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Con PlayStation 4 Sony abbandonerà il DualShock

Written By Unknown on Sabtu, 19 Januari 2013 | 19.03

La prossima PlayStation metterà fine a una tradizione lunga 16 anni. Nel 1997, infatti, il primo esemplare di DualShock comparve sugli scaffali dei negozi di videogiochi come controller secondario per PlayStation. La notizia dell'abbandono di Sony a DualShock proviene da Cvg: il noto sito britannico, infatti, ha appreso l'informazione da una fonte appartenente a un team di sviluppo che già sta lavorando sulla versione primordiale di PlayStation 4.

PlayStation 4

Sony starebbe portanto avanti esperimenti estensivi presso il suo dipartimento di R&D nel tentativo di trovare le funzionalità che meglio si sposano al pubblico videoludico di oggi. Sul nuovo controller ci sarebbero sensori biometrici posti sulla parte della periferica dedicata all'impugnatura e uno schermo LCD di tipo touchscreen.

Una seconda fonte sentita da Cvg, appartenente a un altro team di sviluppo sempre legato a Sony, avrebbe aggiunto che gli ingegneri PlayStation stanno "cercando di emulare la stessa filosofia che sta alla base dell'interfaccia utente di PS Vita". Si riferisce probabilmente al fatto che ci sarà un touchscreen nella nuova periferica e al fatto che con la nuova console Sony vuole coniugare esigenze domestiche ed esigenze mobile.

La prossima console di Sony, che finora si conosce con il nome in codice di Orbis, verrebbe annunciata a breve, secondo le ultime indiscrezioni, addirittura nel giro di poche settimane. Avrebbe una capacità di calcolo superiore a quella della futura Xbox, anche se Sony si è sempre rifiutata di confermare queste indiscrezioni.

Tuttavia, anche se DualShock non sarà il controller principale della nuova console, è presumibile che i vecchi esemplari rimangano compatibili. Potrebbero servire da controller di supporto, con un rapporto simile a quello che intercorre tra telecomando Wii e GamePad Wii U.

Anche PlayStation 3, in realtà, venne lanciata senza il controller DualShock. In quel caso dipese dalla causa legale che coinvolgeva Sony e Immersion, la società che detiene il brevetto sulla tecnologia di vibrazione che sta alla base delle periferiche DualShock. In quel caso il supporto a DualShock in PlayStation 3 venne ripristinato in un secondo momento, quando Sony pagò 150 milioni di dollari in danni e spese legali per risolvere la controversia legale.

Il contratto di licenza tra Sony e Immersion ha validità fino al 2017, e Immersion ha dato facoltà a Sony di estendere la licenza anche alle future console. Tuttavia, le complicazioni dell'accordo potrebbero aver indotto Sony ad abbandonare la tecnologia Immersion e a costruire qualcosa di completamente proprietario.


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ASUS e Microsoft insieme per un Padfone con Windows 8?

Il produttore taiwanese ASUS starebbe, secondo le ultime indiscrezioni, discutendo con Microsoft per iniziare a produrre alcuni dispositivi, come ad esempio un Padfone, basato sul nuovo sistema opeartivo della compagnia di Redmond, ovvero Windows (Phone) 8.

Le informazioni giungono dal corporate vice president di ASUS, Benson Lin, che ha espresso le inenzioni sopra citate nel corso di una intervista rilasciata e pubblicata in queste ultime ore da Wall Street Journal.

Nel corso del 2012 ASUS ha raccolto un discreto successo grazie al proprio tablet da 7 pollici realizzato in collaborazione con Google che prende il nome di Nexus 7. Nel settore smartphone l'azienda taiwanese non è mai stata molto attiva ed è più che altro conosciuta per il proprio Padfone, lo smartphone convertibile che si trasforma in tablet se inserito nell'apposita dock.

