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Adobe lancia Voice per iPad: app gratis per raccontare storie in maniera creativa

Written By Unknown on Jumat, 09 Mei 2014 | 19.03

Adobe ha lanciato Voice, applicazione gratuita per iPad che permette la creazione di contenuti narrativi in maniera creativa. Supporta animazioni ed effetti grafici in tempo reale, effetti audio, e la possibilità di riprodurre in HD i contenuti realizzati senza la necessità di disporre di competenze specifiche.

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In sostanza, si tratterebbe di un sostituto gratuito di Keynote di Apple o del più diffuso PowerPoint di Microsoft. Voice permette di realizzare presentazioni creative mettendo enfasi su contenuti audio-visivi e più strettamente multimediali rispetto alla tradizione. La nuova app di Adobe si rivolge alle piccole imprese e al mondo dell'educazione, che vogliono parlare di qualsiasi argomento in maniera originale e artistica.

Sviluppato sull'engine grafico di After Effects, Voice rende semplice la creazione di video animati che hanno l'obiettivo di informare e persuadere. Nonostante il risultato finale sia proposto in video, l'applicazione permette di creare i contenuti utilizzando immagini, tabelle, testo, voci registrate e tracce audio in background. I video possono poi essere condivisi velocemente pubblicando il link sui social network, o via e-mail, blog e siti web.

Di seguito riportiamo le caratteristiche principali di Adobe Voice, come riportate sul comunicato ufficiale.

  • Story-starters e video campione per attirare l'utente con un video suggestivo, proveniente dalla community; inoltre, offre una "ruota" di idee per racconti che forniscono utili spunti e permettono di realizzare una struttura interessante sin dal primo click.
  • Grafica gradevole che può essere integrata grazie a una biblioteca di oltre 25.000 icone disegnate da professionisti, milioni d'immagini sul web o foto dell'utente.
  • Motore grafico avanzatissimo ispirato allo strumento leader del mercato After Effects di Adobe, che applica automaticamente elementi grafici di tipo cinematografico a un racconto in tempo reale, compresi Motion Blur, 3D, ombre e centinaia di altri effetti professionali.
  • Temi animati, appositamente studiati per tutti i tipi di racconti, che consentono l'applicazione dinamica di effetti di animazione e di dare vita ai contenuti: a partire dal disegno su una polverosa lavagna ad acquerelli animati fino a raggiugere lo stesso effetto che si otterrebbe dipingendo immagini sullo schermo. La selezione avviene con un solo tocco e permette di rendere i video visivamente interessanti.
  • Selezione di brani musicali che aiutano a definire il tono giusto del messaggio e sono automaticamente equilibrati con la registrazione di Adobe Voice, per far sì che sembrino ripresi in uno studio professionale.
  • Pagina di credits e riconoscimenti aggiunta automaticamente alla fine di ogni video, per dare conto di ogni icona o immagine Creative Commons utilizzata, affinché l'utente non si debba preoccupare dei diritti d'uso.

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Una petizione per salvare il multiplayer di Crysis 2

Dopo l'annuncio della chiusura del servizio di game hosting di GameSpy, i produttori dei giochi che facevano affidamento su quella struttura per la gestione della parte multiplayer hanno dovuto provvedere a cercare soluzioni alternative o a rinunciare al supporto multiplayer. Nel caso di Crysis 1 e 2, Crytek ha annunciato che le modalità multiplayer dei due giochi saranno dismesse non appena il servizio Gamespy verrà chiuso, ovvero a partire dal 31 maggio.

Crysis 2

Ma evidentemente i due shooter con CryEngine hanno ancora una community multiplayer piuttosto cospicua, al punto che un nostro fedele lettore, Jonathan Bopp, ha deciso di lanciare una petizione nel tentativo di preservare il multiplayer di Crysis 2. La petizione, tradotta in 11 lingue, mira a convincere Crytek ed Electronic Arts a "mantenere il multiplayer accessibile e giocabile esattamente come è ora".

