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Al GDC tecnologia di rendering da prossima generazione da Activision

Written By Unknown on Selasa, 22 Januari 2013 | 19.03

Actvision Blizzard terrà una presentazione al GDC in cui mostrerà una nuova tecnologia di rendering dei personaggi per la prossima generazione di hardware per il gaming.

Jorge Jimenez, uomo della divisione R&D per la grafica in tempo reale di Activision Blizzard, parlerà per 60 minuti all'interno di una presentazione intitolata 'Rendering fotorealistico di occhi e deformazione'. Jimenez condividerà alcuni dettagli sulle tecniche avanzate di rendering di personaggi fotorealistici per la prossima generazione di giochi e hardware, sviluppate dal reparto ricerca e sviluppo di Activision Blizzard.

Jimenez mostrerà ombreggiature di alta qualità pronte per la prossima generazione e gestibili da "un impianto di gioco plausibile". Discuterà anche delle tecniche proprietarie di Activision per la gestione del subsurface scattering, ombreggiatura degli occhi, anti-aliasing, profondità di campo e filtro delle immagini.

Jimenez è solito, inoltre, a fornire dettagli tecnici sul suo blog, che vi invitiamo a consultare per ulteriori informazioni.


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K-Lite Codec Tweak Tool

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K-Lite Codec Tweak Tool è uno strumento per la ricerca e la rimozione dei codec danneggiati. Se il tool individua un codec danneggiato, fornisce all'utente tutti i dettagli del caso e la possibilità di rimuoverlo dal sistema.


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Un metamateriale per la scansione a microonde

Un gruppo di ingegneri della Duke University sta lavorando allo sviluppo di un sensore di immagine più efficiente, versatile ed economico che può essere utilizzato per applicazioni di sicurezza, come gli scanner total-body negli aeroporti o nelle stazioni o per sistemi anticollisione per veicoli terrestri, aerei o marittimi.

Si tratta di un particolare metamateriale (cioè un materiale artificiale con particolari proprietà elettromagnetiche, determinate non solo dalla composizione chimica ma anche dalla sua struttura geometrica) capace di rilevare la radiazione elettromagnetica nello spettro delle microonde, producendo immagini bidimensionali. I ricercatori stanno ora lavorando per poter trasferire il concetto in uno scenario "real-world" con un sistema capace di produrre immagini in tre dimensioni.

Il metamateriale è un sottile laminato di piccoli quadrati intagliati nel rame e disposti come fossero una scacchiera. Ciascun intaglio è sintonizzato su una specifica frequenza: si tratta quindi di migliaia di piccoli "diaframmi", ciascuno capace di rilevare una frequenza specifica e che concorrono tutti insieme alla composizione dell'immagine complessiva.

John Hunt, ricercatore che sta lavorando al progetto, ha commentato: "Traendo vantaggio dalle proprietà uniche di questo metapateriale siamo stati capaci di realizzare un sistema capace di compiere un'imaging a microonde senza lenti o parti mobili". Il metamateriale realizzato dai ricercatori è risultato inoltre essere sufficientemente flessibile e resistente da poter essere appeso al muro, avvolto attorno ad oggetti o deposto sul pavimento come fosse un tappeto, dimostrandosi così una valida alternativa economica per varie applicazioni di sensori.

Hunt ha spiegato che molte delle attuali implementazioni di sistemi di sicurezza e scanning prevedono un singolo dispositivo sensore che attraverso supporti meccanici si muove dinnanzi all'oggetto da analizzare, catturando varie immagini che devono poi essere ricomposte in un'unica scena in un secondo tempo. Il nuovo dispositivo è invece capace di effettuare la scansione della scena complessiva in una sola operazione, portando così ad un monitoraggio più rapido ed efficiente.

Spiega Tom Driscoll, ricercatore anch'esso coinvolto nel progetto: "Ciascun elemento individuale del metamateriale è sintonizzato su una frequenza specifica. Assieme i vari elementi possono analizzare l'intera gamma per raccogliere informazioni molto rapidamente. Questo sistema ti permette di catturare e comprimere l'immagine nel momento in cui la si acquisisce, evitando così di dover utilizzare sistemi accessori" ha dichiarato Tom Driscoll, che sta lavorando al progetto.