Secondo quanto dichiarato da Benson Lin, proprio il particolare form factor del proprio Padfone sarebbe il motivo per il quale lo stesso potrebbe accogliere Windows 8 come sistema operativo. Nella realtà, Windows 8 RT, la versione per tablet ARM di Windows 8 non è cosi sovrapponibile con Windows Phone 8 come accade per le versioni di Android che attualmente equipaggiano Padfone 2.

Per questo motivo la domanda sorge spontanea, in che modo può essere possibile passare da un OS all'altro senza troppi problemi? Ora come ora è praticamente impossibile rispondere a questa domanda. Per questo motivo rimandiamo ogni possibile giudizio al momento di una eventuale conferma del progetto.


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Sony vende la sede di Sony Corporation of America

Sony Corporation of America, sussidiaria interamente di proprieta di Sony Corporation, ha annunciato oggi di aver sottoscritto un contratto per la vendita degli immobili del suo quartier generale statunitense, situato a 550 Madison Avenue a New York City, ad un consorzio guidato da The Chetrit Group, titolare di varie proprietà commerciali a New York City e in altri importanti mercati immobiliari degli Stati Uniti.

Il prezzo di vendita pattuito è di 1,1 miliardi di dollari, con la transazione che verrà completata nel corso del mese di marzo 2013. Sony Corporation of America e altre divisioni di business (tra cui Sony Music Entertainment, Sony/ATV Music Publishing e Sony Pictures Entertainment) continueranno ad occupare la sede per altri tre anni secondo un accordo di leaseback sottoscritto con il compratore.

Dopo aver ripianato i debiti legati all'immobile e altri costi legati alla transazione, Sony potrà contabilizzare un fatturato netto di circa 770 milioni di dollari, con stime di utile operativo che dovrebbe poter ammontare a circa 685 milioni di dollari.

L'azienda sta ora riconsiderando le previsioni dei risultati finanziari per l'anno fiscale in corso, che si concluderà il 31 marzio 2013, dal momento che la vendita dell'immobile della sede USA potrebbe condizionare le previsioni precedentemente elaborate.

Sony sta adottando una serie di iniziative che hanno lo scopo di irrobustire le proprie fondamenta finanziare e la competitività del business per la crescita futura. L'azienda sta cercando di bilanciare entrate e uscite e sta lavorando per migliorare il flusso di cassa selezionando con attenzione gli investimenti, vendendo asset e rafforzando il controllo sul capitale operativo e sull'inventario. La vendita dell'immobile della sede di Sony Corporation of America rientra sotto il cappello di queste iniziative.

Nel corso dei mesi passati anche AMD, con lo stabilimento Lone Star di Austin, Texas, e Nokia, con il quartier generale di Espoo, Finlandia, hanno intrapreso azioni di sale-and-leaseback allo scopo di liberare capitali da poter utilizzare per le operazioni di business.


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Fuga da Instagram: ancora poche ora prima dell'entrata in vigore dei nuovi Termini d'Uso

Written By Unknown on Jumat, 18 Januari 2013 | 19.03

Fuga da Instagram: ancora poche ora prima dell'entrata in vigore dei nuovi Termini d'Uso

"Domani, 19 gennaio 2013, entreranno in vigore i nuovi Termini d'Uso di Instagram: ancora poche ore per lasciare il servizio se non si è d'accordo con le importanti modifiche alle clausole d'utilizzo"

Domani è il giorno in cui entreranno in vigore i nuovi Termini d'Uso di Instagram: per chi non si trovasse a proprio agio con le nuove regole poste da Instagram per l'utilizzo del suo servizio di photo sharing rimangono ancora quindi poche ore per cancellare il proprio account con i vecchi termini di contratto.

La nuove clausole d'uso, che prevedono l'integrazione, ad esempio, della clausola arbitrale per impedire le class action, hanno creato parecchio scompiglio nella community degli Instagrammers: la prima versione addirittura sembrava voler aprire il campo alla vendita delle foto degli utenti, salvo vedere poi un deciso cambio di rotta e una rapida inversione di marcia da parte del CEO co-fondatore Kevin Systrom.