"Noi giocatori ci troviamo così allo scoperto, senza supporto da nessuna parte, né dalla stampa del settore, né da Crytek o da Electronic arts (non rispondono ai mail e per telefono non si arriva a nulla)", ci ha scritto in privato Jonathan. "Non sappiamo neanche se c'e diritto a un rimborso, il gioco è tuttora in vendita e giornalmente ci sono nuovi giocatori che accedono al multiplayer".

Concordiamo con quello che dice Jonathan praticamente su tutta la linea. La componente multiplayer dei vari Crysis è, a nostro modo di vedere le cose, una delle migliori nell'intero panorama videoludico. Tuttavia, l'impossibilità per il produttore di ricavarci del denaro ha indotto la stessa EA a relegarla in secondo piano, a non promuoverla e a non supportarla, come stiamo vedendo.


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Heartbleed, oltre 300 mila server ancora vulnerabili

Il bug Heartbleed affligge ancora oltre 300 mila server presenti sulla rete: ad un mese dallo scoppio del caso, il ricercatore di sicurezza Robert Graham ha effettuato un nuovo scan sulla porta 443 e su indirizzi IPv4 individuando 22 milioni di sistemi con supporto a SSL ed 1,5 milioni di sistemi che supportano la funzionalità heartbeat, 318 mila dei quali non ancora riparati.

I dati rilevati da Graham si confrontano con quelli raccolti un mese fa, quando furono individuati 28 milioni di sistemi con supporto a SSL, 1 milione di sistemi con heartbeat e ben 600 mila di questi compromessi dal bug Heartbleed.

Il ricercatore, analizzando questi dati, suppone quindi che la prima misura intrapresa a seguito della divulgazione del problema lo scorso mese sia stata la disattivazione della funzionalità heartbeat per procedere in seguito ad applicare la patch correttiva e quindi abilitare nuovamente la funzione.

Sebbene questi dati mostrino come un consistente numero di sistemi sia stato correttamente riparato nel corso dell'ultimo mese, evidenzia come esistano ancora sulla rete un buon numero di servizi che ancora non hanno considerato il problema con la dovuta attenzione, non preoccupandosi di organizzare alcuna attività risolutiva.

Per informazioni ed approfondimenti legati alla vicenda Heartbleed rimandiamo a questo articolo che abbiamo pubblicato lo scorso mese sulle pagine di Hardware Upgrade, quando il problema è stato portato all'attenzione dell'opinione pubblica da tutti i principali organi di informazione.


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Nintendo: nuova piattaforma Nfc e servizio smartphone/PC per Mario Kart 8

Written By Unknown on Kamis, 08 Mei 2014 | 19.03

Dopo la pubblicazione di risultati finanziari evidentemente negativi, Nintendo ha deciso di attaccare la crisi con una serie di contromisure volte ad ammodernare l'approccio strategico della società sulla base delle esigenze del pubblico tecnologico di oggi. La prima di queste soluzioni è una nuova piattaforma di near field communication chiamata Nintendo Figurine Platform (NFP).

Nintendo Figurine Platform

"Per stabilire nuove aree che abbiano una possibilità di crescita e che sfruttino le proprietà intellettuali Nintendo, è importante metterci in gioco e andare alla ricerca di modi interessanti per sfruttare i personaggi delle nostre IP", ha detto Satoru Iwata, presidente di Nintendo, nell'incontro con gli investitori. "In altre parole, oltre che utilizzare i personaggi delle nostre IP nel software per i sistemi Nintendo, abbiamo bisogno di inserirli in nuove attività che in futuro diventeranno le nostre attività principali".

Wii U supporta già Nfc in maniera nativa e questo riguarda sia le funzioni di scrittura che di lettura, mentre tale tipo di supporto verrà aggiunto prossimamente anche in 3DS, secondo quanto fa sapere Nintendo. All'E3, inoltre, saranno annunciati i primi giochi in grado di sfruttare le funzionalità Nfc di Wii U e 3DS. Questi giochi verranno rilasciati nella prossima stagione natalizia nel caso di Wii U e a partire dal 2015 nel caso di 3DS.

