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Dye di Symantec: l'antivirus è morto

Written By Unknown on Selasa, 06 Mei 2014 | 19.04

Secondo Brian Dye di Symantec, quello degli antivirus è un mercato morto. Ha detto così l'alto dirigente di una delle società più di successo del settore durante un'intervista presso il Wall Street Journal. "Non crediamo che il mercato degli antivirus riesca più a generare utili in alcun modo", ha continuato il Senior Vice President for Information Security di Symantec Corp.

Una frase del genere pronunciata da un funzionario di alto livello di una fra le società che ha generato cospicue somme di denaro nel settore degli antivirus fa di certo effetto. Secondo il dirigente, i software antivirus moderni riescono a bloccare solamente il 45% degli attacchi che avvengono online, lasciando sostanzialmente indisturbati tutti gli altri. Si tratta di una "questione imbarazzante" per il team alla base delle famose suite di sicurezza Norton, che pubblicizza gli stessi come "sicuri ed affidabili".

È senza dubbio un'affermazione forte, soprattutto considerando che Norton rappresenta ad oggi il 40% del fatturato della società. L'antivirus è "morto" e Symantec, secondo le parole di Dye, ha bisogno di reinventarsi all'interno di un mercato, quello della sicurezza, da 70 miliardi di dollari annui. La guerra al crimine informatico si è evoluta e andrà affrontata in maniera diversa con tecnologie mirate per confondere gli hacker, e per rispondere agli attacchi, piuttosto che prevederli.

Oltre alle suite di sicurezza, Symantec inizierà ad offrire servizi specifici alla clientela di tipo business: la compagnia californiana con sede a Mountain View sta creando un team assistenziale di risposta per aiutare le aziende già coinvolte in attacchi informatici. Entro sei mesi, la società sarà in grado di vendere soluzioni specifiche per minacce in atto per le realtà imprenditoriali.

La svolta per Symantec appare necessaria: il fatturato è in declino ormai da due trimestri, con un utile in aumento esclusivamente per via di un cospicuo taglio dei costi. In marzo è stato licenziato l'amministratore delegato, Steve Bennet, per guidare l'evoluzione della società: "Una cosa è star lì seduti e sentirsi frustrati", sono state le parole di Dye al WSJ. "Un'altra è agire e giocare la competizione che avresti dovuto affrontare già dal primo momento".

Symantec deve adeguarsi al modus operandi di altre società più profittevoli che negli ultimi trimestri hanno spodestato il colosso della sicurezza informatica dalla posizione di leader del mercato. Insomma, la formula vincente non è più "proteggere" il cliente, bensì "rilevare e trovare una risposta", a fronte di software ritenuti sempre meno affidabili dagli stessi sviluppatori che li forgiano.


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Chipset Intel serie 100 in arrivo con la nuova generazione di CPU Skylake nel 2015

La fonte è VR-Zone China, che è riuscita a mettere le mani su una slide interessante riguardante le piattaforme Intel che vedremo nel corso del 2015 (avanzato). Si parla infatti di CPU dal nome in codice di Skylake, che introdurranno una nuova architettura e processo produttivo a 14nm; per capire meglio le tempistiche, Skylake è la generazione successiva rispetto alle CPU indicate dal nome in codice Broadwell non ancora presentate, che altro non sono che un die shrink 14nm delle attuali Haswell realizzate a 22nm. Riportiamo la slide, commentandola.

Si nota nella parte sinistra la situazione relativa all'anno in corso, mentre in quella a destra la roadmap delle piattaforme previste per il 2015 in salsa Skylake. Concentriamoci su questa: la prima cosa che balza all'occhio è la presenza di quattro piattaforme Skylake, indicate come SKL-H (BGA), SLK-Y MCP (BGA), SLK-U MCP (BGA) e SLK-S (LGA). SLK è la contrazione di Skylake, ovviamente, mentre qualcosa di più ci dice la sigla BGA (Ball Grid Array), che accomuna tre delle quattro opzioni, facendo riferimento con buona probabilità a soluzioni con processori saldati.