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Mega c'è. Kim Dotcom offre 50GB a tutti, ma occhio alla password

Written By Unknown on Senin, 21 Januari 2013 | 19.04

Mega è online da qualche ora e i numeri sono già impressionanti. Oltre 100.000 iscritti nella prima ora, nonostante rallentamenti nel processo di iscrizione e problemi vari nell'accesso al servizio. Mentre leggete queste righe, a circa 24 ore dal lancio, sono oltre un milione gli utenti che hanno registrato una propria utenza in quello che viene definito dal proprio creatore, Kim Dotcom, come il servizio cloud più sicuro del mondo.

Cerchiamo di capire di cosa si tratta con una breve storia di quello che c'era prima, dicendo subito che era qualcosa di molto diverso. Megaupload era uno dei più celebri siti web di file hosting, dicitura divenuta nel frattempo "old" a cui viene oggi preferita la più elegante e attuale "cloud storage". Nella sostanza poco cambia: il servizio consisteva nel mettere a disposizione dell'utenza uno spazio di archiviazione gratuito online (2GB), con possibilità di estensione adottando membership a pagamento.

Fin qui nulla di strano, un servizio offerto da molti. Il vero motivo di successo stava nel poter scaricare praticamente qualsiasi cosa, film compresi, rendendolo di fatto un enorme contenitore di file a disposizione di tutti, facendosi beffe di ogni tipo di diritto di autore. Ecco spiegato come, nel culmine del proprio successo, Megaupload fosse arrivato a costituire da solo il 4% del traffico internet a livello globale, con 150 milioni di utenze registrate e 50 milioni di visitatori al giorno.

Numeri impressionanti, che hanno spinto le major e il governo degli Stati Uniti a prendere contromisure drastiche, con blitz che non sarebbero sfigurati in alcuni film di azione. Megaupload chiuso, e grane legali per Kim Dotcom, la persona dietro a questo servizio. Certe azioni e certi nemici avrebbero spaventato molti, ma non certo Kim Dotcom, che ha un caratterino niente male.

Non solo ha scelto di aprire il Mega ad un anno esatto dal blitz che ha portato alla chiusura di Megaupload (e anche dei siti satellite Megavideo e Megaporn), ma non si è mai fatto mancare la soddisfazione di "punzecchiare" i responsabili della chiusura di Megaupload, ad onor del vero con un sagacia e frecciatine sottili.

Kim DotCom era e rimane controverso: da una parte la sua sfida a muso duro ai poteri forti lo ha fatto assurgere a mito per molti, dall'altra non si può escludere che in passato abbia fatto della violazione del copyright un'opportunità per fare veramente molti soldi. Quando parliamo di punzecchiare, parliamo di azioni come quella avvenuta in occasione della nascita delle sue due figlie gemelle: parte della placenta è stata spedita all'FBI, perché controllasse che non ci fosse "DNA pirata". 


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Canon 5D Mk III per il nuovo ritratto presidenziale di Barack Obama: ecco i dati di scatto

Canon 5D Mk III per il nuovo ritratto presidenziale di Barack Obama: ecco i dati di scatto

"Una Canon EOS 5D Mark III è la fotocamera eletta a ritrarre Barack Obama all'inizio del suo secondo mandato alla Casa Bianca: dagli EXIF maggiori informazioni sullo scatto"

Nuovo mandato, nuovo ritratto. Il Presidente Barack Obama ha giurato ieri in forma privata e effettuerà la cerimonia pubblica quest'oggi, ma il ritratto per il suo secondo mandato alla presidenza degli Stati Uniti è già pronto. Lo scatto è stato affidato al fotografo Pete Souza e dai dati EXIF dello scatto è possibile ricavare alcuni dettagli.

La fotocamera utilizzata per lo scatto è una Canon EOS 5D Mark III, equipaggiata con la costosa ottica 85mm f/1.2L. Souza ha scelto di scattare con diaframma f/7.1 a 1/125 di secondo e con la sensibilità impostata a 200 ISO. Per la post produzione dello scatto ha utilizzato Adobe Photoshop CS5.

Analizzando in dettaglio lo scatto (qui la versione ad alta risoluzione) è possibile ricostruire anche gli strumenti utilizzati per l'illuminazione dello studio ovale: soffermandosi sul particolare degli occhi è evidente come il fotografo si sia affidato a due octobox per l'illuminazione del soggetto.

Il ritratto del mandato precedente aveva fatto parlare di sé in quanto fu il primo scattato con una fotocamera digitale, in quel caso una Canon EOS 5D Mark II. I parametri di scatto 4 anni fa erano stati ISO 100, f/10, 1/125s, focale 105mm e un profilo di illuminazione leggermente diverso.