"NFP non sarà un accessorio di un software, ma una piattaforma a sé stante", ha continuato a dire Iwata. "Presenterà funzioni di scrittura e lettura, e quindi non solo sarà in grado di riconoscere il personaggio associato all'action figure che si trova sul GamePad di Wii U, ma anche in grado di leggere dalla figurine o di scrivere su essa una certa di quantità di dati per il gioco. Potrete personalizzare il vostro NFP per migliorare e addestrare i vostri personaggi".

"Con NFP iniziamo a utilizzare attivamente i personaggi delle nostre IP. Allo stesso tempo, le action figure non solo renderanno più belle le scatole dei giochi per Wii U e 3DS, ma saranno ben visibili anche sugli scaffali dei negozi. Ciò garantirà esposizione ai prodotti Nintendo, migliorando la conoscenza dei nostri giochi nel pubblico e creando nuove opportunità di gioco".

Ma Nintendo farà anche un altro importante passo verso il mondo mobile, con il rilascio di un nuovo servizio web per Mario Kart 8, ovvero uno dei più importanti rilasci per Wii U dell'anno, che permetterà di condividere replay e altre informazioni tramite smartphone e PC.

Mario Kart TV

Il servizio sarà temporaneamente chiamato Mario Kart TV e permetterà agli utenti di navigare tra i contenuti caricati e provenienti dalla modalità TV interna al gioco. Si potranno consultare anche statistiche e classifiche, mentre l'accesso al servizio sarà regolato tramite Nintendo Network ID.

Iwata ha fatto poi capire che Mario Kart TV sarà solo il primo di una serie di servizi associati ai giochi Nintendo. "Useremo servizi di questo tipo per migliorare l'esperienza di gioco e per permettere ai giocatori di rimanere in contatto con i giochi stessi anche quando sono distanti dalla console". Il rilascio di Mario Kart 8 rimane previsto per il 30 maggio.

Ma non è tutto, visto che Nintendo commercializzerà anche una nuova console per i mercati emergenti. Si tratterà di un prodotto costruito da zero che non si baserà sui sistemi già presenti sul mercato. Iwata sottolinea come non si tratti di una versione più economica di una console già rilasciata ma, appunto, di un sistema completamente nuovo e studiato sulla base delle esigenze di mercato.

Già in passato Nintendo aveva prodotto una console indirizzata specificamente a un solo mercato, quello cinese. Si tratta dell'iQue Player, corrispondente grossomodo al Nintendo 64 e rilasciato in Cina nel 2003.


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Entro la fine dell'anno ci saranno tre miliardi di utenti su internet

In base a un nuovo rapporto rilasciato dall'International Telecommunications Union (ITU) delle Nazioni Unite, entro la fine dell'anno saranno circa tre miliardi gli utenti che utilizzeranno internet, di cui due terzi faranno parte di paesi in via di sviluppo. La penetrazione della rete mobile a banda larga raggiungerà il 32%.

I numeri non si riferiscono ai singoli utenti che hanno la possibilità di accedere ad internet, bensì a coloro che hanno di fatto utilizzato la rete, sulla base dei dati raccolti negli ultimi tre mesi. La penetrazione di internet sta raggiungendo un livello di saturazione nei paesi evoluti, e al tempo stesso sta crescendo notevolmente in quelli emergenti.

"I nuovi dati rilasciati confermano ancora una volta che le tecnologie di comunicazione continuano ad essere i fattori chiave dell'informazione nella società", sono le parole di Hamadoun I. Touré di ITU. Brahma Sanou, direttore dell'organizzazione, che ha definito questo come un momento di svolta per la crescita del settore delle ITC.

Tre utenti su quattro utilizzeranno internet entro la fine dell'anno in Europa, in percentuale superiore rispetto a quanto accadrà nelle Americhe (due utenti su tre) e nel continente asiatico (uno su tre). In Africa, quasi una persona su cinque accederà ad internet entro la fine dell'anno. Gli abbonamenti di telefonia mobile sfioreranno i 7 miliardi, con un tasso di crescita in forte ribasso, mentre quelli relativi a internet saranno ancora in rapida crescita per lunghi periodi, con l'obiettivo di arrivare a 2,3 miliardi prima del 2015.