La variante SLK-S per desktop prevede invece l'interfaccia fisica di connessione LGA (Land Grid Array), che tradotto nella pratica significa che le CPU si possono rimuovere e sostituire. Qualcosa ci dicono anche le sigle (ad esempio 4+2, 4+4e) che seguono questi nomi in codice abbastanza criptici; la prima cifra è il numero di core fisici, mentre la seconda è la classe a cui appartiene la grafica integrata. Più alto è il numero, più elevate sono le prestazioni generali (e di conseguenza i consumi).

SKL-H (BGA) dovrebbe fare riferimento ai notebook di fascia alta con prestazioni elevate, mentre SLK-Y e SKL-U a modelli 2 in 1, all in one e a tutta quella serie di dispositivi ibridi di difficile categorizzazione, oltre ovviamente a implementazioni in notebook di fascia più economica. Giocando a un ipotetico "trova le differenze", si nota che con le piattaforme Skylake fa la sua comparsa il codice 4e per la grafica, mentre sulle soluzioni Haswell / Broadwell il codice più elevato è 3e: aspettiamoci dunque una evoluzione dal punto di vista delle prestazioni grafiche (leggi: soluzioni Iris più performanti).

Il nome della serie chipset viene indicata come 100, destinata al settore sia consumer che corporate, mentre appare decisamente articolata l'offerta in termini di chip dedicati al controllo della connettività wireless. A seconda delle implementazioni si potrà contare su WiFi + Bluetooth (Snowfield Peak), WiGig + Bluetooth (Douglas Peak), WiGig (Pine Peak), XMM 726x (WWAN LTE) e CG2000 (Discrete GNSS). Finito? No. Ad accomunare le soluzioni sembra che verrà adottato l'host controller Apline Ridge (ne abbiamo parlato in una news apposita), che detto in parole semplici porterà in dote una comunicazione diretta con la CPU attraverso PCIe 3.0 2x o 4x e non più col PCH, Platform Controller Hub, oltre a Thunderbolt a 40 Gbps (raddoppiando la bandwidth attuale). Integrerà inoltre la logica di gestione di DisplayPort, HDMI 2.0 e USB 3.0.

Ne esce rinnovata anche la "normale" LAN a cavo, con l'integrazione del controller Jacksonville al posto dell'attuale Clarksville. Tutto questo è quello che ci attende alla fine del 2015 (anche se non si esclude uno slittamento ai primi del 2016), salvo indicazioni differenti o cambi di strategia da parte di Intel.


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Mitakon 50mm f/0.95: in preordine con innesto FE per Sony A7 e A7R

Mitakon 50mm f/0.95: in preordine con innesto FE per Sony A7 e A7R

"L'obiettivo super luminoso Mitakon 50mm f/0.95 è ora in preordine nella versione con innesto FE per mirrorless full frame Sony Alpha A7 e A7R"

Il mercato delle ottiche di terze parti è un settore che è tornato a essere molto florido dopo l'avvento delle fotocamere mirrorless; in particolare il segmento delle ottiche a messa a fuoco manuale ha trovato nuova linfa grazie alle senza specchio, che fanno uso delle tecnologie Live-View per il puntamento. Sistemi di ingrandimento del punto di messa a fuoco e - più recentemente - funzionalità di focus peaking rendono la messa a fuoco abbastanza semplice in modalità manuale, facendo così la fortuna degli - spesso economici - obiettivi privi di sistema autofocus.

Sono tornati in auge anche gli obiettivi super luminosi e si è tornati a parlare di aperture inferiori a F1.0; in questo settore Mitakon si è fatta notare con il suo 50mm f/0.95, che ora è stato reso disponibile in pre-order anche per le mirrorless full frame Sony A7, A7R e A7S, ossia con innesto FE. La resa dello sfocato sull'ampio sensore da 35mm delle mirrorless Sony potrebbe essere una caratteristica in grado di attirare molti: al momento è in preordine a prezzo scontato: $799,00, contro i $999,00 di listino.


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Mac OS X: nuova interfaccia grafica a partire dalla prossima major release

Written By Unknown on Senin, 05 Mei 2014 | 19.04

Il prossimo aggiornamento di Mac OS X potrebbe occupare gran parte della prossima WWDC per via delle numerose novità dal punto di vista grafico, togliendo visibilità proprio ad iOS 8, le cui novità più importanti potrebbero essere annunciate più tardi ed introdotte con una versione ancora successiva.