Se non vi siete ancora informati nel dettaglio sui nuovi termini d'uso e sul significato della clausola compromissoria, trovate tutti i dettagli in questo approfondimento, per la cui stesura ci siamo avvalsi della collaborazione di un esperto di giurisprudenza.


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AllBenchmark

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ALL Benchmark è un software che permette di valutare le prestazioni veloicstiche del proprio sistema, con particolare riferimento alle capacità di calcolo messe a disposizione da CPU e GPU, così da capire se sia adeguato all'utilizzo con i giochi 3D di ultima generazione oppure per la riproduzione di flussi video ad alta definizione.

Questi i differenti test che sono disponibili, a seconda del tipo di piattaforma che dev'essere analizzata:

  • KITTY - 576p (1024 x 576) - for testing netbooks and ultrabooks, requires 256 MB of GPU memory.
  • CAT - 720p (1280 x 720) - for testing the low end desktop computers, requires 512 MB of GPU memory
  • TIGER - 1080p (1920 x 1080) - for current desktop computers, requires 1024 MB of GPU memory
  • CATZILLA - 1440p (2560 x 1440) - for most demanding high-end computers, requires more than 1024 MB of GPU memory
  • CUSTOM based on your own options and features settings

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Vincitore del concorso fotografico National Geographic squalificato per aver eliminato un sacchetto

Il rapporto tra fotografia, manipolazione e rappresentazione del 'reale' è da sempre oggetto di controversie più o meno accese specialmente in un ambito, quello del reportage, il cui ruolo è quello di raccontare dei fatti. Non sono rari infatti i casi che hanno visto fotografi professionisti licenziati in tronco per aver manipolato delle immagini, pensiamo ad esempio alla vicenda di Brian Walski con il Los Angeles Times, o alla controversia tra Bryan Patrick e la National Professional Photographic Association. Se in qui casi però l'azione dei reporter di sintetizzare l'accaduto in un unico scatto era stato punito per la ragione di aver creato artificialmente una situazione in realtà non accaduta, quanto fatto dal fotografo di cui vi parliamo oggi è in realtà un intervento sullo scatto molto meno invadente.

Harry Fisch, questo il nome del fotografo in questione, ha partecipato, come altre migliaia di appassionati, ad un concorso fotografico indetto dalla prestigiosa rivista National Geographic, inviando una scatto realizzato presso Asi Gaht, Varanasi. Dopo qualche tempo riceve un e-mail direttamente dal photo editor della rivista che gli comunica che la sua foto è stata selezionata come vincitrice nella categoria Places del concorso e lo invita ad inviare il file RAW o comunque lo scatto originale senza nessun tipo d'intervento.

La foto (che per inciso è stata scattata con una Fuji X-Pro 1) è stata scattata in formato Jpeg e Fisch invia lo scatto originale alla redazione del giornale che per tutta risposta gli comunica la decisione di squalificarlo dal concorso per aver eliminato il sacchetto visibile sulla destra dello scatto.

La vicenda non termina qui però perché Fisch scrive alla rivista la sua opinione, ovvero che l'eliminazione del sacchetto non modifica a suo parere la natura dello scatto (cioè ciò che la rivista vuole preservare). Il photo editor gli risponde che, essendo intervenuto digitalmente per rimuovere il sacchetto, ha infranto le regole del concorso, cosa che non sarebbe accaduta se avesse invece tagliato la foto sulla destra.

Naturalmente in questa vicenda particolare pensiamo che, come anche in casi analoghi, chi ha indetto il concorso e scritto delle regole abbia tutta la legittimità necessaria per interpretare il regolamento nella maniera più rigida possibile (dura lex sed lex); tuttavia il caso è forse esemplare dell'ambiguità nella quale si muove, specialmente in seguito all'esplosione delle tecnologie digitali, il mondo della fotografia di reportage dove il confine tra ciò che è ritenuto lecito e


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Google manda gli inviti agli sviluppatori per gli eventi su Project Glass

Written By Unknown on Kamis, 17 Januari 2013 | 19.04

Il colosso di Mountain View sta organizzando degli eventi per gli sviluppatori che realizzeranno le app di lancio per Project Glass, la nuova tecnologia di realtà aumentata destinata a cambiare la fruizione dei contenuti multimediali in mobilità. A tal scopo sono state mandate delle email di invito agli sviluppatori che hanno acquistato il kit di sviluppo di Google Glass per 1.500 $.