I numeri rilasciati dalla ITU fanno presagire un futuro in cui ogni essere umano sulla Terra utilizza proficuamente internet, ma saranno in numero estremamente superiore le "cose" connesse ad internet, nel mondo delle "Internet of the things". Secondo alcuni studi recenti di Cisco, ci sono circa 10 miliardi di dispositivi connessi ad internet, cifra destinata ad aumentare fino a 50 miliardi entro il 2020.

"Dietro a questi numeri e statistiche ci sono storie vere di esseri umani. Storie di persone le cui vite sono migliorate grazie alle tecnologie di telecomunicazione", ha dichiarato Sanou, aggiungendo che la missione di ITU è quella di "portare le telecomunicazioni nelle mani delle persone comuni, ovunque esse vivano. Misurando la società dell'informazione, siamo in grado di seguire i progressi e identificare le lacune, con l'obiettivo di raggiungere un alto livello socio-economico per tutti".


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LG Chromebase: 349$ per il desktop all-in-one basato su Chrome OS

LG Chromebase è una nuova soluzione desktop all-in-one basata su Chrome OS. Il sistema sarà disponibile a partire dal 26 maggio negli Stati Uniti, così come specifica la stessa società per mezzo di un comunicato stampa. Il prezzo consigliato al pubblico sarà di 349,99$ con 100GB di storage gratuito su Google Drive per due anni. La società non ha rilasciato informazioni circa il rilascio su altri mercati.

LG Chromebase

Alla base di LG Chromebase (22CV241) troviamo un processore Intel Celeron 2955U basato su architettura Haswell e 2GB di memoria RAM, 16GB di storage integrato, supporto a Wi-Fi 802.11n, Bluetooth, una porta Ethernet e quattro USB, di cui una 3.0. Il sistema dispone anche di una webcam da 1,3MP (video 720p) e due altoparlanti stereo da 5W.

Chromebase può essere utilizzato anche come monitor per un dispositivo esterno attraverso un ingresso HDMI. Nella confezione sono disponibili anche una tastiera e un mouse senza fili. LG Chromebase utilizza un pannello LCD IPS da 21,5 pollici a risoluzione Full HD (1920x1080), che dovrebbe garantire una buona riproduzione dei colori e ottimi angoli di visuale.

LG Chromebase

Basato su Chrome OS, il sistema può sfruttare la base di applicazioni compatibili presenti sul Chrome Web Store, garantendo a detta del produttore un'ottima velocità d'esecuzione mista alla "convenienza del cloud computing". LG Chromebase era stato annunciato al CES nel mese di gennaio, manifestazione in cui è stato insignito di un CES Innovations Award nella categoria Computer Hardware & Components.


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Perfect Effects 8

Written By Unknown on Rabu, 07 Mei 2014 | 19.04

scheda aggiornata 2 ore fa

Perfect Effects 8 di onOne Software è un tool che mette a disposizione una serie di effetti e filtri applicabili alle proprio fotografie. Oltre a gestione di HDR, filtri Vintage e opzioni più o meno creative Perfect Effects 8 permette anche di correggere e migliorare gli scatti. Questo tool può essere utilizzato in modalità stand alone oppure si integra nei menu di Adobe Photoshop CS5, CS6, CC, Adobe Photoshop Elements 10, 11, 12 e Adobe Photoshop Lightroom 4 o 5.


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Ricercatori del MIT individuano un'alternativa al grafene

Il grafene è ormai da molto tempo oggetto di una vivace ricerca in tutti i principali laboratori privati ed atenei del mondo, ed addirittura in Cina è diventata una priorità supportata dal governo. Si tratta di un materiale di cui abbiamo avuto modo di parlare spesso su queste pagine e che, in virtù della sua elevata mobilità elettronica, viene considerato come uno tra i più promettenti eredi del silicio per la realizzazione di componenti elettronici.