Mac OS X 10.10 concept

Mac OS X Concept: tutte le foto

Secondo quanto riportato da 9To5Mac, Apple potrebbe aver impiegato alcuni dei talenti in precedenza al lavoro sull'interfaccia grafica di iOS per portare a termine l'evoluzione del design di OS X 10.10. Quest'ultimo presenterà, secondo le fonti, un'interfaccia grafica totalmente ridisegnata, probabilmente con un aspetto che ricorderà le nuove caratteristiche estetiche della piattaforma operativa mobile.

Si tratterebbe di una novità, in quest'ultimo caso, che la stessa società aveva in qualche modo smentito non troppo tempo addietro, quando Ive e Federighi sostenevano le diversità fra Mac OS X e iOS, prodotti pensati con finalità e sistemi di puntamento diversi. La nuova grafica della piattaforma desktop potrebbe avere più "spazi bianchi", secondo le fonti citate da 9To5Mac, angoli per le finestre più definiti, icone più contrastate e vari elementi dell'interfaccia ripresi da iOS.

Apple potrebbe introdurre anche nuove funzionalità oltre alla rivisitazione grafica, tuttavia al momento non è possibile sapere cosa stia bollendo in pentola negli uffici di Cupertino. Mac OS X rappresenterà il fulcro della WWDC, ma questo non significa che iOS 8 sarà abbandonato del tutto. Si tratterà, tuttavia, di una revisione di minore entità rispetto ad iOS 7, con le nuove feature che saranno rilasciate non prima di iOS 8.1, dal momento che Apple ha concentrato le proprie risorse soprattutto su Mac OS.

Quanto presentato all'interno della WWDC dal 2 al 6 giugno non sarà rilasciato alle masse prima del prossimo autunno. Seguendo i piani tradizionali della società, i software verranno lanciati in via preliminare in qualità di developer preview in tempi brevi dopo l'annuncio, disponibili esclusivamente per gli sviluppatori che hanno accesso al portale relativo ufficiale.


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ZoneAlarm con Antivirus

scheda aggiornata 1 ora fa

Tool di protezione che combina un antivirus e un firewall per assicurare la più elevata sicurezza del proprio sistema.


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Internet of Things, deve cambiare la sicurezza in azienda

L'affermazione del paradigma dell'Internet of Things, ed in particolare le capacità dei dispositivi di generare informazione e mutare il loro stato e quello dell'ambiente che li circonda, porterà i Chief Information Security Officer a ridefinire la portata delle loro attività di sicurezza oltre le attuali responsabilità. La società di analisi di mercato Gartner prevede infatti che i requisiti di sicurezza per IoT daranno nuova forma ed espanderanno i programmi di sicurezza di oltre la metà dei dipartimenti IT delle grandi aziende entro il 2020, per via di un cambiamento nelle piattaforme supportate e nella portata dei servizi.

Earl Perkins, research vice president per Gartner, ha commentato: "IoT sta ridisegnando i confini delle responsabilità IT per l'azienda. I dispositivi IoT hanno la capacità di cambiare lo stato dell'ambiente attorno a loro o il loro stesso stato, per esempio aumentando automaticamente la temperatura di una stanza una volta che un sensore ha determinato che è troppo freddo, o regolando il flusso dei fluidi per un paziente in un letto d'ospedale, sulla base delle sue informazioni mediche. Rendere sicuro IoT espande le responsabilità delle tradizionali pratiche di sicurezza IT per ogni nuovi dispositivo che si aggiunge e per ciascun nuovo caso d'uso".

Perkins osserva come i CISO dovranno procedere ad una rivalutazione delle pratiche e dei processi di sicurezza alla luce dell'impatto IoT, analizzando ogni elemento degli attuali principi della sicurezza IT in azienda. L'amministrazione, la gestione e l'operatività delle funzioni di sicurezza dovranno cambiare per adattarsi meglio alle maggiori responsabilità, similmente ai cambiamenti che sono stati necessario dopo l'avvento del BYOD, del mobile e del cloud, ma su più grande scala e con maggior ampiezza di vedute. Sebbene i casi d'uso identificati quotidianamente siano nuovi ed innovativi, le tecnologie ed i servizi sottostanti raramente sono altrettanto nuovi e difficilmente sono uniformi per architettura e design. Ciascun profilo di caso di rischio è caratterizzato da specifici requisiti che potrebbero risultare nell'uso di vecchie architetture di piattaforme e servizi con una nuova tecnologia soprastante per migliorare le prestazioni ed il controllo.