Durante gli eventi del Google Glass Foundry, gli sviluppatori avranno così l'opportunità di provare per la prima volta la nuova soluzione di realtà aumentata e di iniziare a lavorare sull'ambiente di sviluppo di Google Glass.

Le email, stando a quanto riporta a All Things D, comunicano agli sviluppatori che la due giorni di eventi inizierà con un'introduzione a Glass, seguita da una guida al funzionamento delle API di programmazione. Successivamente ci sarà una sessione dedicata allo sviluppo vero e proprio, in cui i tirocinanti saranno guidati dagli ingegneri di Google che si trovano sul posto. Alla fine del secondo giorno, un panel di giudici valuterà l'operato di ciascuno degli sviluppatori.

Gli eventi di Glass Foundry si svolgeranno negli uffici di Google di San Francisco e di New York il 28 e il 29 gennaio per quanto riguarda il primo round, e dall'1 al 2 febbraio per quanto riguarda il secondo round a New York. Coloro che hanno acquistato i kit di sviluppo potranno inoltrare richiesta per partecipare a partire dal 18 gennaio.


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Google Chrome 25

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Google Chrome è un browser web sviluppato da Google con tecnologia WebKit e basato su una nuova Java script Virtual machine denominata V8. Una delle caratteristiche principali del prodotto è la gestione delle singole schede aperte in processi separati: in caso di crash di un singolo tab non sarà necessario riavviare l'intera applicazione


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Temple Run 2 adesso disponibile su App Store

Come anticipato nella giornata di ieri, da oggi è diventato disponibile Temple Run 2, con modello di business free to play come il fortunato predecessore. Il primo Temple Run è uno dei giochi di maggiore successo per i dispositivi mobile, avendo superato i 170 milioni di download.

Temple Run 2

Questo seguito conferma gli elementi di base del gameplay del primo capitolo, e introduce un modello di business più stratificato. Rispetto al gioco originale è, infatti, possibile acquistare una gemma in caso di morte, il che consente di riprendere dal punto in cui si era interrotto il gameplay. Un pacchetto con cinque gemme ha un costo di 0,89€.

Come da tradizione un avventuriero deve scappare da una minaccia incombente all'interno di un vorticoso tunnel. Il tunnel presenta diversi tipi di ostacoli che bisogna aggirare tramite swipe o facendo il tilt dello smartphone. Quanto alla minaccia incombente, se nel primo Temple Run era un gruppo di scimmie, adesso abbiamo un unico grande gorilla.

Visivamente Temple Run 2 è decisamente superiore al suo predecessore. Anche il primo capitolo poteva vantare un motore grafico 3D, ma qui abbiamo una superiore densità poligonale, personaggi più arrotondati e definiti, e più oggetti nello scenario, come alberi, case, ponti, rocce, e altro ancora, con più ostacoli rispetto al predecessore e più animazioni in caso di impatto. Anche i liquidi sono più dettagliati e realistici. Ovviamente Temple Run mantiene comunque la grafica minimale tipica della serie, per cui non può sostenere un confronto con N.O.V.A. o Infinity Blade.

Gli ambienti di gioco, inoltre, sono più variegati. Al cambio di inquadratura che si verifica quando si percorre un angolo, infatti, può capitare di ritrovarsi in uno scenario completamente differente. Inoltre, la telecamera compie più virtuosismi, con inquadrature a 360 gradi ideate per sfruttare meglio la capacità computazionale degli smartphone di oggi. Temple Run 2 supporta sin dal day one la risoluzione 16:9 di iPhone 5.