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17 nuovi processori Intel per sistemi desktop e notebook

Intel ha aggiornato nella serata di ieri il proprio listino prezzi ufficiale per i processori, introducendo alcune novità che riguardano le soluzioni delle famiglie Celeron e Pentium basate su architettura Ivy Bridge e pertanto costruite con tecnologia produttiva a 22 nanometri.

La prima novità riguarda il modello Pentium G2130, soluzione dual core con frequenza di clock di 3,2 GHz e cache da 3 Mbytes che debutta sul mercato a 86 dollari di listino. Il lancio di questa CPU porta ad una riduzione di prezzo del modello G2120 già presente in commercio, passato dai precedenti 86 dollari a 75 dollari. Sempre restando nella famiglia Pentium troviamo le soluzioni G2020 e G2010, con frequenze di clock pari rispettivamente a 2,9 GHz e 2,8 GHz, caratterizzate da un listino di 64 dollari. E' sempre di 64 dollari il prezzo del modello Pentium G2020T, con frequenza di clock di 2,5 GHz e TDP inferiore a quello degli altri modelli Pentium sino a qui indicati.

Passando alla famiglia Celeron troviamo i modelli G1620 e G1610, entrambi con architettura dual core e caratterizzati da frequenze di clock pari a 2,7 GHz e 2,6 GHz. La cache è pari a 2 Mbytes contro i 3 delle proposte Pentium, mentre i listini sono pari rispettivamente a 52 dollari e 42 dollari. La CPU Celeron G1610T con frequenza di clock di 2,3 GHz e prezzo di 42 dollari si differenzia per il TDP più contenuto, al pari di quanto visto poco sopra per il modello Pentium G2020T.

Troviamo al debutto anche il processore Core i3-3210, modello caratterizzato da una frequenza di clock di 3,2 GHz con architettura dual core, tecnologia HyperThreading e cache da 3 Mbytes proposto ad un listino ufficiale di 117 dollari che è identico a quello del modello Core i3-3320 (clock di 3,3 GHz). Simile dinamica per la soluzione Core i7-3540, modello dual core con tecnologia HyperThreading destinato a sistemi notebook che opera alla frequenza di clock di 3 GHz, superiore di 100 MHz rispetto a quella del modello Core i7-3520 proposto allo stesso listino di 346 dollari.

Restando nell'ambito delle soluzioni mobile il listino prezzi aggiornato di Intel propone questi nuovi modelli:

  • Core i5-3380M: 2 core, 4 threads, cache 3Mbytes, 2,9 GHz, 22nm, 86 dollari;
  • Core i5-3340M: 2 core, 4 threads, cache 3Mbytes, 2,7 GHz, 22nm, 86 dollari;
  • Core i7-3687U: 2 core, 4 threads, cache 4Mbytes, 2,1 GHz, 22nm, 86 dollari;
  • Core i5-3437U: 2 core, 4 threads, cache 3Mbytes, 1,9 GHz, 22nm, 86 dollari;
  • Celeron 1020M: 2 core, 2 threads, cache 2Mbytes, 2,1 GHz, 22nm, 86 dollari;
  • Celeron 1000M: 2 core, 2 threads, cache 2Mbytes, 1,8 GHz, 22nm, 86 dollari;
  • Celeron 1037U: 2 core, 2 threads, cache 2Mbytes, 1,8 GHz, 22nm, 86 dollari;
  • Celeron 1007U: 2 core, 2 threads, cache 2Mbytes, 1,5 GHz, 22nm, 86 dollari.

Il listino prezzi aggiornato di Intel è disponibile online a questo indirizzo; ricordiamo che i prezzi indicati sono espressi in dollari USA per i distributori, per lotti di 1.000 processori tasse escluse.


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Con PlayStation 4 Sony abbandonerà il DualShock

Written By Unknown on Minggu, 20 Januari 2013 | 19.03

La prossima PlayStation metterà fine a una tradizione lunga 16 anni. Nel 1997, infatti, il primo esemplare di DualShock comparve sugli scaffali dei negozi di videogiochi come controller secondario per PlayStation. La notizia dell'abbandono di Sony a DualShock proviene da Cvg: il noto sito britannico, infatti, ha appreso l'informazione da una fonte appartenente a un team di sviluppo che già sta lavorando sulla versione primordiale di PlayStation 4.