I CISO non dovrebbero dare per scontato che le attuali tecnologie e servizi di sicurezza debbano essere sostituiti, ma dovrebbero invece valutare le potenzialità dell'integrazione di nuove soluzioni di sicurezza con quelle già in essere. Molti fornitori di prodotti e servizi di sicurezza stanno già allargando la propria offerta, incorporando il supporto di base per sistemi embedded e comunicazioni machine-to-machine in ottica IoT. D'altra parte è vero che allo stato attuale delle cose non esiste ancora un insieme di "best practices" che offrano ai CISO un quadro di lavoro su come incorporare i principi di sicurezza IoT in azienda.

E' inoltre opportunto considerare due ulteriori elementi: dapprima l'impressionante numero di combinazioni possibili tra dispositvi, tecnologie e servizi nel mondo IoT, in seconda battuta il fatto che ciò che costituisce IoT stesso è ancora elemento di discussione. Mettere in sicurezza IoT è un compito in divenire, con i CISO che dovrebbero iniziare a definire strategie temporanee, sviluppando progetti di sicurezza per specifiche interazioni IoT all'interno di specifici casi d'uso e proseguendo in un secondo momento a definire pratiche comuni, architetture chiave e centri di competenza.

"I requisiti per rendere sicuro IoT saranno complessi, obbligando i CISO ad utilizzare un mix di approcci derivati dal mondo mobile e dalle architetture cloud, assieme a controllo industriale, automazione e sicurezza fisica. Fortunatamente molti dei requisiti di sicurezza IoT saranno comunque familiari ai CISO: le tecnologie ed i servizi che sono stati usati per decenni per la sicurezza delle varie fasi della storia dei computer sono ancora applicabili nella maggior parte dei casi" ha concluso Perkins.

Sul tema IoT abbiamo recentemente pubblicato un'interessante intervista di approfondimento con Wind River, trattando anche i temi della sicurezza. La trovate a questa pagina.


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Samsung riconosciuta colpevole di aver violato brevetti Apple

Written By Unknown on Minggu, 04 Mei 2014 | 19.04

Giunge al termine la battaglia legale che ha visto contrapposte nelle ultime settimane Samsung e Apple, incentrata sulla violazione di brevetti detenute dalle due aziende. Samsung è stata giudicata colpevole di aver violato alcuni brevetti detenuti da Apple e multata per 119,6 milioni di dollari USA.

Una vittoria per Apple quindi? La risposta è indubbiamente positiva, per quanto l'azienda americana è stata riconosciuta altrettanto colpevole per aver violato un brevetto detenuto da Samsung. Da questo una multa per 158.400 dollari. Il rapporto tra quanto Apple dovrà dare a Samsung a titolo di risarcimento danni è 1/755 volte quello che Samsung dovrà corrispondere a Apple.

Nello specifico la giuria ha riconosciuto Samsung colpevole di aver violato il brevetto Apple 647, quick links, ma non quelli 959 universal search e 414 background sync. Alcuni dispositivi Samsung sono stati ritenuti dalla giuria come tali da violare il brevetto 721 slide to unlock, ma non altri. A carico di Samsung anche la violazione del brevetto 172 automatic word correction. La multa di 119,6 milioni di dollari inflitta a Samsung è ben inferiore ai 2,2 miliardi di dollari che erano stati inizialmente richiesti da Apple.

Apple è stata riconosciuta colpevole dalla giuria di aver violato il brevetto Samsung 449, riferito all'organizzazione in directory di immagini e video, riconoscendo a Samsung una compensazione per 158.400 dollari.