Temple Run 2

Bisogna raccogliere le monete disseminate lungo il percorso per ottenere un punteggio migliore e per sbloccare le abilità speciali. Ma, a differenza del primo capitolo, si possono trovare power up anche lungo il percorso: basta raccoglierli per acquisire il relativo potere. Fra le abilità speciali otteniamo la possibilità di viaggiare più velocemente o di resistere agli impatti.

Con le monete si migliorano le abilità dei personaggi che possono ottenere un miglior rate di respawn dei poteri, più resistenza, maggiore velocità, avere una partenza migliore, ottenere un moltiplicatore maggiore del punteggio. Collezionando 5 mila monete, inoltre, si ottiene il secondo personaggio giocabile, ovvero Scarlett Fox, che fa parte di un roster complessivo di quattro personaggi (25 mila monete sono necessarie per l'ultimo).

Tornando ai nuovi ostacoli, i giocatori devono adesso attraversare corsi d'acqua, procedere in senso trasversale, scalare colline ed entrare all'interno di caverne a bordo di carrelli minerari. Inoltre, i diversi personaggi a disposizione hanno un'abilità speciale unica, che va sbloccata e usata durante il playthrough.

Il primo personaggio, Guy Dangerous, ad esempio dispone di "Shield", che gli permette di proteggersi meglio dagli ostacoli.

Temple Run 2

"Abbiamo deciso di lavorare su un sequel perché con il primo gioco siamo incappati in limiti tecnologici", spiega Keith Shepherd, co-fondatore di Imangi. "Abbiamo dovuto condensare lo sviluppo in soli cinque mesi, un tempo di sviluppo comunque lungo se si considera la natura immediata del titolo. È stato più difficile stavolta fare alcune cose a livello grafico e di gameplay rispetto al primo gioco".

Temple Run 2 è scaricabile gratuitamente a questo indirizzo.


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Sony, in arrivo Xperia Tablet Z, la controparte tablet di Xperia Z

Written By Unknown on Rabu, 16 Januari 2013 | 19.04

Il produttore nipponico Sony ha annunciato nel corso dell'ultimo IFA di Berlino quello che, in attesa della commercializzazione di Xperia Z, è ancora oggi il top di gamma per quanto riguarda i propri smartphone, ovvero Xperia T. La stessa occasione era stata scelta anche come palcoscenico per l'annuncio di Xperia Tablet S, sostituto del primo Tablet S.

Ora che Xperia T è stato sostituito da Xperia Z nel corso della settimana passata a seguito dell'annuncio effettuato dalla stessa Sony al CES di Las Vegas, sembra che anche la seconda metà dell'accoppiata di top di gamma Xperia per la parte tablet possa ricevere a breve un aggiornamento.

La compagnia giapponese starebbe infatti apparentemente lavorando ad un nuovo tablet Xperia che potrebbe prendere il nome di Xperia Tablet Z. Quest'ultimo sarà naturalmente la controparte tablet di Xperia Z e come tale dovrebbe essere dotato di una serie di soluzioni hardware indubbiamente importanti.

Si parla quindi di un display da 10.1 pollici a risoluzione 1920x1200, processore quad-core Qualcomm Snapdragon S4 operante alla frequenza massima di 1,5 GHz e 2 GB di memoria RAM. Per quanto riguarda la memoria dedicata allo storage pare che l'ammontare della stessa sarà di 32 GB, ovviamente presente una fotocamera posteriore (8 megapixel) e una frontale (2 megapixel). La connettività dovrebbe comprendere il nuovo standard LTE, oltre a WiFi 802.11 a/b/g/n, NFC e Bluetooth 4.0.

Il tutto potrebbe essere racchiuso in una scocca spessa solamente 6,9 mm e impreziosita dalla certificazione IP57 che ne dovrebbe garantire la resistenza a schizzi e polvere. Xperia Tablet Z potrebbe essere equipaggiato al momento del lancio con il sistema operativo Android nella sua versione 4.1.


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