PlayStation 4

Sony starebbe portanto avanti esperimenti estensivi presso il suo dipartimento di R&D nel tentativo di trovare le funzionalità che meglio si sposano al pubblico videoludico di oggi. Sul nuovo controller ci sarebbero sensori biometrici posti sulla parte della periferica dedicata all'impugnatura e uno schermo LCD di tipo touchscreen.

Una seconda fonte sentita da Cvg, appartenente a un altro team di sviluppo sempre legato a Sony, avrebbe aggiunto che gli ingegneri PlayStation stanno "cercando di emulare la stessa filosofia che sta alla base dell'interfaccia utente di PS Vita". Si riferisce probabilmente al fatto che ci sarà un touchscreen nella nuova periferica e al fatto che con la nuova console Sony vuole coniugare esigenze domestiche ed esigenze mobile.

La prossima console di Sony, che finora si conosce con il nome in codice di Orbis, verrebbe annunciata a breve, secondo le ultime indiscrezioni, addirittura nel giro di poche settimane. Avrebbe una capacità di calcolo superiore a quella della futura Xbox, anche se Sony si è sempre rifiutata di confermare queste indiscrezioni.

Tuttavia, anche se DualShock non sarà il controller principale della nuova console, è presumibile che i vecchi esemplari rimangano compatibili. Potrebbero servire da controller di supporto, con un rapporto simile a quello che intercorre tra telecomando Wii e GamePad Wii U.

Anche PlayStation 3, in realtà, venne lanciata senza il controller DualShock. In quel caso dipese dalla causa legale che coinvolgeva Sony e Immersion, la società che detiene il brevetto sulla tecnologia di vibrazione che sta alla base delle periferiche DualShock. In quel caso il supporto a DualShock in PlayStation 3 venne ripristinato in un secondo momento, quando Sony pagò 150 milioni di dollari in danni e spese legali per risolvere la controversia legale.

Il contratto di licenza tra Sony e Immersion ha validità fino al 2017, e Immersion ha dato facoltà a Sony di estendere la licenza anche alle future console. Tuttavia, le complicazioni dell'accordo potrebbero aver indotto Sony ad abbandonare la tecnologia Immersion e a costruire qualcosa di completamente proprietario.


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ASUS e Microsoft insieme per un Padfone con Windows 8?

Il produttore taiwanese ASUS starebbe, secondo le ultime indiscrezioni, discutendo con Microsoft per iniziare a produrre alcuni dispositivi, come ad esempio un Padfone, basato sul nuovo sistema opeartivo della compagnia di Redmond, ovvero Windows (Phone) 8.

Le informazioni giungono dal corporate vice president di ASUS, Benson Lin, che ha espresso le inenzioni sopra citate nel corso di una intervista rilasciata e pubblicata in queste ultime ore da Wall Street Journal.

Nel corso del 2012 ASUS ha raccolto un discreto successo grazie al proprio tablet da 7 pollici realizzato in collaborazione con Google che prende il nome di Nexus 7. Nel settore smartphone l'azienda taiwanese non è mai stata molto attiva ed è più che altro conosciuta per il proprio Padfone, lo smartphone convertibile che si trasforma in tablet se inserito nell'apposita dock.

Secondo quanto dichiarato da Benson Lin, proprio il particolare form factor del proprio Padfone sarebbe il motivo per il quale lo stesso potrebbe accogliere Windows 8 come sistema operativo. Nella realtà, Windows 8 RT, la versione per tablet ARM di Windows 8 non è cosi sovrapponibile con Windows Phone 8 come accade per le versioni di Android che attualmente equipaggiano Padfone 2.

Per questo motivo la domanda sorge spontanea, in che modo può essere possibile passare da un OS all'altro senza troppi problemi? Ora come ora è praticamente impossibile rispondere a questa domanda. Per questo motivo rimandiamo ogni possibile giudizio al momento di una eventuale conferma del progetto.


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Sony vende la sede di Sony Corporation of America

Sony Corporation of America, sussidiaria interamente di proprieta di Sony Corporation, ha annunciato oggi di aver sottoscritto un contratto per la vendita degli immobili del suo quartier generale statunitense, situato a 550 Madison Avenue a New York City, ad un consorzio guidato da The Chetrit Group, titolare di varie proprietà commerciali a New York City e in altri importanti mercati immobiliari degli Stati Uniti.