Il grafene manca però di una banda proibita naturale (ovvero l'intervallo di energia, interdetto agli elettroni, compreso tra la banda di valenza e la banda di conduzione), ed è per questo motivo che un gruppo di ricercatori del MIT e dell'Harvard University sostiene che la strada del grafene non sia quella corretta, andando a ricercare invece materiali composti che abbiano le stesse proprietà del grafene in aggiunta ad una banda proibita naturale e sembra abbiano individuato nel NiHITP - Nickel exa-immino-trifenilene una famiglia di materiali promettenti.

Il NiHITP, come il grafene, si autoassembla in strutture esagonali che possono impilarsi in strati molteplici, con le aperture a nido d'ape che si allienano perfettamente lasciando spazi di due nanometri attraverso la pila di strati. Mircea Dinca, professore di chimica presso il MIT, spiega: "Proprio come la grafite può essere esfoliata in grafene, il nostro materiale può essere esfoliato in fogli singoli. Rispetto agli strati di grafene, i nostri strati dovrebbero essere regolabili tramite modifiche chimiche controllate, che altereranno le proprietà elettroniche in maniera sistematica".

Ufficialmente il nuovo materiale è chiamato Ni3(HITP)2 dal momento che lega tre atomi di nickel con due molecole organiche di HITP, ma il NiHITP è il primo di una famiglia di materiali con banda proibita naturale le cui funzioni elettroniche possono essere regolate in maniera specifica su scala atomica.

"Non abbiamo ancora misurato la sua banda proibita, ma è più grande di 0. La banda proibita del grafene è 0, che non lo rende adatto, così com'è, come semiconduttore. Una delle cose su cui stiamo lavorando ora è di realizzare grandi fogli di questo materiale per poter misurare la sua banda proibita e meglio caratterizzare le sue proprietà elettroniche e quindi di realizzare componenti con esso. Queste sono le nostre sfide immediate. E dal momento che c'è davvero molto margine per la regolabilità, non vedo davvero limitazioni se non quella di produrre più materiale. Abbiamo già vari altri relativi materiali bidimensionali che dovrebero tutti avere proprietà elettroniche leggermente differenti, che è la nostra prossima direzione ovvero un analogo metallo-organico del grafene che sia regolabile".

Invece di introdurre impurità o difetti nel NiHITP tramite la tecnica del drogaggio, come avviene con i tradizionali semiconduttori, il nuovo materiale può essere "costruito" con accuratezza a livello atomico regolando così le sue capacità in modo tale da favorire specifiche proprietà elettroniche ed eventualmente anche proprietà ottiche.

"Il nostro materiale è ben definito fino al livello atomico. Questo è il punto: invece di affidarci ai difetti, che non sono compresi fino in fondo e non è possibile controllarli in maniera davvero adeguata, stiamo cercando un materiale le cui proprietà sono modulate intrinsecamente mediante i suoi componenti molecolari. Lo assembliamo da zero, molecola per molecola" ha sottolineato Dinca.

I ricercatori lavoreranno per cercare di realizzare una famiglia di materiali con differenti formulazioni degli elementi di base le cui proprietà vengono regolate per specifiche applicazioni, incluse ad esempio la realizzazione di celle solari capaci di catturare differenti lunghezze d'onda della luce, supercondensatori con elevata capacità di stoccaggio, isolanti topologici oppure ancora dispositivi quantistici basati sull'effetto Hall. Il progetto di ricerca è finanziato dal Dipartimento dell'Energia degli USA e dal Center for Excitonics del MIT.


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ARM: lo smartphone Android da 20$ arriverà entro la fine dell'anno

L'obiettivo di ARM è quello di consentire ai produttori terzi di proporre smartphone a prezzi sempre più vantaggiosi, in modo da coinvolgere nel mercato anche quelle aree geografiche che non possono disporre delle nuove tecnologie per via di prezzi d'accesso troppo elevati.

ARM, diffusione smartphone e tablet 2015-2018

ARM, così come Google e Facebook, puntano sui mercati emergenti per i prossimi anni, ovvero i mercati in grado di sfoggiare crescite percentuali più sostanziose, e su cui probabilmente ad oggi conviene investire maggiormente. In altre parole, i dispositivi mobile sono ormai una realtà consolidata nei paesi più ricchi e l'obiettivo delle varie società sembra quello di collegare i restanti 4 miliardi di individui che ancora non hanno accesso alle tecnologie.