Nel complesso quindi una vittoria per Apple, che vede riconosciute le proprie richieste, ma con un controvalore economico ben inferiore rispetto alle iniziali richieste. E per Samsung quella che può sembrare una sconfitta non è tale all'atto pratico. Vero è che l'azienda coreana dovrà pagare una multa ma l'importo è ben inferiore rispetto a quanto inizialmente preventivato. Oltre a questo non è da tralasciare come Apple sia stata ritenuta responsabile di una violazione di brevetti Samsung, cosa che non era mai avvenuta prima.

Quello che è certo, in prospettiva, è che per entrambe le aziende questa battaglia è solo un passaggio verso la ricerca di posizioni sempre più dominanti nel mercato degli smartphone e più in generale dei dispositivi mobile.


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Twitter, primo trimestre 2014 tra luci ed ombre

Twitter ha presentato ieri i risultati del primo trimestre fiscale 2014: la compagnia registra un fatturato di 250 milioni di dollari che rappresenta una crescita del 119% rispetto ai 114,3 milioni dello stesso trimestre di un anno fa.

La piattaforma di microblogging registra inoltre 255 milioni di utenti attivi al mese, in crescita del 5,8% rispetto ai 241 milioni di utenti mensili rilevati nel corso del quarto trimestre 2013. Gli utenti mobile crescono del 31% (il riferimento è rispetto al primo trimestre dello scorso anno) a 198 milioni, mentre le visualizzazioni della timeline arrivano a 157 miliardi, in crescita del 15% rispetto al medesimo periodo dello scorso anno e del 6% rispetto al trimestre precedente.

Il fatturato pubblicitario è di 1,44 dollari per migliaia di visualizzazioni di timeline, crescendo del 96% anno su anno e in leggera flessione del 3,3% rispetto agli 1,49 dollari del trimestre precedente. La compagnia, per il trimestre in esame, non riesce ancora a generare utili mettendo a bilancio una perdita netta di 132 milioni di dollari.

Le azioni TWTR sono crollate del 10% nelle contrattazioni after-hours, con gli investitori che hanno reagito negativamente ai dati sulla crescita della base di utenti. L'analista Nel Doshi di CRT Capital Group ha affermato, a tal proposito: "Pare che il numero degli utenti mensili sia leggermente al di sotto delle aspettative, specialmente dopo così tanti eventi importanti avvenuti nel primo trimestre, come le Olimpiadi Invernali, il Super Bowl, gli Oscar, i Grammy, la crisi in Ucraina...".

Secondo gli investitori, Twitter deve riuscire a fare di più per spingere la base utenti. Si tratta però di una situazione nota all'azienda, con il CEO Dick Costolo che a febbraio, in occasione della presentazione dei risultati del trimestre precedente, aveva riconosciuto come i nuovi utenti trovassero qualche difficoltà nell'approcciarsi al servizio e di quanto fosse vitale per Twitter che venga compreso dai nuovi utenti sin dal primo momento. Queste considerazioni hanno portato Twitter ad elaborare qualche modifica per semplificare la fruizione della piattaforma di microblogging (in tal senso va considerato il restyling del layout delle pagine di profilo, operata nelle scorse settimane), con alcune indiscrezioni che citano la possibilità di abbandonare in futuro i simboli distintivi come @ e # che, sebbene molto popolari e amati dagli utenti di vecchia data, rappresentano convenzioni inizialmente misteriose per i nuovi utenti.


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I film? Fra 10 anni si pagheranno "per pollice"

Nell'industria cinematografica del futuro la visione di un film sarà pagata "per pollice", è questa la visione di Jeffrey Katzenberg, CEO di DreamWorks Animation, importante studio di produzione che ha dato vita a successi d'animazione come Shrek, Madagascar, Kung Fu Panda e Dragon Trainer.

Durante un dibattito in occasione della Milken Global Conference di Beverly Hills, Katzenberg ha affermato: "Credo che cambierà il modello e non si pagherà più per il periodo di disponibilità. Un film arriverà nelle sale dove verrà proiettato in esclusiva per 17 giorni, tre weekend, dove si raccoglie di norma il 95% del fatturato per il 98% dei film. A partire dal diciottesimo giorno il film verrà reso disponibile ovunque e si pagherà per la dimensione dello schermo su cui viene fruito. Il prezzo al cinema sarà di 15 dollari, su una TV da 75 pollici sarà di 4 dollari e su un smartphone sarà di 1,99 dollari. Le realtà che esisteranno quando questo accadrà, e accadrà, reinventeranno l'industria del cinema".

