unknown on Kamis, 11 Desember 2014 | 19.04

Aspettare a casa il corriere per la consegna o il ritiro di un pacco può essere scomodo e togliere tempo per altre attività più importanti o piacevoli. Volendo trovare una soluzione a questo problema nasce la partnership tra IndaBox e Spedire.com, dando vita ad un servizio unico in Italia che permette a chiunque di effettuare spedizioni e ricevere pacchi senza le scomodità tipiche, grazie alla possibilità di appoggiarsi ad una rete di bar, edicole o tabaccherie che potranno ricevere la nostra consegna o tenere il nostro pacco fino a quando il corriere non passerà a ritirarlo.

IndaBox è una startup ideata da tre imprenditori torinesi e si tratta di una rete di bar, edicole e tabaccherie presso le quali è possibile far spedire i propri acquisti. Sono stati scelti questi esercizi commerciali perché sono quelli maggiormente diffusi su tutto il territorio nazionale e permettono di conseguenza di dare vita ad una rete capillare che offre a ciascuno la possibilità di individuare il punto di ritiro più comodo per le proprie esigenze, magari proprio quel bar dove andiamo a prendere il caffè tutti i pomeriggi, nella piccola pausa lavorativa.

Il funzionamento di IndaBox semplice: si cerca sul sito il punto di ritiro affiliato più comodo alle nostre esigenze e si usa il suo indirizzo per la spedizione che dovremo ricevere. Tramite il sito IndaBox si segnala poi all'esercizio d'appoggio che riceveranno una spedizione per conto nostro. Una volta che il pacco verrà recapitato, un SMS ed una email ci avvisano che potremo andare a ritirare la merce. Il servizio ha un costo di tre euro, ed è prevista, previa registrazione al sito, una spedizione di prova gratuita per saggiare l'efficacia. La rete IndaBox è presente in tutte le regioni italiane e dispone già di oltre 1000 punti di ritiro.

Spedire.com è invece la più grande compagnia italiana di spedizioni online, che permette di spedire e importare in Italia e in altri 60 paesi del mondo a partire da 5,99€ IVA, ritiro e assicurazione inclusi, appoggiandosi a partner come UPS, SDA, BRT e molti altri ancora. Grazie a Spedire.com è possibile spedire lettere, pacchi, pallet o servizi speciali in Italia e all'estero, a prezzi sensibilmente inferiori rispetto a quelli applicati al pubblico dai corrieri tradizionali e dal servizio postale, grazie ad una serie di accordi commerciali che Spedire.com ha stipulato con i principali corrieri italiani, e si rivolge sia a privati che spediscono occasionalmente, sia per aziende o esercizi commerciali fisici e virtuali.

Su Spedire.com è possibile prenotare le spedizioni 24 ore al giorno, 7 giorni su 7, direttamente da desktop o da mobile. Gli ordini sono processati automaticamente e non c'è alcun bisogno di compilare nessun documento manualmente. Appena effettuato il pagamento l'ordine sarà trasmesso in tempo reale al corriere incaricato che si occuperà di organizzare il ritiro nella data prescelta e la consegna a domicilio.

La nuova partnership tra IndaBox e Spedire.com ha portato all'integrazione del sistema IndaBox all'interno dei servizi di Spedire.com, in maniera tale che l'utente possa organizzare una spedizione scegliendo il punto IndaBox d'appoggio, per ritiro o consegna, senza dover uscire dal sito. L'accordo tra le due realtà consente quindi di abbinare due comodità: l'organizzare e prenotare spedizioni direttamente online da un lato e la possibilità di sfruttare un punto di appoggio comodo per la consegna e il ritiro della merce dall'altro, senza dover restare segregati in casa ad aspettare il corriere.

La partnership tra IndaBox e Spedire.com ha inoltre permesso di attivare un'iniziativa promozionale che, nella fase di lancio, mette a disposizione 300 crediti gratuiti per gli utenti registrati che possono così provare senza costi l'efficacia del servizio.


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