Al Tech Day, il secondo in assoluto organizzato da ARM, si è discusso proprio dei piani per il futuro da parte della compagnia, che prevede che entro il 2018 le vendite di smartphone entry level (sotto i 150$) supereranno il miliardo di unità, raddoppiando sostanzialmente le cifre raggiunte oggi dal mercato di fascia bassa. La crescita sarà pilotata essenzialmente da due fattori: performance e prezzo di vendita.

L'obiettivo principale di ARM per il prossimo futuro è quello di rendere possibile uno smartphone Android da 20$, che potrebbe arrivare entro la fine dell'anno, con un abbattimento dei costi per il settore di fascia bassa che avviene ormai progressivamente da anni. Secondo i dati di ARM, nei primi mesi del 2013 lo smartphone più economico veniva offerto da Lenovo a 60$, mentre alla fine dell'anno la cifra è scesa a 35$.

Lo smartphone da 20$ adotterà un processore single-core basato su architettura Cortex-A5 e connettività di rete 2,5G (ovvero EDGE), caratteristiche forse anacronistiche, ma in grado di condurre nuove ed inesplorate aree geografiche nei meandri di social network, SMS e chiamate in mobilità.


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Dye di Symantec: l'antivirus è morto

Written By Unknown on Selasa, 06 Mei 2014 | 19.04

Secondo Brian Dye di Symantec, quello degli antivirus è un mercato morto. Ha detto così l'alto dirigente di una delle società più di successo del settore durante un'intervista presso il Wall Street Journal. "Non crediamo che il mercato degli antivirus riesca più a generare utili in alcun modo", ha continuato il Senior Vice President for Information Security di Symantec Corp.

Una frase del genere pronunciata da un funzionario di alto livello di una fra le società che ha generato cospicue somme di denaro nel settore degli antivirus fa di certo effetto. Secondo il dirigente, i software antivirus moderni riescono a bloccare solamente il 45% degli attacchi che avvengono online, lasciando sostanzialmente indisturbati tutti gli altri. Si tratta di una "questione imbarazzante" per il team alla base delle famose suite di sicurezza Norton, che pubblicizza gli stessi come "sicuri ed affidabili".

È senza dubbio un'affermazione forte, soprattutto considerando che Norton rappresenta ad oggi il 40% del fatturato della società. L'antivirus è "morto" e Symantec, secondo le parole di Dye, ha bisogno di reinventarsi all'interno di un mercato, quello della sicurezza, da 70 miliardi di dollari annui. La guerra al crimine informatico si è evoluta e andrà affrontata in maniera diversa con tecnologie mirate per confondere gli hacker, e per rispondere agli attacchi, piuttosto che prevederli.

Oltre alle suite di sicurezza, Symantec inizierà ad offrire servizi specifici alla clientela di tipo business: la compagnia californiana con sede a Mountain View sta creando un team assistenziale di risposta per aiutare le aziende già coinvolte in attacchi informatici. Entro sei mesi, la società sarà in grado di vendere soluzioni specifiche per minacce in atto per le realtà imprenditoriali.

La svolta per Symantec appare necessaria: il fatturato è in declino ormai da due trimestri, con un utile in aumento esclusivamente per via di un cospicuo taglio dei costi. In marzo è stato licenziato l'amministratore delegato, Steve Bennet, per guidare l'evoluzione della società: "Una cosa è star lì seduti e sentirsi frustrati", sono state le parole di Dye al WSJ. "Un'altra è agire e giocare la competizione che avresti dovuto affrontare già dal primo momento".

Symantec deve adeguarsi al modus operandi di altre società più profittevoli che negli ultimi trimestri hanno spodestato il colosso della sicurezza informatica dalla posizione di leader del mercato. Insomma, la formula vincente non è più "proteggere" il cliente, bensì "rilevare e trovare una risposta", a fronte di software ritenuti sempre meno affidabili dagli stessi sviluppatori che li forgiano.


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