Secondo il CEO di Dreamworks si tratta di uno scenario che diventerà realtà nel giro dei prossimi 10 anni, in un settore che ora come ora non è in crescita e che ha bisogno di un'idea capace di reniventarlo completamente. Del resto la rapida proliferazione di dispositivi portatili con schermi di dimensioni relativamente piccole per il consumo di contenuti multimediali rappresenta una novità con cui il mondo del cinema dovrà obbligatoriamente confrontarsi e per la quale la distribuzione multipiattaforma rappresenterà un elemento imprescindibile.

E' tuttavia la filosofia del costo "per pollice" che pare un po' bizzarra: i servizi (come Netflix ed iTunes per esempio) che già attualmente offrono gli stessi contenuti per varie tipologie di dispositivi praticano un modello di business basato su un abbonamento o sul singolo prezzo di acquisto a prescindere dalla dimensione dello schermo su cui il contenuto verrà fruito. Partendo dalla situazione attuale il passaggio verso lo scenario tracciato da Katzenberg non sembra del tutto indolore: il pubblico dovrà infatti abituarsi all'idea di un prezzo differenziato, mentre le realtà che si occupano della distribuzione dei contenuti dovranno adottare un nuovo sistema di controllo e verifica per assicurare il corretto addebito di ciascuna operazione di acquisto/noleggio.


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Twitter, primo trimestre 2014 tra luci ed ombre

Written By Unknown on Sabtu, 03 Mei 2014 | 19.04

Twitter ha presentato ieri i risultati del primo trimestre fiscale 2014: la compagnia registra un fatturato di 250 milioni di dollari che rappresenta una crescita del 119% rispetto ai 114,3 milioni dello stesso trimestre di un anno fa.

La piattaforma di microblogging registra inoltre 255 milioni di utenti attivi al mese, in crescita del 5,8% rispetto ai 241 milioni di utenti mensili rilevati nel corso del quarto trimestre 2013. Gli utenti mobile crescono del 31% (il riferimento è rispetto al primo trimestre dello scorso anno) a 198 milioni, mentre le visualizzazioni della timeline arrivano a 157 miliardi, in crescita del 15% rispetto al medesimo periodo dello scorso anno e del 6% rispetto al trimestre precedente.

Il fatturato pubblicitario è di 1,44 dollari per migliaia di visualizzazioni di timeline, crescendo del 96% anno su anno e in leggera flessione del 3,3% rispetto agli 1,49 dollari del trimestre precedente. La compagnia, per il trimestre in esame, non riesce ancora a generare utili mettendo a bilancio una perdita netta di 132 milioni di dollari.

Le azioni TWTR sono crollate del 10% nelle contrattazioni after-hours, con gli investitori che hanno reagito negativamente ai dati sulla crescita della base di utenti. L'analista Nel Doshi di CRT Capital Group ha affermato, a tal proposito: "Pare che il numero degli utenti mensili sia leggermente al di sotto delle aspettative, specialmente dopo così tanti eventi importanti avvenuti nel primo trimestre, come le Olimpiadi Invernali, il Super Bowl, gli Oscar, i Grammy, la crisi in Ucraina...".

Secondo gli investitori, Twitter deve riuscire a fare di più per spingere la base utenti. Si tratta però di una situazione nota all'azienda, con il CEO Dick Costolo che a febbraio, in occasione della presentazione dei risultati del trimestre precedente, aveva riconosciuto come i nuovi utenti trovassero qualche difficoltà nell'approcciarsi al servizio e di quanto fosse vitale per Twitter che venga compreso dai nuovi utenti sin dal primo momento. Queste considerazioni hanno portato Twitter ad elaborare qualche modifica per semplificare la fruizione della piattaforma di microblogging (in tal senso va considerato il restyling del layout delle pagine di profilo, operata nelle scorse settimane), con alcune indiscrezioni che citano la possibilità di abbandonare in futuro i simboli distintivi come @ e # che, sebbene molto popolari e amati dagli utenti di vecchia data, rappresentano convenzioni inizialmente misteriose per i nuovi utenti.


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