Il prezzo di vendita pattuito è di 1,1 miliardi di dollari, con la transazione che verrà completata nel corso del mese di marzo 2013. Sony Corporation of America e altre divisioni di business (tra cui Sony Music Entertainment, Sony/ATV Music Publishing e Sony Pictures Entertainment) continueranno ad occupare la sede per altri tre anni secondo un accordo di leaseback sottoscritto con il compratore.

Dopo aver ripianato i debiti legati all'immobile e altri costi legati alla transazione, Sony potrà contabilizzare un fatturato netto di circa 770 milioni di dollari, con stime di utile operativo che dovrebbe poter ammontare a circa 685 milioni di dollari.

L'azienda sta ora riconsiderando le previsioni dei risultati finanziari per l'anno fiscale in corso, che si concluderà il 31 marzio 2013, dal momento che la vendita dell'immobile della sede USA potrebbe condizionare le previsioni precedentemente elaborate.

Sony sta adottando una serie di iniziative che hanno lo scopo di irrobustire le proprie fondamenta finanziare e la competitività del business per la crescita futura. L'azienda sta cercando di bilanciare entrate e uscite e sta lavorando per migliorare il flusso di cassa selezionando con attenzione gli investimenti, vendendo asset e rafforzando il controllo sul capitale operativo e sull'inventario. La vendita dell'immobile della sede di Sony Corporation of America rientra sotto il cappello di queste iniziative.

Nel corso dei mesi passati anche AMD, con lo stabilimento Lone Star di Austin, Texas, e Nokia, con il quartier generale di Espoo, Finlandia, hanno intrapreso azioni di sale-and-leaseback allo scopo di liberare capitali da poter utilizzare per le operazioni di business.


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Con PlayStation 4 Sony abbandonerà il DualShock

Written By Unknown on Sabtu, 19 Januari 2013 | 19.03

La prossima PlayStation metterà fine a una tradizione lunga 16 anni. Nel 1997, infatti, il primo esemplare di DualShock comparve sugli scaffali dei negozi di videogiochi come controller secondario per PlayStation. La notizia dell'abbandono di Sony a DualShock proviene da Cvg: il noto sito britannico, infatti, ha appreso l'informazione da una fonte appartenente a un team di sviluppo che già sta lavorando sulla versione primordiale di PlayStation 4.

PlayStation 4

Sony starebbe portanto avanti esperimenti estensivi presso il suo dipartimento di R&D nel tentativo di trovare le funzionalità che meglio si sposano al pubblico videoludico di oggi. Sul nuovo controller ci sarebbero sensori biometrici posti sulla parte della periferica dedicata all'impugnatura e uno schermo LCD di tipo touchscreen.

Una seconda fonte sentita da Cvg, appartenente a un altro team di sviluppo sempre legato a Sony, avrebbe aggiunto che gli ingegneri PlayStation stanno "cercando di emulare la stessa filosofia che sta alla base dell'interfaccia utente di PS Vita". Si riferisce probabilmente al fatto che ci sarà un touchscreen nella nuova periferica e al fatto che con la nuova console Sony vuole coniugare esigenze domestiche ed esigenze mobile.

La prossima console di Sony, che finora si conosce con il nome in codice di Orbis, verrebbe annunciata a breve, secondo le ultime indiscrezioni, addirittura nel giro di poche settimane. Avrebbe una capacità di calcolo superiore a quella della futura Xbox, anche se Sony si è sempre rifiutata di confermare queste indiscrezioni.

Tuttavia, anche se DualShock non sarà il controller principale della nuova console, è presumibile che i vecchi esemplari rimangano compatibili. Potrebbero servire da controller di supporto, con un rapporto simile a quello che intercorre tra telecomando Wii e GamePad Wii U.

Anche PlayStation 3, in realtà, venne lanciata senza il controller DualShock. In quel caso dipese dalla causa legale che coinvolgeva Sony e Immersion, la società che detiene il brevetto sulla tecnologia di vibrazione che sta alla base delle periferiche DualShock. In quel caso il supporto a DualShock in PlayStation 3 venne ripristinato in un secondo momento, quando Sony pagò 150 milioni di dollari in danni e spese legali per risolvere la controversia legale.

Il contratto di licenza tra Sony e Immersion ha validità fino al 2017, e Immersion ha dato facoltà a Sony di estendere la licenza anche alle future console. Tuttavia, le complicazioni dell'accordo potrebbero aver indotto Sony ad abbandonare la tecnologia Immersion e a costruire qualcosa di completamente proprietario.


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